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… attingendo alle forze più istintuali della nostra psiche, porta sicuramente a pagare dei prezzi… ma ….

 

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Si aggirano nei boschi delle vallate alpine,

 libere e leggere come gazzelle.

 Danzano e cantano tenendosi per mano,

 Compaiono e scompaiono nella vita dei valligiani,

come nuvole all’orizzonte, dopo aver trasmesso agli abitanti dei masi il loro antico sapere

nella cura della terra,

degli animali,

delle relazioni di amicizia e

 d’amore.

Sono le Salige, figure ricorrenti nelle saghe dell’arco alpino, che rappresentano le radici più profonde, corporee e istintuali, del femminile ….

l’archetipo di una natura libera e selvaggia,

 incontaminata dal

“disagio della civiltà”,

 una condizione originaria che sta scomparendo dentro e fuori di noi.

Con il rischio di atrofizzare

quelle energie primordiali

che mantengono in vita non solo il pianeta ma la nostra stessa psiche.

Amorevoli e donative,

pronte a soccorrere chiunque abbia bisogno di aiuto e

 a condividere liberamente ogni forma di amore,

scivolando con le loro lunghe chiome bionde nel letto di qualche valligiano,

preferibilmente

giovane,

 bello e

appassionato,

le donne selvatiche possono essere molto vendicative e crudeli

 quando le persone a cui si dedicano tradiscono

 il loro “segreto” svelandone il “nome”,

simbolo dell’essenza più misteriosa e

profonda della femminilità.

O, per dirla in termini junghiani,

“ dell’anima ”

 quella regione della psiche che racchiude gli aspetti femminili presenti sia nell’uomo sia nella donna.

I disagi contemporanei, afferma  Risè  psicanalista junghiano,  siano  in gran parte dovuta alla perdita di contatto con la natura primordiale dentro di noi:

i nuclei più profondi della nostra psiche legati a immagini arcaiche di cui l’inconscio collettivo ci parla attraverso il miti e le saghe”

Pur mantenendo ciascuna la propria individualità, il loro “nome”, rappresentano un “Io collettivo”.

 Insieme, le Salige formano un gruppo che condivide e tramanda il

“sapere della selva”

 la semina,

la crescita,

la mietitura,

l’alternarsi delle stagioni sono la metafora dei

cicli della vita, della crescita interiore

che va salvaguardata dai condizionamenti di un mondo dominato dalla tecnologia e dall’apparenza”.

 In che cosa consiste

il “segreto” della femminilità, racchiuso nell’immagine della donna selvatica?

E perché è proibito svelarlo?

“Il segreto della donna selvatica è il nome,

 che in tutte le culture simbolizza l’essenza dell’individuo

il sé,

ossia il nucleo più profondo, indicibile della propria identità, che deve essere rispettato e protetto dalle intrusioni esterne.

La difesa di una zona segreta dentro di noi è indispensabile alla costruzione della personalità.

Rivelarlo, significa far morire qualcosa di vitale dentro di noi.

 Ed è per questo che nelle saghe alpine lo svelamento del nome coincide spesso con la morte della donna selvatica.

 Per Jung il segreto è lo scrigno in cui è racchiuso il proprio “mito personale”: qualcosa di prezioso che va difeso …..  non svelato ….è  necessario  liberare le energie bloccate nell’inconscio, che ritornano in circolo proprio quando si entra in contatto con il proprio nucleo segreto, il proprio “mito personale”, i cui aspetti femminili sono rappresentati dalla donna selvatica”.

Che cosa significa , nella vita psichica, l’apparizione e la scomparsa della

“donna selvatica “

Quando nella nostra vita interiore prende forma l’immagine delle forze primordiali della natura,

 è sempre un momento di grande svolta che riesce a smuovere potenzialità rimaste bloccate.

   Spesso si tratta di una figura dell’inconscio collettivo che appare nei sogni, come appunto la donna selvatica: una forza vitale che va al di là dell’Io, e favorisce non solo la realizzazione del Sé, ma può essere vissuta anche al servizio degli altri.

