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…. da Cuore a Cuore …………….

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Fissa la tua attenzione  sul

Conoscere  Te stesso 

sii cosciente in ogni momento di quello che

pensi,

senti,

desideri e

fai.

 

Finisci sempre quello che hai cominciato.

Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile.

Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.

Sviluppa la tua generosità senza testimoni.

Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.

Riordina ciò che hai disordinato.

Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.

Smettila di autodefinirti.

 

Non mentire e non rubare…….,

se lo fai menti e rubi a te stesso.

 

Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te.

Non desiderare di essere imitato.

Stila dei progetti di lavoro e realizzali.

Non occupare troppo spazio.

Non fare rumore né gesti che non siano necessari.

Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.

Non lasciarti impressionare dalle personalità forti.

Non impadronirti di niente e di nessuno.

Distribuisci in modo equanime.

Non sedurre.

Mangia e dormi il minimo indispensabile.

Non parlare dei tuoi problemi personali.

Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti.

Non stringere amicizie inutili.

 Non seguire le mode.

 Non venderti.

Rispetta i contratti che hai sottoscritto.

Sii puntuale.

Non invidiare i beni o i successi del prossimo.

Parla il minimo indispensabile.

Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera.

Non minacciare mai.

Mantieni le promesse.

 

In una discussione, mettiti nei panni dell’altro.

Accetta di venire superato da qualcuno.

Non eliminare, trasforma.

Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio.

Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo.

Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare.

Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male.

 

Trasforma il tuo orgoglio in dignità.

Trasforma la tua collera in creatività.

Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.

Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro.

Trasforma il tuo odio in carità.

 

Non ti lodare e non ti insultare.

Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse.

Non ti lamentare.

Sviluppa la tua fantasia.

Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito.

Paga per i servizi che ti vengono dati.

 

Non fare propaganda delle tue opere o idee.

 

Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità.

Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore.

Non contraddire mai, taci.

Non contrarre debiti, compra e paga subito.

Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.

Se hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.

 

    Se ti accorgi di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi.

    Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle.

Non conservare oggetti inutili.

Non farti bello delle idee altrui.

Non farti fotografare vicino a personaggi famosi.

Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso.

 

Non definirti in base a quello che possiedi.

Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.

Accetta l’idea che nulla è tuo.

  

  Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità.

  

  Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro.

Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi.

 

 Non dimenticare i tuoi morti, ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita.

Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro.

Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi.

Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere.

Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio e fa’.

   

Non cercare di essere tutto per il tuo partner; accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli.

 

    Quando qualcuno ha il suo pubblico, non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti.

Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato.

Non ti vantare delle tue avventure amorose.

Non ti pavoneggiare delle tue debolezze.

Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo.

Ottieni per ridistribuire.

 

Se stai meditando e arriva un diavolo,

fallo meditare con te.

Gurdjieff

 

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Pubblicato da su 19 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…… puoi trarne addirittura vantaggio

 

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C’era una volta una volpe che se ne andava tranquilla per i prati.

Era una mattina e i prati erano rifioriti dopo la brutta stagione invernale.

              I profumi della natura solleticavano le sue nari accarezzandole la fantasia, permettendole di sognare paesi lontani, belli e sconosciuti.

All’improvviso l’attenzione della volpe venne richiamata da un violento ruggito.

Era un verso che non aveva mai sentito e, terrorizzata, fuggì a nascondersi dietro ad un cespuglio.

Da li, riparata tra le foglie, la volpe poté vedere il terribile animale che aveva emesso quel suono:

si trattava di un leone, una bestia a lei sconosciuta.

Spaventata, la povera volpe, scappò via il più velocemente possibile.

Dopo quel brutto incontro passarono due giorni tranquilli …. tutto sembrava quasi essere stato dimenticato, quando, d’un tratto, la piccola volpe si imbatté ancora nel leone.

Questa volta il leone le apparve proprio davanti agli occhi, a pochi passi, ostacolandole il cammino.

La volpe, impaurita, iniziò a tremare come una foglia senza la forza di reagire e fuggire  la volpe rimase ferma fino a quando il leone, a un certo punto, si allontanò.

