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Archivi categoria: erbe officinali

c’era una volta ………… cinque secoli fa…….

nel lontano 1500 il ” Lutero della Medicina ”  così definito per il suo spirito di ribellione e per i suoi innumerevoli e profondi studi che vanno dalla filosofia alla medicina, passando per l’alchimia e l’astrologia,  destabilizzarono, non poco, i suoi colleghi in  quel tempo.

Siamo nel pieno Medioevo e lui è Paracelso.

Paracelso aveva un profondo senso etico, dava molta importanza, non meno di Ippocrate, all’integrità personale del medico,

al suo agire secondo coscienza.

Secondo Paracelso le malattie, come la Salute, provenivano da Dio, dunque il medico non era altro che colui che faceva avvenire quella guarigione che altrimenti sarebbe venuta direttamente da Dio,

se il paziente avesse avuto abbastanza fede 

fu proprio lui a formulare, attraverso i suoi studi alchemici quella che fu definita 

” medicina per una lunga vita “

un preparato formulato per armonizzare tutte le principali funzioni degli organi interni a beneficio tutto il corpo.

Se si guarda alla storia della preparazione di questa formulazione di erbe, troviamo riferimenti alle loro proprietà benefiche e salutari, tramandati ormai da secoli e sotto vari nomi, come ad esempio :

“Wound Picra Composita”,

“Tinctura composita Aloe”

 “specie e Longam Vitam”

 100 anni più tardi la straordinaria formula di Paracelso fu riscoperta e riabilitata ad opera del Dr.Claus Samst e il Dr. Urbano Hjärne .

Il Dr. Urbano Hjärne visse fino a 83 e il dottor Claus Samst,  morto per un incidente a cavallo, ha  vissuto fino all’età di 104 anni.

Ebbene sottolineare che a quell’epoca l’aspettativa di vita era dai di 20 – 40 anni di età.

                            E ……  per nostra grande fortuna il  Dr. Claus Samst, aveva stilato un manoscritto dove aveva descritto ben 46 modi per alleviare diverse problematiche 

                                           

                                               …………. 250 anni più tardi  

la storia continua  con Maria Treben

ecco come è andata, il racconto personale  ………

                                                                                            “Sembra quasi una favola, ma è vero.  Come rifugiata  tedesca della Cecoslovacchia, in un campo profugo della Bavaria mi  ammalai di febbre tifoidea,  a causa di una intossicazione da carne contaminata, alla quale si aggiunse un epatite ed  un’ostruzione intestinale.

Sono rimasta in ospedale per più di sei mesi,  una notte fui colpita da un dolore terribile, mi sentii trafiggere come con una spada, e da quel momento ogni volta che arrivava il dolore  non potevo né sedersi né stare in piedi, nè camminare né sdraiarmi, allo stesso tempo si presentavano  vomito e  diarrea.

Questi erano i postumi della febbre tifoide, che a volte possono andare avanti per anni, a detto il medico.

                 

            Un giorno, una donna mi ha portato una bottiglietta contenente un liquido marrone scuro, con un odore forte.  Aveva sentito parlare della mia malattia e mi voleva aiutare, quel liquido l’aveva guarita da una grave malattia.

Insieme alla bottiglietta vi era una trascrizione di un “vecchio manoscritto”, in cui era spiegato in 46 punti, come queste gocce potevano guarire ogni malattia.

Mi spiegò che quella ricetta veniva dagli scritti di un noto medico svedese, il Dr. Samst medico svedese e rettore della facoltà di medicina e che  tutti i membri della sua famiglia avevano raggiunto un età molto  insolita per quei tempi. 

In un primo tempo non credetti che quelle semplici gocce potessero aiutarmi con la mia grave malattia e considerando che neanche il medico ci fosse riuscito.  Presto mi ricredetti, in seguito ad un attacco le assunsi subito e feci un impacco all’addome.

 da li a breve …….  una meravigliosa sensazione di calore si diffuse attraverso il mio corpo.

