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l’eleganza è……. una manifestazione dell’Anima

eleganza

 

Di solito,

l’eleganza è confusa con l’apparenza e

viene associata a una certa superficialità.

Niente di più sbagliato.

Alcune parole

rivelano un’eleganza forbita;

altre nascondono lame per ferire e per distruggere

eppure tutte sono scritte con le medesime lettere.

I fiori sono eleganti e leggiadri,

anche se l’erba di un prato li nasconde alla nostra vista.

La corsa della gazzella ci appare elegante e armoniosa,

anche se sta fuggendo da un leone.

 

L’eleganza non è una qualità esteriore,

bensì una manifestazione dell’anima

che

si rende visibile al mondo.

 

Persino nelle passioni più turbolente, in qualche modo l’eleganza agisce affinché non si spezzi il legame autentico che unisce quelle due persone.

L’eleganza non riguarda i nostri abiti,

ma lo spirito con cui li indossiamo.

L’eleganza non riguarda il modo di impugnare la spada,

ma si palesa nel dialogo che può evitare la guerra.

Dopo aver abbandonato tutte le cose superflue,

l’uomo può finalmente impadronirsi dell’eleganza.

È così che scopre la semplicità e conosce la vera concentrazione quanto più semplice e sobria sarà la sua figura, tanto più bello e interessante apparirà agli occhi degli altri.

Ma… cos’è la semplicità?

È l’incontro con i valori autentici della vita. !

La neve è bella perché possiede un solo colore.
Il mare è bello perché appare come una superficie piana.
Il deserto è bello perché si mostra come una distesa di sabbia e rocce.

Eppure,

quando ci avviciniamo alla neve, al mare o al deserto, scopriamo la loro ricchezza e la loro complessità, e ci rendiamo conto che sono in grado di offrirci sentimenti ed emozioni che non immaginavamo nemmeno.

Le cose più semplici della vita sono anche quelle più straordinarie.

Dobbiamo soltanto consentire loro di rivelarci la propria essenza.

I gigli di campo non tessono né filano.

 

Tuttavia, neanche l’eccelso Salomone potè disporre di una veste lussuosa e raffinata come quella dei fiori.

Più il cuore si avvicina alla semplicità,

più è capace di amare liberamente e profondamente,

senza riserve né paure.

E quanto più ama senza riserve né paure,

tanto più sa rendere elegante ogni piccolo gesto.

L’eleganza

non è una questione di senso estetico o di gusto.

Ogni cultura possiede un modo peculiare di intendere la bellezza spesso è un modo che diverge da quello di paesi poco distanti.

 

Eppure presso tutti i popoli, le razze e le tribù esistono valori che vengono associati all’eleganza e vengono usati per esternarla

l’ospitalità, il rispetto, la gentilezza nei gesti.

L’arroganza attira odio e invidia.

L’eleganza suscita rispetto e Amore.

 

L’arroganza può portarci a umiliare un nostro simile.

L’eleganza ci insegna a camminare nella luce.

L’arroganza agisce per rendere più difficile il senso delle parole, poiché ci fa credere che l’intelligenza sia appannaggio di pochi eletti.

L’eleganza trasforma i pensieri complessi in frasi che tutti possono comprendere.

Ogni uomo che percorre il giusto cammino procede con eleganza e diffonde intorno a sé la luce.

Avanza con passo deciso, sguardo sereno e movimenti armoniosi.

E anche nei momenti più difficili, gli avversari non riescono a scorgere alcun segno di fragilità nella sua figura, poiché lo scudo dell’eleganza lo protegge.

L’eleganza è ammirata perché non

cerca minimamente di imporsi.

Soltanto l’Amore è in grado di dare una forma a ciò che, qualche tempo addietro, era persino impossibile sognare.

