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bimbo

 

 

Siamo convinti che la nostra vita

sarà migliore quando …..

saremo sposati,

avremo un bambino,

e poi un altro.

Poi ancora ci sentiamo frustrati

perché ……

i nostri figli non sono abbastanza grandi e

saremo più contenti quando lo diventeranno.

In seguito siamo esasperati

perché

dobbiamo occuparci di adolescenti.

Siamo convinti che saremo felici

quando avranno superato

questa fase della loro vita.

Ci diciamo che staremo meglio

quando il nostro partner avrà

risolto i suoi problemi,

avremo un’automobile migliore,

potremo fare una bella vacanza,

quando andremo in pensione.

La verità è,

non c’è momento migliore per

essere felici di quello che

stiamo vivendo.

 

Se non ora, quando?

 

La tua vita sarà sempre piena di sfide.

E’ meglio accettarlo e decidere di essere

comunque felice.

 

 

” Per molto tempo ho avuto

l’impressione che la vita stesse

per iniziare  

la vita vera.

Ma c’era sempre qualche ostacolo

sulla via, qualcosa che

prima bisognava risolvere,

qualche affare in sospeso

che richiedeva ancora del tempo,

o un debito da estinguere.

In seguito la vita sarebbe iniziata.

Alla fine mi sono reso conto che

questi ostacoli erano la mia vita”.

Alfred Souza  

Questo modo di percepire le cose

mi ha aiutato a capire che

non esiste una via che

porti alla felicità.

La felicità è la via.

Quindi

prendi a cuore ogni momento

che vivi e valorizzalo di più

perché lo hai condiviso con

qualcuno speciale,

abbastanza speciale da

trascorrere del tempo assieme…

e ricorda che

 

il tempo non aspetta nessuno !!!

 

Quindi smetti di…

aspettare di finire la scuola,

di tornare a scuola,

di perdere 5 Kg,

di prendere 5 Kg,

di avere dei figli,

di vedere i tuoi figli andar via di casa,

di cominciare a lavorare,

di andare in pensione,

di sposarti,

di divorziare,

che arrivi il venerdì sera,

la domenica mattina,

di avere un’automobile

o una casa nuova,

di finire di pagare l’automobile o

la casa,

che giunga la primavera,

l’estate,

l’autunno,

l’inverno,

di essere benestante,

di arrivare al primo o

al quindici del mese,

di godere del successo della tua canzone,

di bere,

di riprenderti da una sbornia,

di morire,

di nascere nuovamente…

per decidere che

non c’è tempo migliore

che

adesso per essere felice.

                 La felicità è un viaggio,

non una meta.

 

“Lavora come se non avessi bisogno di denaro,

ama come se non fossi stato mai ferito,

e balla come se nessuno ti stesse guardando”.

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Pubblicato da su 16 agosto 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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….. Io ti adoro e tu mi ami

 

corsa

 

 

Mamma,

lasciami crescere come cresce un bambino,

se non imparo dalle esperienze non saprò affrontare al meglio la vita.

lasciami correre e poi sbucciare un ginocchio,

dopo aver pianto imparerò che cadere vuol dire farsi male, imparerò a stare attento, imparerò dal pericolo ad essere prudente.

lasciami imbrattare di colore la scrivania,

lascia che le mie mani si sporchino di tempera,

di colla e adesivo,

imparerò coi colori a dipingere il mio mondo.

lasciami sporcare la faccia di sugo,

lascia che con le mani io scopra il cibo,

lascia che io scopra i sapori,

lasciami provare,

non mi imboccare!

Se tu insisti io mi arrendo e

cercherò te ogni volta che non avrò voglia di mangiare da solo.

lasciami piangere ogni tanto,

non correre da me appena accenno un lamento, prova ad aspettare, io devo imparare a cavarmela da solo!

Cosa farò quanto dovrò affrontare le difficoltà e tu non sarai al mio fianco?

lascia da parte le tue faccende ogni tanto,

sporcati la faccia di marmellata come me,

imbratta le tue mani di tempera,

costruiamo insieme grandi castelli,

enormi vascelli,

piramidi di Lego,

se ti siedi vicino a me io ti sento più vicina.

non fare quella faccia quando ho la febbre,

io mi devo ammalare,

i batteri e i virus mi devono fortificare;

smettila di andare nel panico,

vivrò nella paura se tu hai sempre troppa paura per me.

se mi lasci dalla nonna non è la fine del mondo,

anche loro hanno bisogno di me ed io ho bisogno di loro!

