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……. Panta Rei ……

 

deserto

Ecco alcune delle cose

che ho imparato nella vita …….

Che non importa quanto sia buona una persona,

ogni tanto ti ferirà.

E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

Che ci vogliono anni per costruire la fiducia

e solo pochi secondi per distruggerla.

Che non dobbiamo cambiare amici,

se comprendiamo che gli amici cambiano.

Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,

o essi controlleranno te.

Ho imparato che gli eroi sono persone che

hanno fatto ciò che era necessario fare,

affrontandone le conseguenze.

Che la pazienza richiede molta pratica.

Che ci sono persone che ci amano,

ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

Che a volte,

la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai,

è invece una di quelle poche che

 

ti aiuteranno a rialzarti.

P. Coelho

per dirla con Platone

Panta Rei,

 tutto scorre……

Platone ha attribuito questa frase ad Eraclito, frase dal profondo significato che va ben oltre ”  il tutto passa  “

concentra la profondità del suo pensiero intorno alla filosofia del divenire …. 

Tutto, in un tempo anche minimo, si trasforma, e non c’è modo per l’uomo di entrare, dice Eraclito, due volte nello stesso fiume.

Eraclito che è stato definito come il filosofo del divenire ha posto l’accento sulla trasformazione del mondo che ci circonda, il mondo come complesso fatto di equilibri in continuo cambiamento, e non come fisso immutabile…… come del resto anche l’essere umano che è la massima espressione della Natura.

 
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Pubblicato da su 19 maggio 2016 in Blog

 

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Mito…. Realtà …. Salute e Cura …. cosa accade nel Mondo ?

olimpo

Il mito narra che,

agli albori del mondo, la Dea Cura, mentre
passeggiava pensierosa per lande ancora disabitate, arrivata sulla riva di un fiume, vide che i suoi piedi lasciavano n’impronta
sull’argilla.

 

Pensò allora di dare una forma a quella argilla.

 

Cura ……… aveva delle mani d’oro, e le figure le vennero proprio bene, per cui
volle fare qualcosa per le sue creature:

così si rivolse a Giove, padre di tutti gli dei, perché vi infondesse lo spirito.

 

Giove accondiscese volentieri alla preghiera di Cura, che tante volte

l’aveva assistito e massaggiato con preziosi unguenti quando era stanco,

era stata ad ascoltarlo quando era preoccupato

e gli aveva dato saggi consigli sulla conduzione dell’universo.

Subito dopo però Giove e Cura cominciarono a discutere animatamente,  perché il re dell’olimpo pretendeva, in cambio del suo dono, il diritto di dare un nome alle creature.

La discussione fu udita dalla Dea Terra, che a sua volta iniziò ad arrogare a sé quel diritto, in quanto lei aveva fornito la materia di cui erano composte le creature.

 

Intervenne anche il dio Tempo che, pretendendo di ergersi a giudice,  voleva imporre dei limiti temporali.

Tutti alzarono la voce e  cominciarono a gridare e a minacciare di distruggere le creature di Cura, piuttosto di lasciarle agli altri.

Cura aveva ormai concepito un grande amore per le sue creature

 

per cui, pur di salvarle, accettò che venisse chiamato a giudice Saturno, per dirimere la contesa.

Questi, dopo lunga meditazione, così sentenziò:

 

“Tu, Giove, che hai dato lo spirito, al momento della morte riceverai lo spirito.

Tu, Terra, che hai dato il corpo, riceverai il corpo.

 

Tu Cura ,che per prima hai creato e fatto vivere il corpo,

lo possiederai finché vivrà e si chiamerà Homo perché è stato tratto dall’ humus cioè dalla Terra”.

 

Purtroppo però Cura dovette ben presto rendersi conto che quelle
creature non solo erano mortali, ma anche estremamente fragili:
venivano al mondo debolissime, e incapaci di provvedere a se stesse,
morivano se non venivano continuamente nutrite, si ammalavano
facilmente ed erano esposte a mille altri pericoli.