 

Di certo, però,

l’eleganza

consente a questa forma di manifestarsi 

 

dal Manoscritto ritrovato ad Accra 1307
di P. Coelho 

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato da su 17 giugno 2017 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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La libertà è l’abito della Salute 

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La via finalmente percorsa,

la verità che sorge,

la vita pienamente acquisita

sono per il saggio

gioia, allegria, pace, felicità, beatitudine e bontà.

Pensa all’acqua che scorre verso il basso,

al vento che soffia in alto e

alla luce che illumina ovunque. 

Il pane disceso dal Cielo è per il cuore;

il pensiero: per la mente;

ed il lavoro per

lo spirito umano. 

Pensate alle sorgenti

di vita,

di conoscenza e

di libertà. 

Ciò che non invecchia è l’abito dell’Amore. 

Ciò che non cambia è l’abito della Saggezza. 

Ciò che non si perde è l’abito della Verità. 

La stella che sorge mostra la bellezza della notte. 

Il sole che sorge mostra la gloria del giorno. 

Ciò che porta tentazione e gioia si chiama “pianura”. 

Ciò che porta pericolo e purezza si chiama “montagna”. 

 

Ciò che soddisfa l’anima è l’Amore. 

Ciò che soddisfa lo spirito è la Saggezza. 

Ciò che dà senso al tutto è la Verità. 

 

Via senza polvere, verità senza dubbi e vita senza sofferenza, questa è l’immortalità. 

Tenebre per i forti, luce per i deboli, tristezza per i sani, gioia per gli ammalati. 

Il sano si rallegri delle proprie tristezze e l’ammalato delle proprie gioie. 

La gioventù è l’abito della vita. La luce è l’abito della conoscenza. 

 

La libertà è l’abito della Salute 

Una vita senza virtù è simile a un giardino senza fiori, a un albero senza frutti. 

Non cercare ciò di cui non hai bisogno. 

Non portarti ciò che non ti soddisfa. 

Sii sempre libero e non attaccarti mai alle cose.

Lascia che il giogo riposi e fai lavorare la tua forza. 

Poni la tua paure come sertivore della tua ragione. 

Poni la misericordia come aiutante del tuo cuore. 

Sii compagno di ciò che non invecchia mai

 l’Amore. 

Sii compagno di ciò che non si offusca

la Saggezza. 

Sii compagno di ciò che non si può limitare 

la Verità. 

L’inizio di ogni cosa è lo spirito. 

L’inizio dello spirito è l’Amore. 

Lo zenit dello spirito è la Saggezza. 

 

La fine di tutte le cose è la Verità,

che porta alla libertà. 

Vi è fine solo laddove cessano tutte le contraddizioni.  

Vi è inizio solo laddove tutto è in armonia. 

Il mondo è ciò in cui tutto si manifesta. 

 

La tristezza è ciò che non si comprende. 

La gioia è ciò che si comprende. 

Ciò che si semina è la gioia. 

Ciò che non germoglia è la tristezza. 

Ciò che si raccoglie è la conoscenza. 

L’acqua che si scalda e si raffredda non è acqua. 

L’acqua è ciò che non si scalda, né si raffredda. 

Ciò che non si può afferrare è la luce. 

Ciò che non si comprende è l’Amore. 

Ciò che è irraggiungibile è la libertà. 

Non diventare subito una porta per il mondo, perché tutti vi passeranno. 

Rifletti alle tre fonti della vita che non diventano mai torbide. Queste sono: la vita senza sofferenza, il pensiero privo di dubbio e la libertà senza limite. 

Accogli colui che discende. 

Accompagna colui che sale.  

Cerca ciò che non perde la propria dolcezza. 

Cerca ciò che non perde la propria luce. 

Non ti appoggiare sulla debolezza. 

Cerca la promessa si ciò che è ragionevole. 

Accogli colui che non è mai stato invitato. 

Dai da mangiare a colui che non è mai stato nutrito. 

Non salire su un albero secco. 

Cerca un campo coltivato, un giardino vangato ed una vigna vendemmiata. 

Non porre una porta sulla via. 

Non costruire una casa sul ghiaccio. 