Se non si coglie questa occasione, non si accetta questo

“dono”

la donna selvatica che è in Noi si vendica, provocando morte e distruzione.

Che in termini analitici equivale alla regressione.

Se invece si attinge a questa energia interiore, si assiste a una forte accelerazione nel processo di crescita e di cambiamento della persona”.

“Seguire le indicazioni del proprio sé,

attingendo alle forze più istintuali della nostra psiche,

porta sicuramente a pagare dei prezzi.

 Ma

offre anche delle chance in più.

 Proprio perché il

“selvatico”,

porta in sé degli elementi di originalità,

 idee,

 forme di pensiero “divergente”

 e creativo,

di cui abbiamo bisogno ed  in ultima analisi  anche la società ne ha  bisogno”.

incontrando C. Risè

 

 

 
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Pubblicato da su 8 marzo 2017 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…. da Cuore a Cuore …………….

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Fissa la tua attenzione  sul

Conoscere  Te stesso 

sii cosciente in ogni momento di quello che

pensi,

senti,

desideri e

fai.

 

Finisci sempre quello che hai cominciato.

Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile.

Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.

Sviluppa la tua generosità senza testimoni.

Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.

Riordina ciò che hai disordinato.

Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.

Smettila di autodefinirti.

 

Non mentire e non rubare…….,

se lo fai menti e rubi a te stesso.

 

Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te.

Non desiderare di essere imitato.

Stila dei progetti di lavoro e realizzali.

Non occupare troppo spazio.

Non fare rumore né gesti che non siano necessari.

Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.

Non lasciarti impressionare dalle personalità forti.

Non impadronirti di niente e di nessuno.

Distribuisci in modo equanime.

Non sedurre.

Mangia e dormi il minimo indispensabile.

Non parlare dei tuoi problemi personali.

Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti.

Non stringere amicizie inutili.

 Non seguire le mode.

 Non venderti.

Rispetta i contratti che hai sottoscritto.

Sii puntuale.

Non invidiare i beni o i successi del prossimo.

Parla il minimo indispensabile.

Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera.

Non minacciare mai.

Mantieni le promesse.

 

In una discussione, mettiti nei panni dell’altro.

Accetta di venire superato da qualcuno.

Non eliminare, trasforma.

Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio.

Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo.

Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare.

Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male.

 

Trasforma il tuo orgoglio in dignità.

Trasforma la tua collera in creatività.

Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.

Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro.

Trasforma il tuo odio in carità.

 

Non ti lodare e non ti insultare.

Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse.

Non ti lamentare.

Sviluppa la tua fantasia.

Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito.

Paga per i servizi che ti vengono dati.

 

Non fare propaganda delle tue opere o idee.

 

Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità.

Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore.

Non contraddire mai, taci.

Non contrarre debiti, compra e paga subito.

Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.

Se hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.

 

    Se ti accorgi di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi.

    Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle.

Non conservare oggetti inutili.

Non farti bello delle idee altrui.

Non farti fotografare vicino a personaggi famosi.

Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso.

 

Non definirti in base a quello che possiedi.

Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.

Accetta l’idea che nulla è tuo.

  

  Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità.

  

  Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro.

Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi.

 

 Non dimenticare i tuoi morti, ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita.

Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro.

Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi.

Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere.

Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio e fa’.

   

Non cercare di essere tutto per il tuo partner; accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli.

 

    Quando qualcuno ha il suo pubblico, non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti.

Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato.

Non ti vantare delle tue avventure amorose.

Non ti pavoneggiare delle tue debolezze.

Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo.

Ottieni per ridistribuire.

 

Se stai meditando e arriva un diavolo,

fallo meditare con te.

Gurdjieff

 

 
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Pubblicato da su 19 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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bimbo

 

 

Siamo convinti che la nostra vita

sarà migliore quando …..

saremo sposati,

avremo un bambino,

e poi un altro.