Il giorno seguente la volpe si imbatté per la terza volta nel leone scoprì che il proprio timore nei confronti di quel grosso e possente animale dal risonante ruggito, andava pian piano assopendosi.

Così, durante il successivo incontro, la volpe si dimostrò molto più calma e riuscì persino a guardarlo negli occhi, salutandolo con cordialità.

Quando ebbe ancora modo di vederlo, la volpe provò a rivolgergli la parola, riuscì finalmente a scoprire in lui doti come

il coraggio e l’intelligenza.

Da quel giorno la volpe non si stancò mai di ascoltare il leone, sicura che dall’esperienza di un animale così astuto e bravo cacciatore, avrebbe tratto solo vantaggi.

 di Esopo

Questa storia vuole lasciare un messaggio fondamentale per la nostra Vita

 

 ” Imparare a conoscere ciò che ci spaventa è il modo di superare le nostre paure e trarne addirittura vantaggio. “

 

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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” …… grazie …………. grazie di tutto “

bbb

Ho compiuto dodici anni l’altro ieri !

Non so se hai notato, ma sto scrivendo questa Lettera.

A volte, è difficile, per me, scrivere, sai.

È quella cosa che chiamano

 ” disgrafia “.

Ho anche un disturbo chiamato

“deficit di attenzione”,

spesso accompagnato da problemi di apprendimento.

Il mio quoziente di intelligenza è veramente alto,

ma, se guardi la mia grafia, potresti pensare che sono stupido.

Non sono mai riuscito, a tenere in modo giusto la matita.

Non sono mai riuscito, a colorare dentro le linee.

Ogni volta che ci provo, la mia mano me lo impedisce, e le lettere vengono… sbrodolate, il colore oltrepassa le linee, e mi finisce su tutte le mani.

Quando a scuola dobbiamo darci il voto a vicenda, nessuno vuole scambiare i compiti con me, perché nessuno capisce la mia scrittura.

Elena ci riusciva, ma si è trasferita.
Il mio cervello non percepisce, quello che fa la mia mano.

Posso sentire la matita, ma il messaggio non passa nel modo giusto.

Devo stringere forte la matita, così il mio cervello capisce che ce l’ho in mano.

È molto più facile per me spiegare le cose a voce che scrivere.

Sono molto bravo a dettare, ma gli insegnanti non me lo lasciano fare sempre.

Se mi si chiede di scrivere un tema, sul mio viaggio a Firenze e a Roma, per me, è un vero castigo.

Ma se parlo, so raccontare a tutti la gioia che ho provato, nel vedere la Galleria degli Uffizi, il David o il sentimento di vero patriottismo, che mi ha attraversato, quando ho visitato il Monumento al Milite Ignoto.

Se dovessi avere un voto in educazione artistica, ne prenderei sicuramente uno molto brutto.

Ci sono molte cose che riesco a rappresentare nella mia mente, ma le mie mani non le disegnano, così come le vedo.

È tutto ok.

Non mi sto lamentando.

Io me la cavo davvero bene!

Vedi,

mi hai dato una mente meravigliosa,

e

un grande senso dell’umorismo.

Sono molto bravo a immaginare le cose, e adoro partecipare alle discussioni.

Voglio diventare un avvocato, da grande: un avvocato, che va ai processi. So, che sarei bravo, in questo.

Sarei responsabile di indagare sul crimine, di esaminare le prove, e presentare il caso, con verità.

Dici che sono speciale, perché hai detto che sono opera stupenda, e grandiosa.

Mi hai assicurato che leggi dentro di me, come attraverso un vetro, e che hai progetti per me, per darmi un futuro, e speranza.

I miei genitori volevano aiutarmi, così mi hanno comprato un computer portatile, da portare a scuola.

La mia insegnante di quest’anno è la migliore!

 Mi concede di fare gran parte del mio lavoro al computer.

Abbiamo una lezione di disegno, ogni Venerdì, e… indovina! Mi lascia usare la stampante per fare i disegni.
Per la prima volta potrò mostrare a tutti alcune delle cose che ho in mente.

Signore,

questa è una

Lettera di ringraziamento,

solo per farti sapere che sto bene.

A volte,

la Vita e Dura  

ma, sai una cosa?