Ciò che non si dimentica è vero. 

Ciò che si dimentica è passeggero. 

La fame senza pane, si ricorda; con il pane si dimentica. 

Quando parti, porta la paura sulle tue spalle. 

Quando ti fermi, porta l’Amore nel tuo cuore. 

Nutri lo scoraggiato, solleva chi è caduto. 

Ama i chicchi di grano e sarai sempre contento. 

Non evitare queste tre cose nella vita: l’acqua che scorre, il vento che soffia e la luce che brilla. 

Mantieni costantemente tre cose nella tua vita: la pace che riposa nel tuo cuore; la luce che risiede nella mente e la gioia che lavora nell’anima.

Quando perdi il senso della vita, cerca ciò che brilla; cerca ciò che arde; cerca ciò che non si ferma.  

Alzati di buon’ora quando la povertà bussa. 

Coricati di buon’ora quando la ricchezza se ne va. 

Mangia quando non vi è più traccia di sazietà. 

Riposati quando la fame è giunta. 

Parla quando ti viene chiesto. 

Taci quando ti accarezzano. 

Non porre delle lapidi sui tuoi errori. 

Non mettere le campane alle tue virtù. 

Non mettere il cibo in un piatto crepato. 

Non andare alla fonte con una brocca bucata. 

Non montare un cavallo senza briglie. 

Non abitare in una casa senza tetto. 

Non cuocere il pane in un forno bagnato. 

Impara da colui che porta la luce. 

Educati da colui che porta il calore. 

Ascolta soltanto colui che aiuta sempre. 

Non lavarti in un fiume che non ha testa. 

Non salire su una cima che non ha mani. 

Ciò che non si stanca è la vita. 

 

La virtù vive soltanto accanto a ciò che non si offusca mai. 

La virtù vive soltanto in ciò che non si spegne mai. 

La virtù vive soltanto in ciò che sempre gioisce. 

Solo il soffio dell’Uno, l’Eterno vivifica tutto.

 

Peter Deunov

Pete

 
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Pubblicato da su 15 giugno 2017 in Blog

 

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… attingendo alle forze più istintuali della nostra psiche, porta sicuramente a pagare dei prezzi… ma ….

 

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Si aggirano nei boschi delle vallate alpine,

 libere e leggere come gazzelle.

 Danzano e cantano tenendosi per mano,

 Compaiono e scompaiono nella vita dei valligiani,

come nuvole all’orizzonte, dopo aver trasmesso agli abitanti dei masi il loro antico sapere

nella cura della terra,

degli animali,

delle relazioni di amicizia e

 d’amore.

Sono le Salige, figure ricorrenti nelle saghe dell’arco alpino, che rappresentano le radici più profonde, corporee e istintuali, del femminile ….

l’archetipo di una natura libera e selvaggia,

 incontaminata dal

“disagio della civiltà”,

 una condizione originaria che sta scomparendo dentro e fuori di noi.

Con il rischio di atrofizzare

quelle energie primordiali

che mantengono in vita non solo il pianeta ma la nostra stessa psiche.

Amorevoli e donative,

pronte a soccorrere chiunque abbia bisogno di aiuto e

 a condividere liberamente ogni forma di amore,

scivolando con le loro lunghe chiome bionde nel letto di qualche valligiano,

preferibilmente

giovane,

 bello e

appassionato,

le donne selvatiche possono essere molto vendicative e crudeli

 quando le persone a cui si dedicano tradiscono

 il loro “segreto” svelandone il “nome”,

simbolo dell’essenza più misteriosa e

profonda della femminilità.

O, per dirla in termini junghiani,

“ dell’anima ”

 quella regione della psiche che racchiude gli aspetti femminili presenti sia nell’uomo sia nella donna.