Improvvisamente,  sentivo come se qualcuno  con un solo movimento della mano mi liberasse da  tutto il male, 
Vi assicuro che con un singolo impacco fatto tutti i dolori  dei mesi precedenti  scomparvero,  per non tornare mai più. “

Grazie alla Treben, che a partire dagli anni ’70  decise di diffondere queste preziosi informazioni riguardo l’uso di questa antica ricetta, che fu  rinominata come :

Amaro Svedese

questa è la ricetta originale 

 

20 g di Aloe  ( o assenzio   )

 5 g di Mirra 

0,2 g di Zafferano

10 g di foglie di Cassia

10 g di Canfora (solo naturale, ovvero quella cinese)

10 g di Rabarbaro radice

10 g di Curcuma radice

10 g di Manna

10 g di Teriaca Veneziana

5 g di Carlina radice

10 g di Angelica radice

 

che conobbi nel 2003 e da allora non ho smesso di utilizzare visto i suoi benefici, tra l’altro verificati in prima persona, ed è per questo che l’ho voluto nella mia Erboristeria per i miei clienti.

 Uso interno

– Come prevenzione un cucchiaio  al mattino, a digiuno, uno a mezzogiorno e uno a sere mezz’ora prima dei pasti, questa modalità non ha controindicazioni, ne determina  alcolismo, per far evaporare del tutto l’alcol potete diluirlo in un bicchiere di acqua tiepida o tisana tiepida. 

Molti disturbi trarranno giovamento da questo amaro : ulcera gastrica ed altre patologie a carico dello stomaco, la cirrosi epatica ed altre epatopatie, colecistopia, affezioni intestinali, emorroidi ecc. 

In caso di digestione difficile è bene prendere un cucchiaio prima dei pasti, e mezz’ora dopo i pasti principali. 

In ogni caso seguire i punti del manoscritto, ed in via generale per qualsiasi disturbo descritto nell’Antico Manoscritto prendere 3 cucchiaini al giorno diluiti.

– Contro le malattie maligne se ne prendono da due a tre cucchiaini al giorno nel modo seguente: si prende rispettivamente un cucchiaino diluito in 1/8 di litro di tisana d’erbe, distribuendolo fra 1/2 ora prima e 1/2 dopo ogni pasto.

 

Uso esterno

Coliche addominali, contusioni, distorsioni, strappi, scottature, disturbi della pelle, cadute, ecc.

Potete utilizzare un cataplasma da tenere sulla parte interessata per almeno 2 ore, o anche tutta la notte 

A seconda della dimensione della zona malata si prende un pezzo piccolo o grande di cotone idrofilo impregnato di gocce svedesi e lo si applica sulla parte da trattare non prima di aver trattato con olio o unguento di Calendula.  In seguito si copre il tutto con un pezzo un po’ più grande di plastica per evitare che si macchi la biancheria.

Infine si fascia tutto con un panno o con una benda. A seconda del tipo di malattia, il cataplasma non deve essere rimosso da due a quattro ore.

Se ben sopportato lo si può lasciare per un’intera notte.

Se in soggetti dalla pelle delicata si dovessero, malgrado tutto, verificare delle irritazioni cutanee, si dovranno abbreviare i tempi di applicazione degli impacchi o rimandare l’applicazione per un certo periodo. Chi soffre di allergie, fasci il cotone soltanto col panno senza usare il pezzo di plastica.

In nessun caso si deve dimenticare di ungere la pelle. Se già dovesse essere in atto uno sfogo pruriginoso, la si tratti eventualmente con crema di Calendula.

Eccovi i 46 punti dell’ Antico Manoscritto :

  1. Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria e il cervello.

  1. Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti i dolori persino quando gli occhi sono infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi una pezzuola bagnata con esse.

  1. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo, guariscono inumidendo le parti spesso e bene.

  1. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’ d’acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.

  1. Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la guarigione non tarderà.

  1. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.

  1. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco.

  1. Contro le coliche si prendano tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto sentirete sollievo.

  1. Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle intestinali e giovano contro la stitichezza.

  1. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi.

  1. Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.

  1. Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di sei settimane.

  1. Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.

  1. A una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni di fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme a latte.

  1. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie.

  1. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio dell’allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi di gocce.

  1. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri al bambino delle gocce, a seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.

  1. Sono efficaci contro vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le tenie, solo che al bambino occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di gocce sull’ombelico mantenendola sempre umida.

  1. Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio dl gocce tre volte al giorno ed applicando dei cataplasmi di gocce sul fegato ingrossato.

  1. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia o le depressioni e stimolano l’appetito e la digestione.

  1. Aprono anche internamente le emorroidi se le bagniamo ripetutamente e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto del sangue e gioverà contro i bruciori.

  1. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in se.

  1. Prese per bocca allontaneranno anche il dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.

  1. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.

  1. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte; il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.

  1. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.

  1. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.

  1. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.

  1. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.

  1. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto in sé, e il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, il malato migliorerà presto.