Vai pure fuori e mangiati una pizza, non morirò di fame e non impazzirò dalla solitudine, imparerò dalla lontananza a non dipendere sempre da te.

se vado piano tu non correre, non sono una macchina e ho

bisogno di tempo per imparare.

A te sempre facile ciò che per me è incomprensibile, ricordi quando eri bambina?

E’ successo anche a te di non capire le cose semplici.

fidati di me,

io sono piccolo ma sto imparando a vivere! Lasciami la mano qualche volta, fammi correre, fammi nascondere, fammi giocare, se mi imbottisci con quel maglione io quasi non posso respirare!

Vivi mamma e lascia che io viva,

lasciami vivere a modo mio, rispetta i miei tempi, i miei spazi e i miei sogni!

non lo so se diventerò ingegnere e non lo so se sarò uno chef: dammi la libertà di scegliere,

di sbagliare,

di capire a mio modo ciò che voglio diventare.

non scordarti del bacio della buona notte e nemmeno dell’imbocca al lupo quando vado a scuola, un giorno rimpiangerai ciò che sbadatamente non sei riuscita a darmi

ed io per sempre rimpiangerò ciò che davvero mi serviva da te.

Io ti adoro e tu mi ami,

ma se ti fidi di me io mi fiderò del mondo.

lasciami crescere come cresce un bambino,

se non imparo dalle esperienze non saprò affrontare al meglio la vita.

Mamma

questo è anche il mio mondo ed io voglio scoprirlo con te.

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2016 in Blog

 

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……rilassati e sii Te stesso……..

bimbo1.jpg

Se non ami te stesso

non potrai mai amare nessun altro. !

Se non puoi trattarti con amore

non puoi trattare gli altri con amore.

È psicologicamente impossibile.

Qualsiasi sia la maniera in cui stai con te, così stai anche con gli altri.

Questa è un’idea fondamentale, accettala.

Se odi te stesso odierai gli altri;

e ti hanno insegnato ad odiarti. Nessuno ti ha mai detto

“Ama te stesso!”

 

L’idea stessa sembra assurda:

amare se stessi ?

L’idea stessa non ha senso:

amare se stessi ?

 

Pensiamo sempre che per amare ci voglia qualcun’altro. Ma se non impari con te non potrai praticarlo con altri.

Ti hanno detto, condizionandoti costantemente, che tu non hai nessun valore.

Ti hanno detto in tutti i modi, ti hanno dimostrato, che sei indegno, che non sei quello che dovresti essere, che non sei accettato così come sei.

Ci sono molti

“dovresti”

che pesano sulla tua testa, e questi

“dovresti”

sono quasi impossibili da realizzare.

E quando non puoi soddisfarli,

quando non compi questi obiettivi,

ti senti condannato.

Sorge un odio profondo nei tuoi confronti.

Il primo passo  ?

 Accettati come sei

 

abbandona tutti i “dovresti”.

Non portare nessun “dovresti” nel tuo cuore !

tu non devi essere qualcun’altro;

non ci si aspetta che tu faccia qualcosa che non ti è proprio.

Devi essere solo te stesso.

Rilassati e sii te stesso.

Rispettoso con la tua individualità,

 

In questa innocenza sentirai compassione e amore per te.

Ti sentirai così felice con te stesso che addirittura se Dio viene e bussa alla tua porta dicendo:

“Ti piacerebbe essere qualcun’altro ?”

tu dirai:

No …. Sono perfetto!

Ti ringrazio però non cambiare nulla di me;

sono perfetto Così come sono

Se vai a vedere un dipinto di Picasso e dici:

“Questo non va bene e questo neanche, e questo colore sarebbe dovuto essere così”

stai negando Picasso.

Quando dici:

“Io dovrei essere così”, stai cercando di perfezionare Dio.

Stai dicendo:

Ti sei sbagliato; io sarei dovuto essere così, e tu mi hai fatto così?  Stai cercando di perfezionare Dio.

Non è possibile.

La tua lotta è inutile, sei condannato a fallire.

E quanto più sbagli, più odi.

Quanto più sbagli, tanto più ti senti condannato.

Quanto più sbagli, tanto più ti senti impotente.

E da questo odio, impotenza,

come può nascere la compassione ?

 La compassione nasce quando sei perfettamente centrato nel tuo essere.  Tu dici

“Sì, io sono così”.

 

Non hai ideali da raggiungere.

E immediatamente comincia la pienezza!