I disagi contemporanei, afferma  Risè  psicanalista junghiano,  siano  in gran parte dovuta alla perdita di contatto con la natura primordiale dentro di noi:

i nuclei più profondi della nostra psiche legati a immagini arcaiche di cui l’inconscio collettivo ci parla attraverso il miti e le saghe”

Pur mantenendo ciascuna la propria individualità, il loro “nome”, rappresentano un “Io collettivo”.

 Insieme, le Salige formano un gruppo che condivide e tramanda il

“sapere della selva”

 la semina,

la crescita,

la mietitura,

l’alternarsi delle stagioni sono la metafora dei

cicli della vita, della crescita interiore

che va salvaguardata dai condizionamenti di un mondo dominato dalla tecnologia e dall’apparenza”.

 In che cosa consiste

il “segreto” della femminilità, racchiuso nell’immagine della donna selvatica?

E perché è proibito svelarlo?

“Il segreto della donna selvatica è il nome,

 che in tutte le culture simbolizza l’essenza dell’individuo

il sé,

ossia il nucleo più profondo, indicibile della propria identità, che deve essere rispettato e protetto dalle intrusioni esterne.

La difesa di una zona segreta dentro di noi è indispensabile alla costruzione della personalità.

Rivelarlo, significa far morire qualcosa di vitale dentro di noi.

 Ed è per questo che nelle saghe alpine lo svelamento del nome coincide spesso con la morte della donna selvatica.

 Per Jung il segreto è lo scrigno in cui è racchiuso il proprio “mito personale”: qualcosa di prezioso che va difeso …..  non svelato ….è  necessario  liberare le energie bloccate nell’inconscio, che ritornano in circolo proprio quando si entra in contatto con il proprio nucleo segreto, il proprio “mito personale”, i cui aspetti femminili sono rappresentati dalla donna selvatica”.

Che cosa significa , nella vita psichica, l’apparizione e la scomparsa della

“donna selvatica “

Quando nella nostra vita interiore prende forma l’immagine delle forze primordiali della natura,

 è sempre un momento di grande svolta che riesce a smuovere potenzialità rimaste bloccate.

   Spesso si tratta di una figura dell’inconscio collettivo che appare nei sogni, come appunto la donna selvatica: una forza vitale che va al di là dell’Io, e favorisce non solo la realizzazione del Sé, ma può essere vissuta anche al servizio degli altri.

Se non si coglie questa occasione, non si accetta questo

“dono”

la donna selvatica che è in Noi si vendica, provocando morte e distruzione.

Che in termini analitici equivale alla regressione.

Se invece si attinge a questa energia interiore, si assiste a una forte accelerazione nel processo di crescita e di cambiamento della persona”.

“Seguire le indicazioni del proprio sé,

attingendo alle forze più istintuali della nostra psiche,

porta sicuramente a pagare dei prezzi.

 Ma

offre anche delle chance in più.

 Proprio perché il

“selvatico”,

porta in sé degli elementi di originalità,

 idee,

 forme di pensiero “divergente”

 e creativo,

di cui abbiamo bisogno ed  in ultima analisi  anche la società ne ha  bisogno”.

incontrando C. Risè

 

 

 
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Pubblicato da su 8 marzo 2017 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…….. il più Prodigioso Farmaco Naturale

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                 Le prime testimonianze dell’utilizzo da parte dell’uomo sono databili a circa 10 mila anni fa.

Si tratta di quel che è da sempre chiamato

 ” Nettare degli Dei “

Il Miele

 

               Al miele è stato da sempre attribuito un valore sacro e un’origine divina, come ne  testimoniano i miti, per citarne qualcuno il mito 

 – di Dioniso allevato dal miele da una ninfa e di Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, che insegnò agli uomini l’arte dell’apicoltura.

– di Zeus nutrito dal latte della capra Amaltea e di miele dalle figlie di Melisseo, 

Il miele era anche simbolo di rigenerazione dopo la morte, ed era usato nei culti funerari ad  Atene fin dal  V secolo avanti Cristo.