Accetto la sfida!

Ho fiducia nel fatto i poter superare qualsiasi cosa.

Grazie, per avermi fatto così !

Grazie di tutto.

 a cura di LF
 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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bimbo

 

 

Siamo convinti che la nostra vita

sarà migliore quando …..

saremo sposati,

avremo un bambino,

e poi un altro.

Poi ancora ci sentiamo frustrati

perché ……

i nostri figli non sono abbastanza grandi e

saremo più contenti quando lo diventeranno.

In seguito siamo esasperati

perché

dobbiamo occuparci di adolescenti.

Siamo convinti che saremo felici

quando avranno superato

questa fase della loro vita.

Ci diciamo che staremo meglio

quando il nostro partner avrà

risolto i suoi problemi,

avremo un’automobile migliore,

potremo fare una bella vacanza,

quando andremo in pensione.

La verità è,

non c’è momento migliore per

essere felici di quello che

stiamo vivendo.

 

Se non ora, quando?

 

La tua vita sarà sempre piena di sfide.

E’ meglio accettarlo e decidere di essere

comunque felice.

 

 

” Per molto tempo ho avuto

l’impressione che la vita stesse

per iniziare  

la vita vera.

Ma c’era sempre qualche ostacolo

sulla via, qualcosa che

prima bisognava risolvere,

qualche affare in sospeso

che richiedeva ancora del tempo,

o un debito da estinguere.

In seguito la vita sarebbe iniziata.

Alla fine mi sono reso conto che

questi ostacoli erano la mia vita”.

Alfred Souza  

Questo modo di percepire le cose

mi ha aiutato a capire che

non esiste una via che

porti alla felicità.

La felicità è la via.

Quindi

prendi a cuore ogni momento

che vivi e valorizzalo di più

perché lo hai condiviso con

qualcuno speciale,

abbastanza speciale da

trascorrere del tempo assieme…

e ricorda che

 

il tempo non aspetta nessuno !!!

 

Quindi smetti di…

aspettare di finire la scuola,

di tornare a scuola,

di perdere 5 Kg,

di prendere 5 Kg,

di avere dei figli,

di vedere i tuoi figli andar via di casa,

di cominciare a lavorare,

di andare in pensione,

di sposarti,

di divorziare,

che arrivi il venerdì sera,

la domenica mattina,

di avere un’automobile

o una casa nuova,

di finire di pagare l’automobile o

la casa,

che giunga la primavera,

l’estate,

l’autunno,

l’inverno,

di essere benestante,

di arrivare al primo o

al quindici del mese,

di godere del successo della tua canzone,

di bere,

di riprenderti da una sbornia,

di morire,

di nascere nuovamente…

per decidere che

non c’è tempo migliore

che

adesso per essere felice.

                 La felicità è un viaggio,

non una meta.

 

“Lavora come se non avessi bisogno di denaro,

ama come se non fossi stato mai ferito,

e balla come se nessuno ti stesse guardando”.

 
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Pubblicato da su 16 agosto 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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….. Io ti adoro e tu mi ami

 

corsa

 

 

Mamma,

lasciami crescere come cresce un bambino,

se non imparo dalle esperienze non saprò affrontare al meglio la vita.

lasciami correre e poi sbucciare un ginocchio,

dopo aver pianto imparerò che cadere vuol dire farsi male, imparerò a stare attento, imparerò dal pericolo ad essere prudente.

lasciami imbrattare di colore la scrivania,

lascia che le mie mani si sporchino di tempera,

di colla e adesivo,

imparerò coi colori a dipingere il mio mondo.

lasciami sporcare la faccia di sugo,

lascia che con le mani io scopra il cibo,

lascia che io scopra i sapori,

lasciami provare,

non mi imboccare!

Se tu insisti io mi arrendo e

cercherò te ogni volta che non avrò voglia di mangiare da solo.

lasciami piangere ogni tanto,

non correre da me appena accenno un lamento, prova ad aspettare, io devo imparare a cavarmela da solo!