  1. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonché l’escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.

  1. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore prevenendo ogni cancrena o putrefazione e guariranno anche ferite di vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella ferita che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l’assidua applicazione di una pezza imbevuta, la guarigione avverrà in breve.

  1. Fanno scomparire tutte le cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte; tutte le ferite curate con queste gocce non lasceranno cicatrici.

  1. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili e indipendentemente dalla loro età.

  1. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.

  1. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.

  1. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.

  1. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.

  1. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.

  1. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia dl applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.

  1. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.

  1. Curano anche morsi dl cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.

  1. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la giornata poiché curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.

  1. Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima di coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto di gocce diluite.

  1. Somministrato in quantità di due cucchiai a un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della sbornia.

  1. Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di alcun’altra medicina, poiché esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi e il sangue, liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie di malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza.

 

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la Natura sa cosa fare ………..

Il Finocchio marino conosciuto anche con i nomi di

“critamo”,

“bassiga”,

“burcio”,

“erba di San Pietro”,

“eritmo”,

“frangisasso” 

“bacicci”,

è una Ombrellifere, si ascrive al genere Crithmum, diffusa sulle rocce e sulle scogliere dal mar Nero al Mediterraneo, al canale della Manica fino alle coste atlantiche europee ….. l’italia ne è piena

Il critmo è conosciuto sin da epoca antichissima, tanto che viene citato persino negli scritti di

Caio Plinio il Giovane che nel suo libro XXVII ne segnala le proprietà diuretiche e vermifughe particolarmente apprezzate da Ippocrate.

  Viene utilizzato soprattutto per l’insufficienza urinaria, prendendone le foglie, il gambo o la radice nel vino.

”  Migliora anche il colorito corporeo, ma preso troppo in abbondanza provoca flatulenze.

Il suo decotto scioglie il corpo, fa urinare e fa espellere gli umori dai reni;

in pozione nel vino fa bene ma è più efficace se si aggiunge del Dauco (Daucus carota);

è utile anche per la milza. “

 ed ancora ………

Questa essenza favorisce i processi digestivi stimolando la secrezione gastrica e biliare,

diminuisce le fermentazioni a livello intestinale contribuendo quindi ad attenuare i dolori,

stimola la diuresi,

depura il sangue da tossine e da sostanze di rifiuto,

svolge un’azione vermifuga nei confronti dei parassiti intestinali e combatte il rachitismo.

In cucina le foglie fresche, una volta lavate, possono essere conservate sottaceto, cotte insieme al burro, impiegate come guarnizione nelle insalate e come condimento per i piatti a base di pesce e carne.

I semi si utilizzano come spezia o per la preparazione di decotti, tinture e di vini medicinali.

 

Sano e gustoso

Spaghetti al Critamo

 

Lessare il finocchio marino sminuzzato  in acqua e aceto.

Soffriggere in una padella peperoncino con l’aglio a grossi spicchi,  e subito dopo versare il finocchio marino.

Soffriggere l’insieme per qualche minuto e versare gli spaghetti cotti al dente mescolando accuratamente.

Aggiungere un trito di prezzemolo.

 

LF

 

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i 5 segreti per evitare un eritema

 

 

belli  ed abbronzati senza eritema ! 

 

                     nel  lontano 1923, una giovane donna fu notata da tutti,  per la sua carnagione dorata, reduce da una vacanza in Costa Azzurra  

…….coriacea …….. folle .………. coraggiosa ……. anticonformista ……

Coco Chanel

 

 Fu così che  lanciò la moda dell’abbronzatura, che,  fino ad allora nessuno aveva mai osato  ! l’abbronzatura connotava la plebe, chi lavorava nei campi o all’aperto.

Chanel, forse,  aveva sentito parlare dell’elioterapia, pratica edonistica diffusasi in Germania a fine ‘800, divenuta una moda dopo il 1918, alla conclusione della prima guerra mondiale, quando la gente voleva dedicarsi a sé.

 

Chissà se a Coco sia mai comparso un eritema solare ?

 

 

Vediamo cosa succede quando esponiamo il nostro organo/pelle al sole

 

Quando ci si espone al sole,  la produzione di melanina aumenta e la pelle diventa scura, abbronzata,

per errore si crede che l’abbronzatura sia indice di buona salute, ma in realtà  non è  così  l’abbronzatura è la conseguenza di un danno provocato dall’ eccessiva esposizione ai raggi UV

 

Persino una leggera abbronzatura indica che la pelle ha cercato di proteggersi aumentando la produzione di melanina.