 

 Aristotele…. Varrone….. Plinio…. tutti hanno decantato le virtù del miele

Gli usi del miele nell’ antichità  era  diversi, tant è che  veniva utilizzato

 come dolcificante, ed,  era presente sia sulle tavole dei poveri che dei ricchi,

come condimento, 

nel confezionamento di piatti di pesce e di legumi, di confetture di frutta e sciroppi, di focacce

anche  come conservante era utilizzato con frutti come mele, cotogne, e pere.

Dalla sua fermentazione veniva prodotto l’ idromele , molto popolare nel Medioevo.

 

Il Miele insieme al latte, costituiva un alimento dato ai bambini delle fasce sociali più alte, spesso anche per calmare i pianti; 

oggi, dall’Università Neozalendese di Waikato, arriva la conferma anche scientifica che il

 

Il Miele è un ottimo ansiolitico 

  

 grazie alle sue eccezionali proprietà antiossidanti, è in grado di tenere l’ansia sotto controllo e anche di rallentare il processo di invecchiamento.
La  scoperta arriva dopo dodici mesi di osservazione di tre gruppi di topolini, ognuno dei quali portato a seguire una dieta diversa, rispettivamente a base di miele, saccarosio e niente zucchero del tutto.
Gli studiosi hanno registrato il comportamento assunto dai diversi gruppi di roditori all’interno di un piccolo labirinto.

Lo studio ha così evidenziato che i topolini nutriti a miele trascorrevano nelle parti più esposte del labirinto quasi il doppio del tempo rispetto agli altri, manifestando un basso livello ansiogeno.

Non solo;

questi topi infatti si sono dimostrati in grado di ispezionare nuove zone dell’ambiente, mostrando di essere perfettamente in grado di ritornare sulle proprie tracce, grazie a un più sviluppato senso dell’orientamento.

Da qui hanno preso dunque spunto gli approfondimenti sulle virtù placa-ansia del miele, portando a risultati di tutto interesse.

Nicola Starkey, sostiene che

 

  “le diete arricchite di miele possono essere benefiche nel ridurre l’ansia e nel migliorare le capacità mnemoniche, a rischio durante l’invecchiamento”.

 

dalla medicina popolare,  eccovi la  ” cura del miele ” che può essere fatta da tutti ed in special modo dalle persone adulte, che soffrono di disturbi nervosi di origine varia.

La medicina popolare ne garantisce i  risultati, specie se viene ripetuta, ( con un intervallo di due o tre settimane, tra un ciclo e l’altro) rispettando le norme dietetiche.

In  realtà è una terapia disintossicante a carattere generale, ciclica, della durata di 10 settimane.

Durante la cura non si deve

ne  fumare,

né bere bevande alcoliche, birra, coca cola, soda, bibite gassate, vino nuovo,

Mangiare poca carne (carne di maiale, niente, né grassi di maiale),

abbondante verdura fresca,

niente aceto,

né sottaceti;  

utilizzare  sale marino.

” Cura del Miele “

comprate

 50 gr. di camomilla fiori,

 50 gr. di achillea;

miscelate assieme le due erbe medicinali, conservandole in un vasetto di vetro, chiuso;

 fate bollire un quarto e mezzo d’acqua, spegnete, aggiungete un cucchiaino abbondante, più un cucchiaino rasato, della miscela di erbe;

filtrate dopo 5 minuti; tenerla in un termos

alla tisana di un quarto e mezzo, così preparata, dovete aggiungere,ogni giorno,una piccola quantità di miele, che varia ogni settimana, secondo lo schema seguente:

1^ settimana: mezzo cucchiaino di miele, vale a dire un cucchiaino rasato;

2^ settimana: un cucchiaino abbondante di miele;

3^ settimana: un cucchiaino abbondante di miele, più uno rasato;

4^ 5^ 6^ 7^ settimana: due cucchiaini di miele;

8^ settimana: un cucchiaino abbondante, ed uno rasato;

9^ settimana: un cucchiaino di miele;

10^ settimana: un cucchiaino rasato.