Poi ancora ci sentiamo frustrati

perché ……

i nostri figli non sono abbastanza grandi e

saremo più contenti quando lo diventeranno.

In seguito siamo esasperati

perché

dobbiamo occuparci di adolescenti.

Siamo convinti che saremo felici

quando avranno superato

questa fase della loro vita.

Ci diciamo che staremo meglio

quando il nostro partner avrà

risolto i suoi problemi,

avremo un’automobile migliore,

potremo fare una bella vacanza,

quando andremo in pensione.

La verità è,

non c’è momento migliore per

essere felici di quello che

stiamo vivendo.

 

Se non ora, quando?

 

La tua vita sarà sempre piena di sfide.

E’ meglio accettarlo e decidere di essere

comunque felice.

 

 

” Per molto tempo ho avuto

l’impressione che la vita stesse

per iniziare  

la vita vera.

Ma c’era sempre qualche ostacolo

sulla via, qualcosa che

prima bisognava risolvere,

qualche affare in sospeso

che richiedeva ancora del tempo,

o un debito da estinguere.

In seguito la vita sarebbe iniziata.

Alla fine mi sono reso conto che

questi ostacoli erano la mia vita”.

Alfred Souza  

Questo modo di percepire le cose

mi ha aiutato a capire che

non esiste una via che

porti alla felicità.

La felicità è la via.

Quindi

prendi a cuore ogni momento

che vivi e valorizzalo di più

perché lo hai condiviso con

qualcuno speciale,

abbastanza speciale da

trascorrere del tempo assieme…

e ricorda che

 

il tempo non aspetta nessuno !!!

 

Quindi smetti di…

aspettare di finire la scuola,

di tornare a scuola,

di perdere 5 Kg,

di prendere 5 Kg,

di avere dei figli,

di vedere i tuoi figli andar via di casa,

di cominciare a lavorare,

di andare in pensione,

di sposarti,

di divorziare,

che arrivi il venerdì sera,

la domenica mattina,

di avere un’automobile

o una casa nuova,

di finire di pagare l’automobile o

la casa,

che giunga la primavera,

l’estate,

l’autunno,

l’inverno,

di essere benestante,

di arrivare al primo o

al quindici del mese,

di godere del successo della tua canzone,

di bere,

di riprenderti da una sbornia,

di morire,

di nascere nuovamente…

per decidere che

non c’è tempo migliore

che

adesso per essere felice.

                 La felicità è un viaggio,

non una meta.

 

“Lavora come se non avessi bisogno di denaro,

ama come se non fossi stato mai ferito,

e balla come se nessuno ti stesse guardando”.

 
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Pubblicato da su 16 agosto 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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….. Io ti adoro e tu mi ami

 

corsa

 

 

Mamma,

lasciami crescere come cresce un bambino,

se non imparo dalle esperienze non saprò affrontare al meglio la vita.

lasciami correre e poi sbucciare un ginocchio,

dopo aver pianto imparerò che cadere vuol dire farsi male, imparerò a stare attento, imparerò dal pericolo ad essere prudente.

lasciami imbrattare di colore la scrivania,

lascia che le mie mani si sporchino di tempera,

di colla e adesivo,

imparerò coi colori a dipingere il mio mondo.

lasciami sporcare la faccia di sugo,

lascia che con le mani io scopra il cibo,

lascia che io scopra i sapori,

lasciami provare,

non mi imboccare!

Se tu insisti io mi arrendo e

cercherò te ogni volta che non avrò voglia di mangiare da solo.

lasciami piangere ogni tanto,

non correre da me appena accenno un lamento, prova ad aspettare, io devo imparare a cavarmela da solo!