 

Gli studi condotti in Australia, dove i livelli dei raggi ultravioletti sono talmente alti, che persino le persone con pelle olivastra o pelle naturalmente scura possono essere considerate a rischio di alterazioni e cancro della pelle.

I raggi ultravioletti non sono né visibili, né percettibili. 

I raggi UV non sono legati alla temperatura e possono attraversare nuvole sottili, quindi gli eritemi solari possono verificarsi anche in giornate fresche e nuvolose.

Una eritem solare può avvenire in meno di 15 minuti.

Nel giro di qualche ora la pelle bruciata si arrosserà, l’eritema continuerà ancora a svilupparsi negli 1-3 giorni successivi all’esposizione ai raggi UV.

Gli antichi cinesi ritenevano che il sole, fosse portatore  di energia e calore, per tutti gli esseri viventi, la medicina tradizionale cinese, infatti,  insegna che l’eccesso di una polarità Yin o Yang può causare squilibrio, diventando un fattore patogeno.

Quindi l’eccesso di sole può causare, disturbi quali infiammazione, febbre, ustione,prurito, agitazione, al tempo stesso può danneggiare i liquidi corporei, determinando pelle secca, desquamazione

 

 

Esiste un modo per prevenire gli eritemi solari ?

Si ! 

ecco a te, i 5 segreti per evitare gli eritemi e farti ottenere ottenere una bella, ma, soprattutto Salutare abbronzatura

 

1) mangiare frutta e verdura colorata

2) consumare alimenti ricchi di omega 

3)  bere liquidi in misura, mirata ed adeguata al tuo organismo

4) utilizzare protezioni naturali

5) assumere integratori naturali

pomodori rossi e gialli :

sono ricchi di Vit.C, precursore collagene ed elastina, di Vit.E  aiuta a proteggere la pelle dalla disidratazione, di  LICOPENE  un carotenoide che aumenta con la cottura utile come antiossidante .per la pelle secca; infine il pomodoro giallo è’anche ricco di betacarotene  ben  42 mcg per 100 gr. precursore vit.A  utile a proteggere la pelle dal sole e disidratazione.

mirtilli neri e rossi : 

Rafforzano i capillari e  rallentano processo antinvecchiamento per vit.C (13mg), contengono le pro-antocianidine che sono degli antiossidanti per la pelle ed ancora arancia rossa, barbabietola rossa, ciliegia, fragola,  ravanello, rapa rossa.

 Melone
 Contiene potassio,  ferro, fosforo, calcio, niacina o vitamina B3 e  90 % acqua e vitamina C utile x formazione del collagene, la sostanza di sostegno e per elasticità della pelle, ricco di betacarotene precursore  della vit. A.

Noci

contengono selenio, vitamina E , omega 3  che aiutano  riequilibrare il film idrolipidico restituendo protezione e tono alla pelle al sole.

ATTENZIONE  !

alle Diete restrittive  e squilibrate, e perché o dannose per la Salute di tutti i nostri organi ed apparati , quindi anche per la salute della nostra pelle.

                 Per evitare i danni provocati dal sole è imperativo l’uso di creme solari schermanti con fattore di protezione adeguato al tipo di pelle, sul mercato si trovano molte creme solari che però, nella maggior parte dei casi, contengono sostanze potenzialmente irritanti, allergizzanti o, addirittura, foto-sensibilizzanti per pelli sensibili o predisposte ed è per questo è necessario ricercare prodotti naturali frutto di un accurata ricerca, oltre alle protezione è fondamentale continuare a proteggersi con creme dopo sole, perché come, ho precedentemente annunciato,  i raggi solari continuano ad far sentire i suoi effetti anche fino a 3 giorni dopo.

           Ed ancora dalla natura i preziosi gemmoderivati,  sono soluzioni idro-glicero-alcoliche ottenute dalle gemme delle piante (o da altri tessuti embrionali) si distinguono per le loro proprietà immunomodulanti e in particolare ve ne sono due la cui associazione si è dimostrata utile nella prevenzione degli eritemi solari se assunti a partire da 1 mese prima dell’esposizione al sole

– Ribes nigrum, gemme – Macerato Glicerico 1 D.H. (gemme di ribes nero)
– Ficus carica, gemme – Macerato Glicerico 1D.H. (gemme dell’albero del comune fico)

Si assumono in poca acqua 50-100 gocce di Ribes al mattino e 50 gocce di Ficus la sera.

il Ribes nigrum ha proprietà antiallergiche e antinfiammatorie

il Ficus carica è di certo  da considerare una pianta solare, e in effetti il suo lattice è spesso usato come abbronzante  (cosa che sconsiglio) 

 

Buona estate, senza eritema !