Il miele va aggiunto a tisana tiepida, bisogna berla in questo modo :

mezzo quarto :

mezz’ora prima di colazione

mezz’ora prima di pranzo

mezz’ora prima di cena

 

 

Altri sudi confermano che il miele 

è un ottimo cardiotonico, infatti  è molto utile al cuore in quanto lo tiene

in buona forma,

lo aiuta a superare stati di malattia.

Una nota molto importante,  che il miele deve essere assunto sempre e soltanto sciolto in acqua bollita, e fatta raffreddare affinché non perda le sue proprietà farmacologiche, in questo modo può essere assunto anche da chi ha valori di glicemia fino a 200, anzi con il tempo produrrà effetti benefici, in quanto stimola l’attività insulinica delle isole pancreatiche del Langerhans, ( per i diabetici non più di due cucchiaini al giorno)

ed ancora è utile nelle :

Nevrosi cardiache,

cardiopalmo di natura psicosomatica,

palpitazioni ansiogene.

Nb :

presenti suggerimenti non sostituisco ne annullano atto medico

 

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……….Dare e Ricevere …. Piacere è un Bisogno e un’Estasi……

 

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e un oratore disse……..

 

 Maestro……….

 

parlaci del Piacere

 

 

Ed egli rispose, dicendo:

 

Il piacere è un canto di libertà,
Ma non è la libertà.

 

È la fioritura dei vostri desideri,
Ma non è il loro frutto.

 

È un richiamo profondo verso una vetta,
Ma non è il fondo né il culmine.

 

E l’ingabbiato che prende il volo

Ma non è spazio racchiuso.

 

 

Oh sì …..il piacere è

realmente un canto di libertà.

 

 

E io vorrei che lo cantaste a cuore aperto;

ma non vorrei vedervi perdere il cuore nel cantarlo.

 

Alcuni giovani tra voi cercano il piacere come se fosse tutto,

e sono giudicati e biasimati.

 

Non li giudicherei e biasimerei.

 

Io vorrei che cercassero.

Perché troveranno il piacere, ma non questo soltanto.

Il piacere ha sette fratelli, e, il minore di essi è più bello che il piacere.

 

Avete udito dell’uomo che, scavando la terra in cerca di radici, trovò un tesoro?

 

E alcuni anziani ricordano i piaceri con rimorso, come errori commessi in stato di ubriachezza.

 

Ma il rimorso offusca la mente, non la purga.

 

Dovrebbero invece ricordarli con gratitudine, come il raccolto di un’estate.

 

Ma se il rimorso li conforta, lasciate che si confortino.

 

E poi ci sono coloro che non sono né giovani per cercare né vecchi per rammentare;

 

E temendo di cercare e rammentare,

fuggono tutti i piaceri per non trascurare o offendere lo spirito.

 

Ma anche nella rinuncia trovano il loro piacere.
E così anch’essi trovano un tesoro, benché cercassero radici con mani tremanti.

 

Ma ditemi,

chi può offendere lo spirito?

 

Può l’usignolo offendere il silenzio della notte, o la lucciola le stelle?

E può la vostra fiamma o il vostro fumo opprimere il vento?
Credete che lo spirito sia un immobile stagno che potete turbare con un bastone?

 

Spesso, negandovi al piacere, non fate che ammucchiare il desiderio nel fondo buio del vostro essere.
Chissà che non vi attenda domani, quello che oggi appare omesso?

 

Anche il corpo conosce il suo retaggio e i suoi giusti bisogni e volontà non devono essere ingannati.

 

Il corpo è l’arpa dell’anima,

 E dipende da voi trarne musica dolce oppure suoni confusi.

 

 

E ora chiedete a voi stessi:

 

“Come distinguerò ciò che è buono nel piacere, da ciò che non è buono?”.

 

Andate per i campi e nei giardini, e imparerete che il piacere dell’ape è nel raccogliere il miele dal fiore,

Ma che anche il piacere del fiore è nel concedere all’ape il proprio miele.