Cosa farò quanto dovrò affrontare le difficoltà e tu non sarai al mio fianco?

lascia da parte le tue faccende ogni tanto,

sporcati la faccia di marmellata come me,

imbratta le tue mani di tempera,

costruiamo insieme grandi castelli,

enormi vascelli,

piramidi di Lego,

se ti siedi vicino a me io ti sento più vicina.

non fare quella faccia quando ho la febbre,

io mi devo ammalare,

i batteri e i virus mi devono fortificare;

smettila di andare nel panico,

vivrò nella paura se tu hai sempre troppa paura per me.

se mi lasci dalla nonna non è la fine del mondo,

anche loro hanno bisogno di me ed io ho bisogno di loro!

Vai pure fuori e mangiati una pizza, non morirò di fame e non impazzirò dalla solitudine, imparerò dalla lontananza a non dipendere sempre da te.

se vado piano tu non correre, non sono una macchina e ho

bisogno di tempo per imparare.

A te sempre facile ciò che per me è incomprensibile, ricordi quando eri bambina?

E’ successo anche a te di non capire le cose semplici.

fidati di me,

io sono piccolo ma sto imparando a vivere! Lasciami la mano qualche volta, fammi correre, fammi nascondere, fammi giocare, se mi imbottisci con quel maglione io quasi non posso respirare!

Vivi mamma e lascia che io viva,

lasciami vivere a modo mio, rispetta i miei tempi, i miei spazi e i miei sogni!

non lo so se diventerò ingegnere e non lo so se sarò uno chef: dammi la libertà di scegliere,

di sbagliare,

di capire a mio modo ciò che voglio diventare.

non scordarti del bacio della buona notte e nemmeno dell’imbocca al lupo quando vado a scuola, un giorno rimpiangerai ciò che sbadatamente non sei riuscita a darmi

ed io per sempre rimpiangerò ciò che davvero mi serviva da te.

Io ti adoro e tu mi ami,

ma se ti fidi di me io mi fiderò del mondo.

lasciami crescere come cresce un bambino,

se non imparo dalle esperienze non saprò affrontare al meglio la vita.

Mamma

questo è anche il mio mondo ed io voglio scoprirlo con te.

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2016 in Blog

 

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……. Grazie per averlo fatto……..

 

abbraccio

C’era una volta

un professore che chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri compagni di classe,

scrivendoli su dei fogli di carta, lasciando sotto ad ogni nome un po’ di spazio.

L’insegnante poi chiese loro di pensare alla cosa più bella che potevano dire su ciascuna persona …..  il compito sarebbe stato quello di scrivere il pensiero nello spazio lasciato vuoto.

La classe impegnò l’intera ora di lezione per finire questo compito, ma alla fine ciascuno degli studenti consegnò il proprio foglio.

Quel giorno stesso l’insegnante prese dei fogli dove scrisse il nome di ognuno dei suoi studenti

per ogni ragazzo o ragazza vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri compagni avevano scritto.

Il giorno successivo l’insegnante diede ad ogni studente la propria lista, composta come un puzzle, con i pensieri di tutti gli altri.

Nel giro di pochi minuti fu possibile notare che l’intera classe stava sorridendo.

Si sentirono sussurrare da ogni banco varie esclamazioni come:

“Davvero?…”,

“Non sapevo di contare così tanto per lui!…”,

“Non pensavo di piacere così tanto a lei!…”.

L’effetto di quell’esercizio collettivo portò i compagni di classe a creare in breve tempo un gruppo unito.

Passarono gli anni.

Uno degli studenti perse la vita nella guerra del Vietnam.

Il professore partecipò al suo funerale non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento.

La chiesa era gremita e tutti gli amici del soldato erano presenti quel giorno.

Uno ad uno, quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l’insegnante fu l’ultimo a salutare la salma.

Mentre stava lì, uno dei soldati presenti gli rivolse la parola e domandò:

“Lei era il suo insegnante a scuola?”.

Il professore annuì. “Parlava molto spesso di lei”.

Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe del ragazzo ucciso, andarono insieme al rinfresco.

I genitori del giovane si rivolsero all’insegnante:

“Vogliamo mostrarle una cosa”

estraendo un portafogli dalla tasca.

“Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo”.