Cosa farò quanto dovrò affrontare le difficoltà e tu non sarai al mio fianco?

lascia da parte le tue faccende ogni tanto,

sporcati la faccia di marmellata come me,

imbratta le tue mani di tempera,

costruiamo insieme grandi castelli,

enormi vascelli,

piramidi di Lego,

se ti siedi vicino a me io ti sento più vicina.

non fare quella faccia quando ho la febbre,

io mi devo ammalare,

i batteri e i virus mi devono fortificare;

smettila di andare nel panico,

vivrò nella paura se tu hai sempre troppa paura per me.

se mi lasci dalla nonna non è la fine del mondo,

anche loro hanno bisogno di me ed io ho bisogno di loro!

Vai pure fuori e mangiati una pizza, non morirò di fame e non impazzirò dalla solitudine, imparerò dalla lontananza a non dipendere sempre da te.

se vado piano tu non correre, non sono una macchina e ho

bisogno di tempo per imparare.

A te sempre facile ciò che per me è incomprensibile, ricordi quando eri bambina?

E’ successo anche a te di non capire le cose semplici.

fidati di me,

io sono piccolo ma sto imparando a vivere! Lasciami la mano qualche volta, fammi correre, fammi nascondere, fammi giocare, se mi imbottisci con quel maglione io quasi non posso respirare!

Vivi mamma e lascia che io viva,

lasciami vivere a modo mio, rispetta i miei tempi, i miei spazi e i miei sogni!

non lo so se diventerò ingegnere e non lo so se sarò uno chef: dammi la libertà di scegliere,

di sbagliare,

di capire a mio modo ciò che voglio diventare.

non scordarti del bacio della buona notte e nemmeno dell’imbocca al lupo quando vado a scuola, un giorno rimpiangerai ciò che sbadatamente non sei riuscita a darmi

ed io per sempre rimpiangerò ciò che davvero mi serviva da te.

Io ti adoro e tu mi ami,

ma se ti fidi di me io mi fiderò del mondo.

lasciami crescere come cresce un bambino,

se non imparo dalle esperienze non saprò affrontare al meglio la vita.

Mamma

questo è anche il mio mondo ed io voglio scoprirlo con te.

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2016 in Blog

 

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…… agire per il piacere di agire…..

 sinfonia

 Sii impeccabile con la parola

 

La parola è il potere con cui creiamo,

la parola è una forza,

è il potere di esprimere e comunicare,

di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita.

Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico,

oppure

distruggere tutto.

 

La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione.

A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi.

Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone,

stiamo usando la nostra parola contro di noi.

Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.

Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali:

ira,

gelosia,

invidia ed odio.

La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo.

L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale,

verso il successo e l’abbondanza ,

può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.

 

Non prendere nulla in modo personale

 

 qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  

Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama

importanza personale 

cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi.

Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra,

ognuno vive nel proprio sogno,

nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi.

Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro.

Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi.

Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi.

Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente.

Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni. 

Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi.

Facciamo attenzione a non mangiare

 

“tutta la loro spazzatura emotiva”,

 

basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno.

Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la

re – azione

 

è quella di difendere le nostre convinzioni,

 

creando conflitti. 

 

Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano.

Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza.

Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri.

Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri

 sia in positivo che in negativo  non ci tocca,

perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi.

Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda, 

stanno parlando a voce alta di se stessi.

L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari .

Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà.

 

Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.

 

Se siamo in armonia con chi ci circonda,

significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro.

Quando nulla viene preso in modo personale si evitano

sentimenti di rabbia,

gelosia,

rancore,

invidia.

 Non supporre nulla

 Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno,

lo prendiamo sul personale,

li incolpiamo e

reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole.

Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando.

Facciamo una supposizione,

capiamo male,

prendiamo la cosa in modo personale

e finiamo per creare un dramma completamente inutile.

Tutta la tristezza,

tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale.

 generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni.

E’ sempre meglio

chiedere che supporre,

la supposizione porta equivoci ed incomprensioni.

Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.

 

Fai sempre del tuo meglio

 

 valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare.

L’importante è non giudicarsi,

così da non cadere nei sensi di colpa,

se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci.

Occorre arrivare al punto di

 

Agire per il Piacere di Agire !

 

Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso.

Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui

amiamo il divino,

ogni pensiero diventa una comunione con Dio e

vivremo un sogno privo di giudizi e vittimismo,

senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e

Se stessi.

 

Se siamo impeccabili con la parola,

se non prendiamo le cose a livello personale,

se non supponiamo nulla e

facciamo sempre del nostro meglio,

saremo in grado di controllare la nostra vita !

a cura di Lf

 

Nb : tratto dal libro di don miguel ruiz

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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……rilassati e sii Te stesso……..

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Se non ami te stesso

non potrai mai amare nessun altro. !

Se non puoi trattarti con amore

non puoi trattare gli altri con amore.

È psicologicamente impossibile.

Qualsiasi sia la maniera in cui stai con te, così stai anche con gli altri.

Questa è un’idea fondamentale, accettala.

Se odi te stesso odierai gli altri;

e ti hanno insegnato ad odiarti. Nessuno ti ha mai detto

“Ama te stesso!”

 

L’idea stessa sembra assurda:

amare se stessi ?

L’idea stessa non ha senso:

amare se stessi ?

 

Pensiamo sempre che per amare ci voglia qualcun’altro. Ma se non impari con te non potrai praticarlo con altri.

Ti hanno detto, condizionandoti costantemente, che tu non hai nessun valore.

Ti hanno detto in tutti i modi, ti hanno dimostrato, che sei indegno, che non sei quello che dovresti essere, che non sei accettato così come sei.

Ci sono molti

“dovresti”

che pesano sulla tua testa, e questi

“dovresti”

sono quasi impossibili da realizzare.

E quando non puoi soddisfarli,

quando non compi questi obiettivi,

ti senti condannato.

Sorge un odio profondo nei tuoi confronti.

Il primo passo  ?

 Accettati come sei

 

abbandona tutti i “dovresti”.

Non portare nessun “dovresti” nel tuo cuore !

tu non devi essere qualcun’altro;

non ci si aspetta che tu faccia qualcosa che non ti è proprio.

Devi essere solo te stesso.

Rilassati e sii te stesso.

Rispettoso con la tua individualità,

 

In questa innocenza sentirai compassione e amore per te.

Ti sentirai così felice con te stesso che addirittura se Dio viene e bussa alla tua porta dicendo:

“Ti piacerebbe essere qualcun’altro ?”

tu dirai:

No …. Sono perfetto!

Ti ringrazio però non cambiare nulla di me;

sono perfetto Così come sono

Se vai a vedere un dipinto di Picasso e dici:

“Questo non va bene e questo neanche, e questo colore sarebbe dovuto essere così”

stai negando Picasso.

Quando dici:

“Io dovrei essere così”, stai cercando di perfezionare Dio.

Stai dicendo:

Ti sei sbagliato; io sarei dovuto essere così, e tu mi hai fatto così?  Stai cercando di perfezionare Dio.

Non è possibile.

La tua lotta è inutile, sei condannato a fallire.

E quanto più sbagli, più odi.

Quanto più sbagli, tanto più ti senti condannato.

Quanto più sbagli, tanto più ti senti impotente.

E da questo odio, impotenza,

come può nascere la compassione ?

 La compassione nasce quando sei perfettamente centrato nel tuo essere.  Tu dici

“Sì, io sono così”.

 

Non hai ideali da raggiungere.

E immediatamente comincia la pienezza!

Le rose fioriscono così meravigliosamente perché non stanno cercando di convertirsi in fiori di loto.

E i fiori di loto fioriscono così meravigliosamente perché non hanno sentito storie di altri fiori.

Tutto nella natura prosegue così meravigliosamente in armonia, perché nessuno sta cercando di competere con altri, nessuno sta cercando di diventare un altro.

Tutto è come deve essere.

C’è da comprendere solo questo!

Cerca solo di essere te stesso e ricorda che non puoi essere null’altro, per quanto ci provi.

Tutti gli sforzi sono vani.

Devi solo Essere Te Stesso.

Esistono solo due cammini.