Perché un fiore per l’ape è una fonte di vita,
E l’ape per il fiore un messaggero d’amore,

E a tutti e due,

ape e fiore,

dare e ricevere piacere è

un bisogno e un’estasi.

 

Uomini siate nei vostri piaceri

come i fiori e le api.

Gibran

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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….. Conviene essere onesti prima di tutto per se stessi e con se stessi…..

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L’onestà è un

Bene Unico

i più sono beni, falsi o ingannevoli.

Se ti convincerai di questo 

amerai appassionatamente la virtù,

amarla soltanto …. sarebbe troppo poco,

tutto ciò che essa toccherà sarà per te

ricchezza e felicità

comunque la pensino gli altri.

Sia chiaro che niente è buono se non è Onesto e che tutti i guai a ragione saranno chiamati beni, se baciati dalla virtù.

Gli

Uomini Onesti

sanno che le ricchezze si trovano in un luogo diverso da quello in cui vengono ammucchiate

sanno che si deve riempire

l’Anima 

non il forziere.

Se potessimo vedere l’anima di un uomo onesto e virtuoso

che bella figura

che splendore di magnificenza

e Serenità vedremmo.

Da una parte risplendono

la giustizia e la fermezza

dall’altra

la temperanza e la prudenza.

E oltre a queste

la pazienza

la generosità

l’affabilità

e bene raro in un uomo

l’Umanità.

Questo è quanto scriveva Seneca ne “ Lettere morali a Lucilio “ tra il 62 e 65 d.c.  

passano gli anni, i secoli, i millenni  …… e per l’essere umano pare  vi sia un parziale progresso e una parziale evoluzione,

cosa accade ?

cosa impedisce la totale evoluzione ?

negli anni in cui è vissuto Seneca le condizioni e la qualità di vita sono notevolmente al di sotto di quelle attuali.

Quali erano le aspettative di vita in quegli anni ?

Pare fossero di 27 anni, mai superare i 45 anni !

C’è da chiedersi come mai Seneca morì a 69 ?

tra l’altro suicida e non di morte naturale.

La fisica quantistica spiega che

i nostri pensieri,

stati d’animo,

emozioni sono in grado di modificare il DNA.

Seneca ne “l’arte di vivere “ ben spiega come essere felici e vivere bene e per questo in Salute.

Seneca sottolinea

 l’onesta come virtù,

l’onestà come fonte di gioia

l’onestà come fonte di ben essere

Attenti Bene !

L’onestà, infatti, riguarda prima di tutto il rapporto con se stessi.

Conviene essere onesti prima di tutto per se stessi e con se stessi.

              L’onestà con Se Stessi sembra quasi scontata, invece non lo è affatto !

per essere onesto con Se Stessi  ci vuole molto coraggio,

è una grande prova ! 

Pensa a quanto è può essere difficile, per alcune persone se non a volte impossibile,

 

riconoscere di avere sbagliato,

oppure riconoscere di avere un problema !

 

Eppure essere Onesti con Se Stessi è fondamentale per poter

 

Crescere ed Evolvere

 

Così Realizzi ciò che sei, ciò che Vuoi …… i tuoi sogni !

Essere Onesti con Se Stessi può significare dover  soffrire molto……. talvolta riconoscere di aver tenuto un comportamento sbagliato o di aver  un problema ci fa sprofondare in crisi ed è proprio questo che ci  fa soffrire e ci fa paura, ma, la crisi è necessaria in quanto porta con se un

notevole vantaggio  

ci spinge ad evolvere …..

dalla riflessione di una mente geniale

” Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

È nella crisi che sorge

l’inventiva,

le scoperte e

le grandi strategie.

Chi supera la crisi,

supera se stesso,

senza essere superato.

Chi attribuisce alla crisi

fallimenti e difficoltà,

violenta il suo stesso talento e

dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.

L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita.

Senza crisi non ci sono sfide,

senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c’è merito.