 

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La Centonervi …….. l’erba che libera

 pianta  molto apprezzata nel Medioevo dalla scuola medica salernitana, dato che era usata per eliminare ogni tipo di durezza, facilitando i movimenti sciolti era chiamata anche

“Centonervi”

Gli Indiani d’America la chiamarono

“Orma d’uomo bianco”,

dato che la vedevano comparire e inserirsi nei loro territori con l’avanzare dei Bianchi.

 

per santa Ildegarda …..

«La piantaggine può essere utilizzata come potente purgante per liberare dall’amore ossessivo.»

a quest’erba è stata dedicata, persino,  una preghiera travata in un antico manoscritto anglosassone risalente all’undicesimo secolo d.c. ve ne riporto il testo :

 E tu, Piantaggine,  

Madre delle piante, 

aperta verso l’oriente,

potente all’interno

sopra di te cigolavano i carri,

sopra di te cavalcavano le signore,

sopra di te cavalcavano le spose,

sopra di te sbuffavano i torelli.

A tutti resistevi,

a tutti ti opponevi.

Opponiti quindi anche

al veleno,

al contagio

e al male

che infesta il paese.

Questa poesia ad indicare la forza di quest’erba, la sua resistenza, ed il suo potere combattivo tanto da ripulire dal male.

La piantaggine libera  dalle dipendenze malsane,e, poiché la libertà ha inizio dalle vie respiratorie, la piantaggine agisce principalmente sul tratto respiratorio, infatti viene utilizzata in tutte le malattie degli organi respiratori, specie contro il catarro forte, tosse canina, asma bronchiale, è stata utilizzata anche per curare la tubercolosi polmonare.

 

Le foglie contengono acido silicico, mucillagine e tannini. Le ultime ricerche hanno riscontrato addirittura un principio attivo antibiotico.

Il potere terapeutico della piantaggine è molto apprezzato  in caso di problemi del tratto intestinale, come muco e diarrea.

Le foglie fresche triturate possono essere anche impiegate per uso esterno, come impacco, per lenire le infiammazioni alla pelle e agli occhi;

aiutano in caso di ustioni, gonfiori e lesioni.

Poiché questa pianta si trova praticamente ovunque, in caso di punture di insetti si ha uno straordinario effetto curativo a portata di mano nella «farmacia a cielo aperto».

Le foglie  si raccolgono prima della fioritura nel periodo che va da Giugno fino ad Agosto.

La piantaggine contiene  flavonoidi,  acidi,  tannini, mucillagini, pectine, vitamina A, vitamina C, vitamina K, carotene.

 Grazie a questi principi attivi la pianta ha proprietà

bechiche,

espettoranti,

antibatteriche,

antinfiammatorie

astringenti.

La piantaggine ha inoltre un effetto depurativo, diuretico ed antianemico

 

Nel 1800 il parroco svizzero scrive della Piantaggine testuali parole :

<<  La piantaggine e tutte le sue specie trova impiego in tutte le sue parti, radici, foglie, fiori e semi.  Come nessun altra erba depura il sangue, i polmoni e lo stomaco facendo quindi un gran bene a coloro che hanno poco o cattivo sangue, polmoni e reni deboli e l’aspetto pallido; che sono affetti da sfoghi e lichen e tossiscono lievemente, che hanno la voce rauca e rimangono magre come le capre anche se immerse nel burro. Giova ai bambini malaticci che malgrado il cibo buono ed abbondante rimangono sempre magri. >>

Johann Künzle 

Sano e ………  gustoso 

Tortino alle ortiche

Per 8 tortini :

4 uova –

foglie di piantaggine  200 gr

cime di ortica ortica 200 gr

asparagi 4 

bacche di ginepro 20 gr

ricotta 50 gr

 1 cipolla 

burro 50 gr 

parmigiano stagionato  360 mesi  50 gr 

sale 

olio evo 


Tagliate la cipolla a fettine. Fate fondere 30 g di burro a pezzetti in una casseruola, aggiungete quindi la cipolla e 2 cucchiai di acqua calda. Quando la cipolla sarà appassita unite le cime di ortica e  una parte delle bacche di ginepro pestate cucinate a fuoco lento per 5 minuti. 
Frullate il composto 

Lavate  la piantaggine, scottatele in acqua bollente salata per 5 minuti, scolate e tritatele finemente.
Sgusciate le uova in una ciotola, unite il formaggio grattugiato e ricotta sbattete gli ingredienti per 2 minuti con una  frusta a mano.  
Salate e unite la piantaggine tritate.