Le rose fioriscono così meravigliosamente perché non stanno cercando di convertirsi in fiori di loto.

E i fiori di loto fioriscono così meravigliosamente perché non hanno sentito storie di altri fiori.

Tutto nella natura prosegue così meravigliosamente in armonia, perché nessuno sta cercando di competere con altri, nessuno sta cercando di diventare un altro.

Tutto è come deve essere.

C’è da comprendere solo questo!

Cerca solo di essere te stesso e ricorda che non puoi essere null’altro, per quanto ci provi.

Tutti gli sforzi sono vani.

Devi solo Essere Te Stesso.

Esistono solo due cammini.

Uno è quello del rifiuto di te, ma continuerai ad essere lo stesso.

L’altro è quello di accettarti, donandoti, provando gusto, apprezzandoti, ma anche in questo caso continuerai ad essere lo stesso.

La tua attitudine può  essere differente …..

ma tu sarai sempre la persona che sei.

 

Ma una volta che ti accetti sorge la Felicità !

osho rivisto da Lf

Ps

Il presente scritto non sostituisce ne annulla atto medico

 
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Pubblicato da su 13 luglio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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……. Panta Rei ……

 

deserto

Ecco alcune delle cose

che ho imparato nella vita …….

Che non importa quanto sia buona una persona,

ogni tanto ti ferirà.

E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

Che ci vogliono anni per costruire la fiducia

e solo pochi secondi per distruggerla.

Che non dobbiamo cambiare amici,

se comprendiamo che gli amici cambiano.

Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,

o essi controlleranno te.

Ho imparato che gli eroi sono persone che

hanno fatto ciò che era necessario fare,

affrontandone le conseguenze.

Che la pazienza richiede molta pratica.

Che ci sono persone che ci amano,

ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

Che a volte,

la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai,

è invece una di quelle poche che

 

ti aiuteranno a rialzarti.

P. Coelho

per dirla con Platone

Panta Rei,

 tutto scorre……

Platone ha attribuito questa frase ad Eraclito, frase dal profondo significato che va ben oltre ”  il tutto passa  “

concentra la profondità del suo pensiero intorno alla filosofia del divenire …. 

Tutto, in un tempo anche minimo, si trasforma, e non c’è modo per l’uomo di entrare, dice Eraclito, due volte nello stesso fiume.

Eraclito che è stato definito come il filosofo del divenire ha posto l’accento sulla trasformazione del mondo che ci circonda, il mondo come complesso fatto di equilibri in continuo cambiamento, e non come fisso immutabile…… come del resto anche l’essere umano che è la massima espressione della Natura.

 
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Pubblicato da su 19 maggio 2016 in Blog

 

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….. per comprendere il segreto della felicità servono ……

 

chiave

C’era una volta un Saggio che conosceva il Segreto della Felicità e girava il mondo per farne dono ai popoli.

Un giorno giunse in una bellissima valle popolata da sei contadini, ognuno dei quali aveva una casetta, un pezzo di terra coltivato e qualche capo di bestiame.

Il Saggio bussò alla porta del Primo Contadino:

“Buongiorno Signore, sono venuto per aiutarla ad essere felice.”
“E come potresti?”

rispose il Primo Contadino.

Il Saggio rispose:

“Cerca di avere Fiducia e ascoltami, hai due possibilità : posso darti le chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire il tuo desiderio.”

Il Primo Contadino, un po’ perplesso e diffidente, disse:

” Beh, ho sempre desiderato avere un castello e anche una corona, sì mi piacerebbe.

Le Chiavi del mio Cuore non mi servono. Se pensi di potermi aiutare:

sì, vorrei un castello e una corona”.

 

Il Saggio salutò il buon uomo e rispose:

“Domani sarai accontentato troverai tutto il necessario per costruire il tuo castello e forgiare la tua corona”.

Il mattino seguente, il Primo Contadino trovò sulla collina davanti alla sua casa una montagna di mattoni, oro e pietre preziose in abbondanza.

Comprese che avrebbe dovuto lavorare sodo, ma che alla fine avrebbe avuto il suo castello e la sua corona. Abbandonò il suo orto e il suo bestiame e si mise a lavorare.

Il Saggio passò a trovare il Secondo Contadino, il quale lo fece entrare nel proprio campo, lamentandosi dello scarso raccolto di grano.