È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi, tutti i venti sono lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla;

tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla “

quanta saggezza e quanto  realismo nelle parale del genio ….

A. Einstein

quindi va da se che

 “Essere onesti con se stessi “

significa

Autoaffermarsi,

Evolvere e

StimarSi,

non ultimo vuol dire

 ” AmarSi “

 

avere 

Dignità

di cui l’Onestà ne è l’espressione.

a cura di LF 
 
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Pubblicato da su 30 ottobre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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” …… grazie …………. grazie di tutto “

bbb

Ho compiuto dodici anni l’altro ieri !

Non so se hai notato, ma sto scrivendo questa Lettera.

A volte, è difficile, per me, scrivere, sai.

È quella cosa che chiamano

 ” disgrafia “.

Ho anche un disturbo chiamato

“deficit di attenzione”,

spesso accompagnato da problemi di apprendimento.

Il mio quoziente di intelligenza è veramente alto,

ma, se guardi la mia grafia, potresti pensare che sono stupido.

Non sono mai riuscito, a tenere in modo giusto la matita.

Non sono mai riuscito, a colorare dentro le linee.

Ogni volta che ci provo, la mia mano me lo impedisce, e le lettere vengono… sbrodolate, il colore oltrepassa le linee, e mi finisce su tutte le mani.

Quando a scuola dobbiamo darci il voto a vicenda, nessuno vuole scambiare i compiti con me, perché nessuno capisce la mia scrittura.

Elena ci riusciva, ma si è trasferita.
Il mio cervello non percepisce, quello che fa la mia mano.

Posso sentire la matita, ma il messaggio non passa nel modo giusto.

Devo stringere forte la matita, così il mio cervello capisce che ce l’ho in mano.

È molto più facile per me spiegare le cose a voce che scrivere.

Sono molto bravo a dettare, ma gli insegnanti non me lo lasciano fare sempre.

Se mi si chiede di scrivere un tema, sul mio viaggio a Firenze e a Roma, per me, è un vero castigo.

Ma se parlo, so raccontare a tutti la gioia che ho provato, nel vedere la Galleria degli Uffizi, il David o il sentimento di vero patriottismo, che mi ha attraversato, quando ho visitato il Monumento al Milite Ignoto.

Se dovessi avere un voto in educazione artistica, ne prenderei sicuramente uno molto brutto.

Ci sono molte cose che riesco a rappresentare nella mia mente, ma le mie mani non le disegnano, così come le vedo.

È tutto ok.

Non mi sto lamentando.

Io me la cavo davvero bene!

Vedi,

mi hai dato una mente meravigliosa,

e

un grande senso dell’umorismo.

Sono molto bravo a immaginare le cose, e adoro partecipare alle discussioni.

Voglio diventare un avvocato, da grande: un avvocato, che va ai processi. So, che sarei bravo, in questo.

Sarei responsabile di indagare sul crimine, di esaminare le prove, e presentare il caso, con verità.

Dici che sono speciale, perché hai detto che sono opera stupenda, e grandiosa.

Mi hai assicurato che leggi dentro di me, come attraverso un vetro, e che hai progetti per me, per darmi un futuro, e speranza.

I miei genitori volevano aiutarmi, così mi hanno comprato un computer portatile, da portare a scuola.

La mia insegnante di quest’anno è la migliore!

 Mi concede di fare gran parte del mio lavoro al computer.

Abbiamo una lezione di disegno, ogni Venerdì, e… indovina! Mi lascia usare la stampante per fare i disegni.
Per la prima volta potrò mostrare a tutti alcune delle cose che ho in mente.

Signore,

questa è una

Lettera di ringraziamento,

solo per farti sapere che sto bene.

A volte,

la Vita e Dura  

ma, sai una cosa?

Accetto la sfida!

Ho fiducia nel fatto i poter superare qualsiasi cosa.

Grazie, per avermi fatto così !

Grazie di tutto.

 a cura di LF
 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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