Aprendo il portafogli, estrasse con attenzione due pezzi di carta molto consumati:

fu facile notare come erano stati aperti e richiusi molte volte.

L’insegnante seppe ancora prima di leggere il contenuto che quei fogli erano quelli in cui erano riportate tutte le belle frasi, che i compagni di classe del ragazzo avevano scritto su di lui.

“Grazie mille per averlo fatto”

 disse la madre 

“Come può vedere, l’ha sempre conservato come un tesoro”.

Tutti gli ex compagni di classe iniziarono ad avvicinarsi.

Uno di loro sorrise commosso e timidamente disse:

Io ho ancora la mia lista.

E’ nel primo cassetto della mia scrivania a casa.

La moglie di uno di loro disse che il marito le aveva chiesto di aggiungerla al loro album di nozze.

Una ragazza aggiunse che la sua era preziosamente conservata nel suo diario.

Un’altra ex compagna aprì la sua agenda di tutti i giorni e tirò fuori la sua lista, piuttosto consumata, mostrandola al gruppo

Io la porto sempre con me.

E penso che tutti l’abbiamo conservata ! 

In quel momento l’insegnante si sedette e iniziò a piangere.

Pianse per il giovane soldato e per tutti i suoi amici che non l’avrebbero mai più rivisto.

Presi dalla frenesia del tempo,

spesso dimentichiamo che la vita un giorno o l’altro finirà.

Non sappiamo quando ciò accadrà,

pertanto

fai sapere alle persone che ami quanto vuoi loro bene

e quanto siano importanti per te.

                                 

                             Diglielo e magari scriviglielo,

 prima che sia troppo tardi.

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…… agire per il piacere di agire…..

 sinfonia

 Sii impeccabile con la parola

 

La parola è il potere con cui creiamo,

la parola è una forza,

è il potere di esprimere e comunicare,

di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita.

Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico,

oppure

distruggere tutto.

 

La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione.

A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi.

Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone,

stiamo usando la nostra parola contro di noi.

Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.

Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali:

ira,

gelosia,

invidia ed odio.

La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo.

L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale,

verso il successo e l’abbondanza ,

può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.

 

Non prendere nulla in modo personale

 

 qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente.  

Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama

importanza personale 

cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi.

Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra,

ognuno vive nel proprio sogno,

nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi.

Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano  cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro.

Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi.

Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi.

Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente.

Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni. 

Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi.

Facciamo attenzione a non mangiare

 

“tutta la loro spazzatura emotiva”,

 

basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno.

Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la

re – azione

 

è quella di difendere le nostre convinzioni,

 

creando conflitti. 

 

Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano.

Anche noi trasmettiamo  le nostre  opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza.

Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri.

Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri

 sia in positivo che in negativo  non ci tocca,

perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi.

Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda, 

stanno parlando a voce alta di se stessi.

L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari .

Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà.

 

Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.

 

Se siamo in armonia con chi ci circonda,

significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro.

Quando nulla viene preso in modo personale si evitano

sentimenti di rabbia,

gelosia,

rancore,

invidia.

 Non supporre nulla

 Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno,

lo prendiamo sul personale,

li incolpiamo e

reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole.

Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando.

Facciamo una supposizione,

capiamo male,

prendiamo la cosa in modo personale

e finiamo per creare un dramma completamente inutile.

Tutta la tristezza,

tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale.

 generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni.

E’ sempre meglio

chiedere che supporre,

la supposizione porta equivoci ed incomprensioni.

Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.

 

Fai sempre del tuo meglio

 

 valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare.

L’importante è non giudicarsi,

così da non cadere nei sensi di colpa,

se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci.

Occorre arrivare al punto di

 

Agire per il Piacere di Agire !

 

Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso.

Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui

amiamo il divino,

ogni pensiero diventa una comunione con Dio e

vivremo un sogno privo di giudizi e vittimismo,

senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e

Se stessi.

 

Se siamo impeccabili con la parola,

se non prendiamo le cose a livello personale,

se non supponiamo nulla e

facciamo sempre del nostro meglio,

saremo in grado di controllare la nostra vita !

a cura di Lf

 

Nb : tratto dal libro di don miguel ruiz

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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