In una padella antiaderente versate 2 mestolini di composto di uova, piantaggine.

Cuocete a fuoco vivace per 3 minuti, staccate i bordi della frittatina con una paletta, rivoltatela e cuocete per altri 3 minuti.

Continuate così fino ad esaurire il composto.

Con l’ausilio di uno stampino di metallo a bordi lisci tagliate le frittatine in dischi di circa 8 cm di diametro.

In una pirofila sistemate 4 dischi di frittata.

Distribuite su ognuno due cucchiaini di crema di ricotta e ortiche, coprite con un altro disco di frittata e continuate così fino a esaurire gli ingredienti.

Distribuite sull’ultimo disco ginepro pestato e insaporito al burro, una spolverata di grana e un fiocco di burro.

Gratinate i tortini in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti.

 

 

 

Ps

le notizie sono da intendersi solo a scopo informativo non sostituiscono ne annullano atto medico

 

 

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chi di Voi la conosce ?

” Cur moritur homo, cui crescit salvia un horto ?

Quia contra vim mortis, nula est herba in hortis “

 

la nostra amata scuola medica salernitana già nel Medioevo dava un grande valore a quest’erba officinale.

La traduzione dei versi :

<< Come mai muore anche colui che tiene la Salvia nel suo orto ? perché nessun erba dell’orto può neutralizzare la morte >>

intendendo dire che la Salvia è capace di portare l’equilibrio in molte  situazione tranne la morte.

La sua grande efficace si deve al fatto che rilascia fattori attivi in particolar modo sul sistema endocrino, le ghiandole che producono e rilasciano ormoni. 

 

la sua azione influenza, positivamente, contemporaneamente tutte le ghiandole endocrine

 

la Salvia diventa così il direttore d’orchestra del tutto il sistema ormonale, e si sa che la sua funzione d’equilibrio dipende la cosa più importante la 

 

nostra Salute !

Gli antichi Egizi facevano bere la salvia alle donne per renderle fertili , queste indicazioni sono confermate anche da  studi datati 1940.

Sempre dai codici della scuola medica salernitana che già nell’ 846, la definiscono antica, troviamo un altro aforisma :

” Salvia salvatrice, della natura gran mediatrice “

 

Le sue proprietà sono :

idonee a regolare il sudore tanto se è in eccesso tanto se è insufficiente,  

ottimo depuratore  del sangue grazie alla sua radicale azione disintossicante

decongestiona le mucose sia nasali che gastriche

potente azione antinfiammatoria per stomaco intestino fegato colecisti e vie urinarie

può guarire leucorrea e perdite bianche

utile ancora per tutti i disturbi reumatici, gotta, ottimo come colluttorio e tutti i disturbi del cavo orale.

Preparazione 

infuso : un cucchiaio da tavola raso di foglie taglio tisana per una tazza da tè versare l’acqua ben calda lasciare in infusione 20 – 30 minuti

decotto : 2 cucchiai da tavola in 1/2 litro di acqua fredda portare ad ebollizione far bollire 15-20 minuti a fuoco lento, filtrare e raffreddare ottimo per gargarismi cataplasmi o impacchi

 NB

non vi sono particolari contraindicazioni se non nei primi mesi di gravidanza e durante l’allattamento, le tinture madri sembrano essere incompatibili con i sali di ferro o preparati che ne contengono

le notizie sono esclusivamente a scopo informativo non sostituiscono ne annullano atto medico

 

 

La Salvia, dal latino Salus ………………….  Salute  in cucina

 

300 gr. di tagliatelle di grano saraceno,  200 gr. di salmone, 150 gr. di ricotta, sale, olio evo, salvia ( 4 persone )

Preparazione

 tagliare a dadini 50 gr. di salmone e fate un  soffritto con l’ olio e salvia, aggiungete la ricotta e passatelo il tutto al mix

 aggiungete il preparato, al salmone tagliato a pezzettini precedentemente scottato con aglio in camicia ed un po di olio evo, lasciate cuocere tutto insieme aggiungendo un pizzico di sale. 

 Cuocete la pasta, scolatela al dente e finite la cottura nella padella con il ‘sugo’, amalgamate bene.

