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….. l’oro che ha fatto innamorare il mondo antico e quello moderno

Dipinto acrilico ‘Crocus sulla Chochołowska’

l’oro che ha fatto innamorare il mondo antico e quello moderno

       il suo nome scientifico è Crocus sativus, il suo fiore  è un perigonio formato da 6 petali di colore violetto intenso ………  è lo Zafferano dalle innumerevoli proprietà Farmacologiche

nel  Medio-Oriente tracce di zafferano sono state trovate nei graffiti preistorici,

risalenti a 50.000 anni fa

raffiguranti animali in alcune caverne dell’Iraq

I sumeri non coltivavano lo zafferano, ma facevano la raccolta spontanea di specie selvatiche, veniva utilizzato soprattutto per scopi curativi e per pozioni magiche.

                         Si narra che lo zafferano è nato dall’amore tra un giovane bellissimo di nome Krocos e una ninfa di nome Smilace.

Purtroppo la ninfa era la favorita del Dio Ermes che per invidia trasformò il giovane Crocus in un bulbo, dal bellissimo fiore.

Al di là della leggenda, in realtà lo zafferano è conosciuto da millenni;

se ne parla nei papiri egiziani del II secolo a.C.,

nel Cantico dei Cantici nella Bibbia,

nell’Iliade …….

non finise qui 

dotato di proprietà medicinali ……..

lo citano nelle loro opere Virgilio …..  Plinio e Ovidio.

Isocrate, famoso maestro di retorica greco, si faceva profumare i guanciali con lo zafferano prima di andare a dormire, e le donne troiane lo usavano per profumare i pavimenti dei loro templi.

usato per tingere le bende delle mummie egiziane, per colorare le vesti, per preparare
unguenti e profumi da Indiani, Arabi, Egiziani, Greci e Romani, considerato come afrodisiaco dai persiani e nella mitologia greca, 

nel medioevo era visto come un simbolo di ricchezza e 500 grammi  valevano quanto un cavallo. Questa spezia è preziosissima ed è tra le più costosa al mondo, per un
chilogrammo di zafferano occorrono oltre 150.000 fiori, all’incirca oltre due mesi di lavoro

Un altro dono di madre Natura un altro

“elisir di lunga vita”

contrasta l’ invecchiamento,

stimolare il metabolismo,

favorire le funzioni digestive,

riduce la pressione sanguigna

abbassa  colesterolo e trigliceridi che vengono assorbiti con l’ alimentazione.

 

             La moderna medicina riconosce allo zafferano proprietà di stimolante del sistema nervoso e per uso esterno lo zafferano entra nella composizione di preparati a base di miele, da usare per le gengive irritate e dolenti in generale e durante la fase di dentizione per i piccoli.

si racconta che nel  1500, un pittore  fiammingo Mastro Valerio da Profondovalle  lo utilizzò per decorare le vetrate del Duomo di Milano.

Martino de Rossi, celebre cuoco della famiglia Sforza, lo utilizzato in almeno  70 ricette.

Lo zafferano antiossidante per antonomasia, grazie ai suoi contenuti di carotenoidi :

 8000000 ogni ug/100g

altri alimenti

fagiolini 350
carota 8115
pomodoro 640
peperone rosso 3840
piselli 300
spinaci 3535
zucchine 955

Eccovi una tisana allo zafferano ideale per la sera in quanto concilia il sonno  ed ha un effetto anti-stress. 

Versare in una tazza dell’acqua bollente, aggiungete un pizzico di stimmi di zafferano, lasciate in infusione per cinque minuti.

Magari da degustare con questi simpatici dolcetti di origine svedese allo zefferano , ‘ Lussekatter “

Tempo: 2 ore

50 pezzi

Ingredienti:

  • 50g  di lievito per paste dolci

  • 200 gr burro (non salato)

  • 5 dl (o 500 gr) di latte (se volete un impasto più morbido potete fare 50% di acqua e 50 % di latte – io ho fatto 20% di acqua)

  • 1 uovo per spennellare la superficie

  • 1 – 2 gr di zafferano (secondo me meglio abbondare)

  • 170 gr  di zucchero (potete anche aumentare leggermente la quantità)

  • ca 1000 gr di farina

  • ca 1.0 dl uva passa per gli occhietti dei “gattini”

Preparazione:

  1. Sbriciolate il lievito in un contenitore per impasti

  2. Sciogliete il burro in una pentola. Unite il latte, mescolate e scaldate fino a 37 °C  (ossia infilandoci un dito deve essere della stessa temperatura – attenzione che non sia troppo caldo)

  3. Versate una parte del liquido sopra al  lievito e mescolate fino a che non è totalmente sciolto.

  4. Aggiungere il restante liquido, lo zafferano e lo zucchero. Aggiungete lentamente la farina (usate un setaccio per evitare grumi) fino a che l’impasto non è più appiccicoso e si stacca dai bordi del contenitore. Deve restare comunque morbido.

  5. Fate lievitare per circa 2 ore (o anche più). All’inizio non succederà niente poi si gonfierà un poco. Non aspettatevi comunque che aumenti tantissimo di volume.

    Mettete l’impasto su di un piano (il vantaggio di questo impasto è che non è appiccicoso, quindi non dovete infarinare il piano). Lavoratelo un poco per amalgamarlo bene.