Allora il Saggio disse al Secondo Contadino:

“Sono venuto ad aiutarti, affinché tu possa essere felice. Hai due possibilità: posso darti le Chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire un tuo Desiderio che pensi potrà renderti felice”

Il Secondo Contadino rispose:

“Non so che cosa tu potrai fare per me, ma voglio crederti. Delle Chiavi del mio Cuore, non saprei cosa farmene… ma di un bel campo di grano rigoglioso, da far invidia ai vicini, sì. Ho deciso:

voglio un campo di grano rigoglioso.”

Il Saggio, facendo un cenno di saluto, disse:

“Domani sarai accontentato troverai i semi miracolosi che faranno germogliere splendide spighe di grano.”

Il Saggio fece visita subito dopo anche al Terzo e al Quarto Contadino, i quali, con gli stessi dubbi sui poteri del Saggio, alla fine si fidarono, chiedendo anch’essi lo stesso desiderio del Secondo Contadino:

un campo rigoglioso di grano da far invidia al vicino.

Anche costoro rifiutarono le Chiavi del loro Cuore.
Il mattino seguente, il Secondo, il Terzo e il Quarto contadino trovarono davanti alla porta della loro casa un sacchetto di semi e, ricordando che cosa aveva detto loro il Saggio, iniziarono a preparare la terra per la semina, abbandonando il resto dell’orto e trascurando il bestiame.

Il Saggio bussò, poi, alla porta del Quinto Contadino e disse: “Buongiorno buon uomo, sono venuto per aiutarti a trovare la felicità. Hai due possibilità: posso darti le Chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire un tuo Desiderio che pensi potrà renderti felice”

Il Quarto Contadino disse:

“Ho visto che hai aiutato i miei amici e so che aiuterai anche me. Il mio cuore sta male, ma non ha bisogno di chiavi, ha bisogno di una bella donna. Sì, voglio che mi aiuti ad avere una bella donna, questo è il mio desiderio”

Il Saggio si avviò fuori dal cancello e disse: “Domani mattina avrai quello che hai chiesto”.

Il mattino seguente il contadino trovò alla porta di casa una bellissima fanciulla che diceva di essersi smarrita e chiedeva ospitalità. Il Quinto Contadino fu così felice che dedicò da quel momento tutto il tempo alla fanciulla, dimenticando l’orto e il bestiame.

Il Saggio andò, infine, dal Sesto Contadino, al quale si presentò con la stessa domanda:

“Hai due possibilità: posso darti le Chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire un tuo Desiderio che pensi potrà renderti felice”.

Il Sesto Contadino disse:

“Io sto bene così, per cui accetto le chiavi del mio cuore. Non conosco i miei desideri.”

Il Saggio sorrise, porgendo le Chiavi del Cuore al Sesto Contadino e se ne andò dal paese.

Dopo un mese, ritornò in quella valle per far visita ai sei contadini che aveva aiutato, per chiedere loro se erano Felici.

Salì sulla collina, al castello del Primo Contadino.

Stava seduto sul trono, con la corona in testa e l’aria triste.

Il Saggio gli chiese:

“Come mai non sei felice? hai avuto il tuo desiderio.”
Il Primo Contadino rispose:

“Ho un castello, ho una corona, ma non ho sudditi, né gente che mi ammira. Non ho neppure da mangiare”.

Il Saggio allora disse:

“Mio caro amico, forse allora tu non volevi un castello e una corona, volevi il potere e la stima del popolo.

Per comprendere questo servivano le Chiavi del tuo Cuore. Mi dispiace.”

Il Saggio riprese il cammino e si fermò davanti ai campi del Secondo, del Terzo e del Quarto Contadino. Erano pieni di grano, ma le spighe erano marcite. I Contadini erano seduti davanti ai loro campi con l’aria disperata.

Il Saggio, allora, disse:

“Miei cari amici, che cosa è successo? Aveve esaudito i vostri desideri, ma non mi sembrate felici”

Il Secondo, il Terzo e il Quarto Contadino spiegarono che tutti e tre avevano coltivato il grano e smesso di seminare le altre primizie, oltre ad aver trascurato tutto il bestiame. C’era troppo grano e mancava tutto il resto.

Il Saggio capì e disse:

“Amici, forse voi non volevate un campo di grano da far invidia al vicino, volevate semplicemente l’abbondanza. Per comprendere questo servivano le Chiavi del vostro Cuore. Sono dispiaciuto di non vedervi felici”.

Giunse, il momento del Quinto Contadino che stava seduto da solo davanti alla porta di casa a guardare i campi ormai incolti e le bestie smagrite.