 

 
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Pubblicato da su 12 giugno 2015 in Blog, erbe officinali

 

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Bella …… da Paura

si

Erba della Paura 

 fin dal periodo etrusco-romano, si era consapevoli  delle

somatizzazione

ovvero di come le nostre emozioni si materializzassero sul nostro corpo, da qui la saggezza popolare di utilizzare quest’erba, infatti, antiche tradizione popolari utilizza quest’erba per dei lavaggi del corpo affichè allontani ogni paura tensione ed emozione negativa ecco come procedere :

Una manciata di erba secca si fa sobbollire in 2-3 litri di acqua per circa mezz’ora.

Si raffredda fino a tiepida e con essa  si procede con l’immersione della mano nell’acqua e si deterge il viso, il collo davanti e le orecchie, le braccia con le mani sia sopra che sotto, le gambe dalla coscia ai piedi compreso il sottopiede, il tutto ripetuto complessivamente per tre volte. Mentre si fa questa operazione devono essere pronunciate queste parole

Col nome di Gesù di Maria
La paura la vada via
Col nome di Gesù e di San Pietro
La paura ritorni indietro.

Si ripeterà per tre giorni successivi  il Sabato, La Domenica ed il Lunedì ,  come dicono tutti ” i giorni senza la erre “.

Questo uso popolare sembra sciogliere le varie stratificazione,  le paure che solidificano, rendendo fluide le sostanze contenute in essa asportandole con il  lavaggio, tant’è che l’acqua dopo il lavaggio  si ispessisce   producendo nell’acqua degli agglomerati di aspetto di borraccina. 

 La pianta il cui nome botanico e  Stachys  etimologicamente deriva dal greco stakhys,  significa

 ” spiga ” 

e si riferisce alla forma delle infiorescenze di questa piante

 

la botanica gialla è questo il suo nome italiano è una pianta erbacea perenne, più meno villosa, con rizoma sub-legnoso, verde, di aspetto variabile.

il Fusto più o meno prostrato- ascendente, villoso, semplice o poco ramificato.

le Foglie con nervatura semplice, ovali allungate, vellutate, più o meno crenate sui bordi, 

generalmente la si trova sulle rupi, pietraie, luoghi aridi e rocciosi, boschi, fino a circa 2000 m.

Fiorisce a Maggio-Agosto.

appartiene alla famiglia delle Labiata e  come tutte le piante di questa famiglia i fiori dei componenti di questa famiglia molto diffusa negli orti e nell’ alimenta­zione, ( salvia, rosmarino, origano, timo, melissa, la maggiorana, la menta ecc. ecc. )  specie dei paesi mediterranei, hanno i due petali superiori e i tre inferiori conformati quasi come due labbra,

le proprietà di queste piante sono :

antispasmodiche,

stimolanti

antidepressive

modulatrici dell’umore

stimolano la peristalsi,

 espettoranti,

balsamiche

 anti­reumatiche

emmenagoghe per il contenuto di fitoestrogeni.

Le loro sostanze aromatiche hanno un notevole impatto sullo psichismo.

Nello specifico la botanica gialla ha proprietà 

stimolanti,

vulnerarie,

toniche

 aperitive,

emetiche 

 purgative

Uso in cucina:  viene ancora usata come thé per le sue proprietà toniche ed aromatiche.
L’intera pianta viene fatta essiccare all’ombra ed utilizzata poi per una deliziosa tisana

Detta anche ” Stregona gialla ”  è presente in quasi tutto il territorio italiano 

Valle d’Aosta,

Piemonte,

Lombardia,

Trentino-Alto Adige,

Veneto,

Friuli-Venezia Giulia,

Liguria,

Emilia-Romagna,

Toscana,

Marche,

Umbria,

Lazio,

Abruzzo,

Molise,

Campania,

Puglia,

Basilicata,

Calabria

Regione che vai nome che trovi

 Barbunaega  – Emilia-Romagna, Bologna

Erba d’ la pora – Emilia-Romagna, Bologna

Erba du consumo –  Liguria, Genova

Giavara – Liguria, San Bernardo

Jerbe da l’incontradure –  Friuli

Stregonella   – Toscana

Strigonella  – Toscana

  PPS

le notizie sono solo a scopo informativo non sostituiscono ne annullano atto medico

 

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2015 in Blog, erbe officinali

 

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l’erba magica

 

Per le sue stupefacenti proprietà viene definita fin dal medioevo un erba magica 

Magia deriva  in greco Μαγεία nome con cui venivano indicati nell’antica Grecia i “magi” (Μάγοι), antichi sacerdoti Zoroastriani, i Re Magi !