Gli altri dei
invece, non contenti di aver bisticciato il giorno natale degli uomini riguardo al nome da dare, si vantavano di avere in serbo per loro grandi progetti.

La Terra li destinava al lavoro:

“I campi, il cielo e il mare sono una loro proprietà: bisognerà asservirli, sfruttali e nulla dovrà fermarli”.

Giove, sobillato da Marte suo figlio, prospettava un futuro di conquiste:

“Onore e vanto della sua stirpe sarà il potere: dominerà, sconfiggerà, si farà temere ed obbedire”.

Per Cura invece cominciarono tutti gli affanni, per mantenere in vita
la sue creature, e perse il sonno, e non riuscì più a pensare ad altro
arrabbiandosi e cercando di porre rimedio alle follie degli altri dei.

E dove questi

hanno voluto dividere,

ha intrecciato relazioni;

dove hanno creato baratri,

ha costruito ponti;

dove hanno causato ferite,

ha curato;

e per ogni morte

ha procurato che nascesse almeno
una nuova vita.

 

E ogni volta che Cura provava a ricordare a quei
signori che, d’accordo con Tempo, le avevano lasciato signoria su Homo fintanto che era in vita, essi si arrabbiavano, perché non volevano rinunciare ai loro progetti.

 

Fu così che non potendo disfare ciò che era stato fatto, si
coalizzarono e magnanimamente sentenziarono:

 

Tu Cura, per le tue faccenduole quotidiane, non hai bisogno di tutto il genere umano; te ne basta una metà, mentre noi con l’altra metà potremo ben realizzare
le nostre eccelse imprese”.

 

A Cura rimasero pertanto quasi esclusivamente le femmine. Le altre divinità inoltre, per sminuire il
lavoro di Cura ed esaltare il proprio, sparsero la voce che Cura era una dea inferiore, capace solo di occuparsi di inabili, invalidi, pannolini sporchi e pappe.

 

Cura, testarda, continuò a intrecciare amore, dialogo e solidarietà,

piangendo per tutto il dolore che uomini e dei andavano seminando per il mondo, stando vicina alle vittime di tutte le guerre, e rifiutandosi di credere che la ragione fosse sempre dalla parte del più forte.

 

Nel frattempo però Homo si inorgoglì per la propria grandezza, forza e intelligenza.

Le sue pretese divennero infinite:, ardì sfidare il
cielo, la natura e i propri limiti, coprì di sangue la Terra e
ingiuriò Giove e ogni altra divinità.

 

I fratelli uccisero i fratelli,
i padri lasciarono morire i figli di stenti, di fame, e nelle guerre e,

quanto alle donne, a loro toccò il trattamento più selvaggio.

 

Delusi e feriti, gli dei si volsero allora a Cura, e piangendo la supplicarono di intervenire e di accentuare il suo impegno e i suoi sforzi

 

riconoscendo pubblicamente la Nobiltà della sua opera.

 

 Il mito di Cura di Igino, scrittore del I secolo d.C.; è stato poi ripreso da  Heidegger, quando analizzerà il tema della “Cura”  in  Essere e Tempo.

 

Quale relazione c’è tra il mito ed i movimenti mondiali per la promozione della Salute ?

 

Salute per Tutti !

Cosa significa ?

Vediamo ….

Nel 1946  si riconosce la Salute come un

 

“Diritto della Persona”

 

e questa viene posta alla base di altri diritti.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, invita tutti i suoi governi, a promuovere un modello che possa portare alla Salute per tutti, andando ben oltre lo stato di malattia intesa come lesione d’organo, ad una  condizione che permetta alle

Persone di  Potere

percorrere in maniera soddisfacente tutta la propria esistenza

In tal modo la Salute, inevitabilmente abbraccia più aspetti della propria vita diventando così, per i governi, un  obiettivo di tutte le politiche e non solo di quelle sanitarie.

