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….. per comprendere il segreto della felicità servono ……

08 Mag

 

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C’era una volta un Saggio che conosceva il Segreto della Felicità e girava il mondo per farne dono ai popoli.

Un giorno giunse in una bellissima valle popolata da sei contadini, ognuno dei quali aveva una casetta, un pezzo di terra coltivato e qualche capo di bestiame.

Il Saggio bussò alla porta del Primo Contadino:

“Buongiorno Signore, sono venuto per aiutarla ad essere felice.”
“E come potresti?”

rispose il Primo Contadino.

Il Saggio rispose:

“Cerca di avere Fiducia e ascoltami, hai due possibilità : posso darti le chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire il tuo desiderio.”

Il Primo Contadino, un po’ perplesso e diffidente, disse:

” Beh, ho sempre desiderato avere un castello e anche una corona, sì mi piacerebbe.

Le Chiavi del mio Cuore non mi servono. Se pensi di potermi aiutare:

sì, vorrei un castello e una corona”.

 

Il Saggio salutò il buon uomo e rispose:

“Domani sarai accontentato troverai tutto il necessario per costruire il tuo castello e forgiare la tua corona”.

Il mattino seguente, il Primo Contadino trovò sulla collina davanti alla sua casa una montagna di mattoni, oro e pietre preziose in abbondanza.

Comprese che avrebbe dovuto lavorare sodo, ma che alla fine avrebbe avuto il suo castello e la sua corona. Abbandonò il suo orto e il suo bestiame e si mise a lavorare.

Il Saggio passò a trovare il Secondo Contadino, il quale lo fece entrare nel proprio campo, lamentandosi dello scarso raccolto di grano.

Allora il Saggio disse al Secondo Contadino:

“Sono venuto ad aiutarti, affinché tu possa essere felice. Hai due possibilità: posso darti le Chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire un tuo Desiderio che pensi potrà renderti felice”

Il Secondo Contadino rispose:

“Non so che cosa tu potrai fare per me, ma voglio crederti. Delle Chiavi del mio Cuore, non saprei cosa farmene… ma di un bel campo di grano rigoglioso, da far invidia ai vicini, sì. Ho deciso:

voglio un campo di grano rigoglioso.”

Il Saggio, facendo un cenno di saluto, disse:

“Domani sarai accontentato troverai i semi miracolosi che faranno germogliere splendide spighe di grano.”

Il Saggio fece visita subito dopo anche al Terzo e al Quarto Contadino, i quali, con gli stessi dubbi sui poteri del Saggio, alla fine si fidarono, chiedendo anch’essi lo stesso desiderio del Secondo Contadino:

un campo rigoglioso di grano da far invidia al vicino.

Anche costoro rifiutarono le Chiavi del loro Cuore.
Il mattino seguente, il Secondo, il Terzo e il Quarto contadino trovarono davanti alla porta della loro casa un sacchetto di semi e, ricordando che cosa aveva detto loro il Saggio, iniziarono a preparare la terra per la semina, abbandonando il resto dell’orto e trascurando il bestiame.

Il Saggio bussò, poi, alla porta del Quinto Contadino e disse: “Buongiorno buon uomo, sono venuto per aiutarti a trovare la felicità. Hai due possibilità: posso darti le Chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire un tuo Desiderio che pensi potrà renderti felice”

Il Quarto Contadino disse:

“Ho visto che hai aiutato i miei amici e so che aiuterai anche me. Il mio cuore sta male, ma non ha bisogno di chiavi, ha bisogno di una bella donna. Sì, voglio che mi aiuti ad avere una bella donna, questo è il mio desiderio”

Il Saggio si avviò fuori dal cancello e disse: “Domani mattina avrai quello che hai chiesto”.

Il mattino seguente il contadino trovò alla porta di casa una bellissima fanciulla che diceva di essersi smarrita e chiedeva ospitalità. Il Quinto Contadino fu così felice che dedicò da quel momento tutto il tempo alla fanciulla, dimenticando l’orto e il bestiame.

Il Saggio andò, infine, dal Sesto Contadino, al quale si presentò con la stessa domanda:

“Hai due possibilità: posso darti le Chiavi del tuo Cuore o posso darti gli strumenti per esaudire un tuo Desiderio che pensi potrà renderti felice”.

Il Sesto Contadino disse:

“Io sto bene così, per cui accetto le chiavi del mio cuore. Non conosco i miei desideri.”

Il Saggio sorrise, porgendo le Chiavi del Cuore al Sesto Contadino e se ne andò dal paese.

Dopo un mese, ritornò in quella valle per far visita ai sei contadini che aveva aiutato, per chiedere loro se erano Felici.

Salì sulla collina, al castello del Primo Contadino.

Stava seduto sul trono, con la corona in testa e l’aria triste.

Il Saggio gli chiese:

“Come mai non sei felice? hai avuto il tuo desiderio.”
Il Primo Contadino rispose:

“Ho un castello, ho una corona, ma non ho sudditi, né gente che mi ammira. Non ho neppure da mangiare”.

Il Saggio allora disse:

“Mio caro amico, forse allora tu non volevi un castello e una corona, volevi il potere e la stima del popolo.

Per comprendere questo servivano le Chiavi del tuo Cuore. Mi dispiace.”

Il Saggio riprese il cammino e si fermò davanti ai campi del Secondo, del Terzo e del Quarto Contadino. Erano pieni di grano, ma le spighe erano marcite. I Contadini erano seduti davanti ai loro campi con l’aria disperata.

Il Saggio, allora, disse:

“Miei cari amici, che cosa è successo? Aveve esaudito i vostri desideri, ma non mi sembrate felici”

Il Secondo, il Terzo e il Quarto Contadino spiegarono che tutti e tre avevano coltivato il grano e smesso di seminare le altre primizie, oltre ad aver trascurato tutto il bestiame. C’era troppo grano e mancava tutto il resto.

Il Saggio capì e disse:

“Amici, forse voi non volevate un campo di grano da far invidia al vicino, volevate semplicemente l’abbondanza. Per comprendere questo servivano le Chiavi del vostro Cuore. Sono dispiaciuto di non vedervi felici”.

Giunse, il momento del Quinto Contadino che stava seduto da solo davanti alla porta di casa a guardare i campi ormai incolti e le bestie smagrite.

Il Saggio gli mise una mano sulla spalla e disse: “Amico mio, che cosa è successo? Dov’è quella bellissima fanciulla che ti ho mandato?” 

Il Quinto Contadino: “Ti ringrazio per la possibilità che mi hai dato. Lei era davvero bellissima, ma non mi amava… Si è innamorata del mio vicino. L’ho lasciata andare”.

Il Saggio allora disse:

“Mio caro, ma allora forse non volevi una bella donna, volevi l’Amore. Per comprendere questo avevi bisogno delle Chiavi del tuo Cuore. Mi dispiace tanto di non averti aiutato”.
Fu, infine, il turno del Sesto Contadino.

Quando giunse il Saggio, stava raccogliendo le primizie dell’orto, insieme ad una bellissima fanciulla che riempiva cinque ceste con ortaggi, latte e carnei.

Il Saggio non disse nulla e sorrise.

Il Sesto Contadino lo salutò e disse:

“Ti ringrazio mio amico caro di essere tornato, ma come ti dissi allora, non mi occorre nulla. Sono felice di quello che ho”.

 

 
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Pubblicato da su 8 maggio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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