Il Saggio gli mise una mano sulla spalla e disse: “Amico mio, che cosa è successo? Dov’è quella bellissima fanciulla che ti ho mandato?” 

Il Quinto Contadino: “Ti ringrazio per la possibilità che mi hai dato. Lei era davvero bellissima, ma non mi amava… Si è innamorata del mio vicino. L’ho lasciata andare”.

Il Saggio allora disse:

“Mio caro, ma allora forse non volevi una bella donna, volevi l’Amore. Per comprendere questo avevi bisogno delle Chiavi del tuo Cuore. Mi dispiace tanto di non averti aiutato”.
Fu, infine, il turno del Sesto Contadino.

Quando giunse il Saggio, stava raccogliendo le primizie dell’orto, insieme ad una bellissima fanciulla che riempiva cinque ceste con ortaggi, latte e carnei.

Il Saggio non disse nulla e sorrise.

Il Sesto Contadino lo salutò e disse:

“Ti ringrazio mio amico caro di essere tornato, ma come ti dissi allora, non mi occorre nulla. Sono felice di quello che ho”.

 

 
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Pubblicato da su 8 maggio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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Perché ci ammaliamo ?

  “Una domanda nasce spontanea…”

Se è vero che in ogni organismo vivente esiste una forza vitale che di per se dirige verso una vita in autorealizzante, allora perché ci si ammala .

Ci eravamo lasciati con questa domanda, perché l’uomo si ammala?

Ne aggiungerei un’altra, vi invito a riflettere su quanto sto per scrivere…

Come mai due persone pur vivendo nella stessa casa, nutrendosi dello stesso cibo, respirando la stessa aria, svolgendo lo stesso lavoro, insomma a parità di condizioni, uno si ammala e l’altro, no?

Che cos’è la malattia?

Questa:

 

  

Cos’è la Salute?

Questa:

   

 

Gli alberi nelle due foto sono entrambi delle querce,

alla prima, sono state tagliate le radici e messa in un vaso piccolo, questo processo ha bloccato lo sviluppo dell’innato potenziale e di crescita autoregolata,

alla seconda quercia no… e lasciata libera nel suo habitat ha naturalmente seguito il suo programma evolutivo; come si vede è cresciuta forte, sana con la sua chioma che si dirada in ogni direzione.

Osservate i suoi rami, possiamo paragonare i suoi rami ai tanti aspetti e sfumature della nostra esistenza, inoltre è importante sottolineare che: noi esseri umani, rispetto a tutti gli altri essere viventi, oltre alle naturali potenzialità abbiamo anche la capacità di conoscerci e comprenderci…

Dunque la Salute non è altro che frutto del nostro processo evolutivo naturale a patto che

“recuperiamo le nostre radici”

attraverso le quali ci nutriamo di vita e vitalità, quelle radici che ci sono state tagliate.

Chi ha tagliato le nostre radici? E come?

Un piccolo passo indietro, ai primissimi giorni di vita…

Nei nostri primi anni di vita sviluppiamo il bisogno di considerazione positiva, questo bisogno ci accompagna per tutta la vita, ogni essere umano può soddisfarlo per se stesso o attraverso gli altri, ed è proprio a questo punto, in questa fase, che si incominciano a tagliare le prime radici.

Nella prima parte della vita qualsiasi avvenimento può far sì che le nostre cellule del cervello si adattino, si plasmano e siano pronte a prendere una certa direzione piuttosto che un’altra, a ricevere un’impronta che varrà per il resto della vita, tutto questo con conseguenze anche negative.

La soddisfazione del bisogno nella prima fase della nostra esistenza è Vitale, ecco che il bambino sarà pronto a tutto pur di essere considerato.

Il bambino si adatterà al volere dei propri genitori, o di chi lo assiste nei primi anni di vita, e tenderà a rinforzare e ripetere quei comportamenti accettati positivamente dai genitori e a negare e reprimere, quelli valutati negativamente.

Progressivamente anche il bisogno che muove quei comportamenti sarà negato e represso, quindi non più riconoscibile dall’Io dell’individuo adulto.

A questo punto si dà il via ad un sopravvivenza più che ad una esistenza,

 

ovvero si vive non esprimendo se stessi,

dando vita alla sindrome dell’elefante incatenato…

 

” L’elefante non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.

Il piccolo elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto prova a spingere, tirare e suda nel tentativo di liberarsi, ma nonostante gli sforzi non ci riesce perché quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi si rassegna alla propria impotenza.

L’elefante enorme e possente da grande non scappa perché crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata e non può ritornare a provare.