….. da qui l’erba diviene magica perché capace di Donare preziose virtù funzionali per la nostra Salute, la pianta di ortica è molto vitale, e lo dimostra crescendo e diffondendosi rapidamente, ed è per questo che quando assumiamo i suoi principi attivi, ne veniamo Vitalizzati.

 

Pare che il primo a utilizzarla sia stato Nabucodonosor re di Babilonia, che decise di nutrirsi di sola ortica per 7 anni per ritrovare la saggezza perduta.

 

Se, solo oggi, si fosse a conoscenza del grande potere dell’ortica negli orti non si coltiverebbe altro.

Le proprietà medicamentose sono presenti dalle radici fino ad arrivare ai fiori, quest’erba è la nostra migliore pianta deputata alla depurazione del sangue ed contemporaneamente anti-anemica. 

La sua positiva influenza sul pancreas la rende favorevole ad abbassare il tenore degli zuccheri nel sangue.

L’ortica, appartiene alla famiglia delle erbe ” marziane ” , ovvero le erbe governate dal pianeta Marte, ed è per questo che stimola il sistema immunitario e ripulisce il sangue stimolando l’energia Vitale.

I suoi peli ci ricordano la sua azione rinvigorente dei capelli e purificante del cuoio capelluto. Per la teoria del simile cura il simile, l’ortica è utilissima come anti-prurito  quindi l’infuso è ottimo per detergere la nostra pelle.

L’ortica è ricca di

vitamine A C K,

ferro,

flavonoidi

carotenoidi,

fosforo,

magnesio,

potassio,

calcio,

silicio,

manganese

cura stati anemici e problemi legati all’apparato escretore (reni, vescica),

ottimo rimedio anche per artrosi, artriti, dermatiti, ipertrofia prostatica e calcoli renali 

contrasta l’acidosi, causa di molte malattie

vasocostrittrice, pertanto utile nelle emorragie

digestiva

emolliente

Usi e Impieghi

40 gocce di Tintura madre in un po di acqua 3 volte al giorno, per due mesi, in alternativa 3-4 tazze di infuso al giorno

per : eczemi, ritenzione idrica, reumatismi, gotta,  acidosi, debolezza psico fisica

 30 gocce di estratto T.M. 3 volte al giorno, ideale sarebbe il succo da pianta fresca

per :  la caduta di capelli

 

Note  : L’ortica ha un azione addizionante con i farmaci deputati alla diurisi, ipoglicemmizzazine, alla sedazione del sistema nervoso, all’ipotensione.

Pertanto è necessario rivolgersi sempre ad un esperto.

 PPS

 le informazioni sono da ritenersi solo a titolo informativo non sostituiscono ne annullano atto medico

 

 

 …Sano e Gustoso…

 

Maltagliati gamberi ed ortica

per 4 persone 

320 g di maltagliati

g 100 ortiche, circa un pugno 

2 cucchiai di mandorle
1 cucchiaio di parmigiano
3-4 cucchiai di olio evo
1/2 spicchio d’aglio
sale e pepe.

4 gamberi rossi ben freschi
olio evo
peperoncino
sale.

marinare i gamberi con un filo di olio di oliva, sale e un pizzico di peperoncino. 

trascorsi circa  i 30 minuti, dalla marinatura preparare il pesto con le ortiche ben lavate e tamponate, mettere nel mix insieme al  il parmigiano, mandorle, l’aglio, l’olio d’oliva il sale ed il pepe frullare il tutto  e coprirlo con un filo di olio, intanto  lessare i maltagliati versare il tutto e mantecare a fuoco vivace.

Tè di ortica

 

1 Lt di acqua minerale naturale

4 cucchiai rasi di ortica

portare l’acqua in ebollizione,

versare l’ortica mescolare per un minuto e spegnere il fuoco,

coprire il tutto e lasciare riposare per 5 minuti,

filtrare e versare in una bottiglia di vetro con chiusura ermetica far raffreddare

aggiungere lo zucchero di canna e delle scorzette di limone 

riporre in frigo.

Bevanda dissetante e rinfrescante ideale per le caldi giornate d’estate, senza dimenticare tutti i benefici medicamentosi dell’ortica.

 

 

 
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Pubblicato da su 28 maggio 2015 in Blog, erbe officinali

 

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