Uno è quello del rifiuto di te, ma continuerai ad essere lo stesso.

L’altro è quello di accettarti, donandoti, provando gusto, apprezzandoti, ma anche in questo caso continuerai ad essere lo stesso.

La tua attitudine può  essere differente …..

ma tu sarai sempre la persona che sei.

 

Ma una volta che ti accetti sorge la Felicità !

osho rivisto da Lf

Ps

Il presente scritto non sostituisce ne annulla atto medico

 
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Pubblicato da su 13 luglio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…. ogni essere umano ha il diritto di perseguire la gioia …

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 Gli uomini sono tutti diversi.

E devono fare il possibile per continuare a esserlo.
 

A ogni essere umano sono stato concessi due tipi di comportamento

l’azione e la contemplazione.

Entrambi conducono alla stessa meta.

 

 A ogni essere umano sono state concesse due proprietà

il potere e il dono.

 

Il potere porta l’uomo all’incontro con il proprio destino;

il dono lo obbliga a condividere con gli altri ciò che di meglio

ha dentro di sé.

 A ogni essere umano è stata donata una grande virtù:

la capacità di scegliere.

 

Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione ….

e altri

sceglieranno per lui.

Ogni essere umano ha diritto a due benedizioni 

quella di essere nel giusto

e

quella di sbagliare.

 

La seconda prevede sempre un apprendistato che lo condurrà

sulla strada giusta.

 

Ogni essere umano possiede un proprio codice sessuale e deve praticarlo senza sentirsi in colpa, purché non obblighi altri ad attuarlo insieme a lui.

 

Ogni essere umano ha una leggenda personale da compiere,

e questa è

la ragione della sua esistenza nel mondo.

 

La leggenda personale si manifesta nell’entusiasmo per il proprio compito.

Una postilla.

Si può abbandonare la propria leggenda per un certo tempo, purché non la si dimentichi e ci si prodighi affinché riassuma il proprio ruolo appena possibile.

 

Ogni uomo possiede una componente femminile e ogni donna ha un elemento maschile.

È necessario usare la disciplina con intuizione e l’intuizione con obbiettività.

 

Ogni essere umano deve conoscere

due linguaggi….. 

il linguaggio della società e

quello dei segnali.

Il primo

serve per comunicare con il prossimo;

il secondo,

per comprendere i messaggi di Dio.

Ogni essere umano ha il diritto di perseguire

la gioia

Per “gioia” s’intende

ciò che lo rende felice

e non necessariamente quello che fa felici gli altri.

Ogni essere umano deve mantenere viva dentro di sé la

sacra fiamma della follia.

E deve comportarsi come una persona normale.

Soltanto le seguenti mancanze sono considerate

gravi ……

non rispettare il denaro del prossimo,

lasciarsi paralizzare dalla paura,

sentirsi colpevole,

ritenere di non meritare il bene e il male che caratterizzano la vita e mostrarsi codardo.

Prima postilla.

Ameremo i nostri nemici, ma non stringeremo mai alcuna alleanza con loro.

Sono stati posti sul nostro cammino affinché saggiassimo la nostra spada e meritano il rispetto della nostra lotta.

Seconda postilla.

Avremo la facoltà di scegliere i nostri nemici.

Tutte le religioni conducono allo stesso Dio, e meritano il medesimo rispetto.

Postilla.

Nella scelta di una religione, in realtà un uomo sceglie anche una forma collettiva di adorare e condividere i misteri.

Tuttavia egli è l’unico responsabile delle proprie azioni durante il cammino e non ha alcun diritto di riversare sulla religione la responsabilità delle proprie decisioni.

 

Si decreta l’abbattimento del muro che separa il sacro dal profano d’ora in poi,

tutto è sacro

 

Tutto ciò che viene fatto nel presente riguarda

il futuro come conseguenza e

il passato come redenzione.

 

Sono revocate tutte le disposizioni contrarie.

 

 

 
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Pubblicato da su 7 luglio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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