Quanto più è marcato questo processo tanto più le influenze esterne tendono a bloccare (e per tutta la vita) il naturale sviluppo dell’organismo,

ed ecco che ci troviamo di fronte alle più svariate forme di patologie che vanno dalla nevrosi fino a giungere anche le psicosi… dal raffreddore fino a giungere anche al cancro.

Come fare allora per rimanere in Salute?

 

 

Il cuore allegro giova, come una medicina; Ma lo spirito afflitto secca le ossa.

(Proverbi, Antico Testamento)

 

 
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Pubblicato da su 25 febbraio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO, Salutogenesi

 

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Primum……… non Nocere !

Incredibile ma vero 

300 milioni di anni fa ….. i Dinosauri si cibavano di quest’erba Miracolosa

            Nella medicina popolare questa pianta era famosissima nell’antichità specie per le sue proprietà emostatiche e per i suoi successi riguardo le malattie renali e delle vie urinarie.

Per secoli dimenticata e solo grazie al medico naturista padre Kneipp che oggi ne conosciamo le sue sorprendenti virtù.

Unica insostituibile ed inestimabile

questo è quanto dice di questa pianta contro :

le emorragie

disturbi renali

calcoli 

renella

Lava, scioglie e guarisce tutto ciò che è deteriorato.

Padre Kneipp, afferma che tutte le persone di una certa età ne dovrebbero bere una tazza al giorno.

Il Dr. Julius Wagner Jauregg, premio Nobel per la medicina, nei suoi scritti afferma :

 

<< due terzi di tutti i malati di nervi non dovrebbero essere ricoverati negli instituti se fossero sani i loro Reni >>

inoltre, ho potuto consigliare i semicupi di coda cavallina a monti infelici che, a causa dei disturbi renali soffrivano di depressioni, manie e pazzia furiosa, salvandosi in tal modo dal manicomio. In questi casi occorre berne anche una tazza al mattino e uno alla sera.

Innumerevoli studi antichi sostengono che l’alto contenuto di Acido Silicico Solubile è alla capacità della tisana di equiseto di portare a completa guarigione di ulcere sia gastriche che della gamba.

Ecco un elenco delle problematiche a cui la tisana di Equiseto può giovare, gli studi sono stati fatti nel secolo scorso ad opera di medici e fisiobiologi Naturisti :

  • tutti i disturbi a carico dell’apparato, in primis  dei reni e vescica urinaria, con o senza calcoli

  • Idropisia sia di origine renale che cardiaca

  • emorragie, quali emorragie dello stomaco, ematemesi, emorragie urinarie provocate dai calcoli

  • ciclo mestruale abbondante

  • problemi al cavo orale, quali gengivi sanguinanti, gengiviti, stomatiti, piorrea alveolare, tonsillite, faringite, laringite

Secondo alcuni ricercatori, l’assunzione sistemica della tisana di equiseto porta al superameto del sangue dalla bocca proveniente dai polmoni.

L’equiseto,tra le altre cose,  svolge una profonda attività depurativa del sangue pertanto si può facilmente affermare che lo spettro d’azione di questa incredibile pianta medicinale è  di giovamento in tutte le malattie a carico della pelle anche quelle complesse come

  • eczemi

  • lupus

  • acne

  • psoriasi 

  • fruncolosi

  • dermatiti

  • ecc 

Come Utilizzare l’Equiseto 

Infuso :

Un cucchiaio da dessert colmo su 1/4 di litro d’acqua

Cataplasma a vapore :

mettere 100 gr. circa di erba sospesa  sui vapori dell’acqua bollente, non appena sara calda e morbida avvolgerla in un panno di lino a applicarla sulla parte malata. Tenere li almeno due ore o tutta la notte

l’ applicazione locale aiuta :

ad eliminare i calcoli renali;

ad alleviare i crampi viscerali

crampi allo stomaco

coliche apatiche e biliari

polipi basso ventre

infiammazioni borse sinoviali

 

Quando non vi sono altre cure in corso, bere ogni giorno mezzo litro di tisana di equiseto, anche per lunghi periodi, non comporta controindicazione, nè effetti collaterali. In caso contrario rivolgersi ad un esperto

Ps

Tutte le informazioni riportate in questo libro sono tratte da studi e ricerche fatte dalle fine ‘800 sino alla prima metà del  1900, ad opera di medici e naturisti tedeschi ed austriaci

 

 

 
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Pubblicato da su 15 ottobre 2015 in Blog, erbe medicinali

 

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