Questo nuovo modello di Salute promuove la responsabilità del singolo riguardo la propria Salute, il proprio il Ben Essere

 

per Heidegger, 

La Cura Autentica è aiutare gli altri ad assumersi le proprie cure e quindi a essere liberi di realizzare il proprio essere  è espressione di “coesistere”.

 

 

 

La Carta di Ottawa, documento redatto durante la conferenza dell’OMS tenutasi ad Ottawa nel 1986,  è considerato il documento fondamentale per la  Promozione della Salute.

           La mancanza sostanziale di un struttura teorica di riferimento ha causato negli anni molti problemi alla IUHPE

( Unione Internazionale per la Promozione ed Educazione alla Salute)

                   Nella XIX Conferenza Mondiale IUHPE sulla Promozione della salute ed Educazione alla salute, tenutasi a Vancouver 2007, Hills a McQueen sottolineano come per molti anni l’approccio biomedico ha considerato
la salute come derivante dall’eliminazione dei fattori di rischio per le malattie, mentre l’approccio Salutogenico si focalizza sulle risorse individuali e sui processi che promuovono la salute.

Antonovsky, nel 1979 ha introdotto il concetto di Senso di Coerenza, che è centrale nell’approccio salutogenico, partendo dall’evidenza che mentre alcune persone reagiscono agli eventi stressanti rimanendo sani, altri invece no.

Benché l’approccio salutogenico si armonizzi beni con i principi della Carta di Ottawa, esso è stato, secondo gli Autori, sino ad ora poco sfruttato in tutte le sue potenzialità, nonostante la direzione sia sempre più chiara:

 ” la necessità di orientarsi verso la salute e non verso la malattia. “

Nel 1986 con la  Carta di Ottawa si pone l’accento su molti aspetti, non sanitari,  la Carta di Ottawa  crede che la promozione della salute sia un  processo atto a rendere gli individui e le comunità capaci di

aumentare il controllo sui determinanti di salute,

quindi,

migliorando la salute e consentendo di vivere una vita sana, attiva e produttiva

L’approccio Salutogenico ha proprio come obiettivo
rafforzare il potenziale di salute delle persone in modo che la buona salute sia il mezzo per avare una vita felice e produttiva.

La Carta di Bangkok per la Promozione della Salute è il
primo aggiornamento della Carta di Ottawa (WHO, 2005)

 ” Le Nazioni Unite riconoscono che godere di uno standard di salute più elevato sia uno dei diritti fondamentali di ciascun essere umano senza nessuna discriminazione .

La promozione della salute si basa su questo fondamentale diritto umano ed offre una concezione positiva e completa della salute come determinante della qualità della vita, che comprende anche il benessere spirituale e mentale. La promozione della salute è il processo che permette alle persone di aumentare il controllo sulla propria salute e sui suoi determinanti, e dunque di migliorare la salute stessa.

È una funzione centrale della sanità pubblica e contribuisce alla lotta contro le malattie trasmissibili e non trasmissibili e contro altre minacce per la salute. ” 

 

Ancora

Come si può vedere da questo rapidissimo excursus,

 la dichiarazione del 1946 si muove in un modello culturale ben preciso, quello dei Diritti delle Persone.

 

Lascia solo come ultimo step  l’intervento della sanità pubblica con le diagnosi precoci…….

e qui voglio sottolineare che in primis c’è la necessita di un coinvolgimento personale del prendersi cura di se, attraverso la

 

Cura del Sé potenziando le proprie risorse interiori

 

questa nuova definizione identifica la Salute come

 

“… la capacità di adattamento e di autogestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive” ……

 

ed ancora …. proprio come l’operato della Dea Cura, la carta di Ottawa stabilisce  che…

 

” Le condizioni e le risorse fondamentali per la salute sono la pace,

l’abitazione,

l’istruzione,

il cibo,

un reddito,

un ecosistema stabile,

le risorse sostenibili,

la giustizia sociale e l’equità.

Il miglioramento dei livelli di salute deve essere saldamente basato su questi prerequisiti fondamentali. “

 a cura di LF

 
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Pubblicato da su 26 aprile 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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