  6. Prendete un pezzo di pasta e fate 5  palline di circa 4/5 cm di diametro. Quando avete fatto la quinta pallina riprendete la prima e allungatela un poco, poi passate alla seconda e poi alla terza e via di seguito. Procedete per gradi perché in questo modo tra una lavorazione e l’altra l’impasto ha modo di riposare per qualche secondo ed otterrete un risultato più liscio. Alla fine dovrete fare delle stringhe di circa 20 cm di lunghezza e 0,5 cm. Metto una foto per chiarire il procedimento.

  7. Formate i lussekatter (per la forma lasciatevi ispirare della foto).

  8. Mettete lussekatterna su di una teglia con carta forno e mettete gli “occhi” ai gattini spingendo con decisione a fondo l’uvetta. Lasciate lievitare ancora per circa 10 minuti sotto una pezza umida.

  9. Spennellate la parte superiore con un uovo ben sbattuto.

  10. Infornate in posizione centrale del forno ventilato a 200 °C per circa 8/10 minuti. Controllate comunque la cottura mano a mano che cuoce

  11. Lasciate raffreddare sotto una pezza. Conservate in sacchetto di plastica o congelate. Se li congelate metteteli in freezer non  appena si sono raffreddati (non aspettate). Quando li scalderete saranno come appena sfornati!

LF

 

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Ogni cosa che puoi immaginare la Natura l’ha già creata

 La più antica e celebre ricetta  è stata trovata su tavolette di argilla, scritta in caratteri cuneiformi, si tratta di quasi 5000 anni fa.

 una storia lunghissima……..

ne sono state rinvenute tracce in caverne abitate 10 mila 

Gli antichi Egizi sono stati tra  i maggiori utilizzatori, convinti della sua capacità di prevenire le malattie e aumentare la forza e la resistenza fisica tant’è che la pianta fu infatti ritrovata, addirittura nella tomba del faraone Tutankamon.

nel papiro chiamato Ebers, un trattato medico egizio che risale al 1550 a.C., sono elencati ben 22 rimedi a base di aglio per svariati disturbi,

come punture di insetti,

mal di testa

e dolori in genere.

Ippocrate lo raccomandava per la cura di infezioni, ferite, lebbra e tumore

Plinio il Vecchio ne approfondì la conoscenza esaltandone le virtù terapeutiche per combattere ben 61 malattie, nella Roma Imperiale, era largamente consumato da contadini e soldati.

In Grecia gli atleti partecipanti alle Olimpiadi ne mangiavano uno spicchio prima delle gare 

Nel Medioevo l’aglio era la medicina dei contadini e dei poveri,

lo utilizzavano in grandi quantità come prevenzione e cura di tutti i mali.

Ricetta e Utilizzo 

Si tagliano a pezzettini e si schiacciano con un mortaio

350 g di agliopuliti  da agricoltura biologica o biodinamica, 

Mettere la poltiglia ottenuta in una bottiglia e aggiungere a questo 300 g di alcool etilico da alimenti a 95° gradi.

Tappare ermeticamente e conservare la bottiglia per 10 giorni in luogo buio, fresco e ventilato.

All’undicesimo giorno:

filtrare attraverso il cotone o una tela bianca, spremendone il residuo.

 

Dopo tre giorni di macerazione, si può iniziare a prenderlo tenendo conto della scaletta seguente:

si consiglia di prendere le seguenti gocce con circa 50 g di succo di frutta fresca o con acqua

sempre 

prima dei pasti

GIORNI

COLAZIONE

PRANZO

CENA

1 goccia

2 gocce

3 gocce

4 gocce

5 gocce

6 gocce

7 gocce

8 gocce

9 gocce

10 gocce

11 gocce

12 gocce

13 gocce

14 gocce

15 gocce

15 gocce

14 gocce

13 gocce

12 gocce

11 gocce

10 gocce

9 gocce

8 gocce

7 gocce

6 gocce

5 gocce

4 gocce

10°

3 gocce

2 gocce

1 gocce

11°

25 gocce

25 gocce

25 gocce

somministrazione di 25 gocce al dì come l’11° giorno fino alla consumazione totale del prodotto. 

 Questa somministrazione non deve essere ripetuta per almeno 5 anni.

benefici del rimedio

  • Il diaframma miocardio malato;

  • Arteriosclerosi;

  • Sinusite;

  • Ipertensione;

  • Malattia polmonare;

  • Artrite e reumatismi;

  • Vari disturbi della vista e dell’udito;

  • Impotenza;

  • Mancanza di appetito;

  • Gastriti, ulcere dello stomaco e le emorroidi;

  • Cancella il corpo di grassi e pietre (rene, Gallo);

  • Migliora il metabolismo e quindi tutti i vasi sanguigni (ri) diventa elastico;

  • Si scioglie i coaguli di sangue;

  • Regola il peso corporeo;

 

 

 

Vediamo i contenuti dell’Aglio ( bulbo)

 acqua 61%,

idrocarbonati 30,5%,

proteine 6,5%,

grassi 0,3%,

ceneri 1,2%

con magnesio,

potassio,

sodio,

calcio,

fosforo,

nitrati,

zolfo,

ferro,

iodio,

rame,

manganese,

zinco,

bromo,

arsenico,

silicio, ecc.

vitamine :

Vitamina B1,

Vitamina  B6,

Vitamina  B12,

Vitamina C,

Vitamina D,

Vitamina H;

non ultimo principi  antibiotici.

Azioni

Purifica il sangue,

antisettico,

antielmintico,

anti ulcera gastrica,

anti cancerogeno,

ipotensivo,

balsamico,

anti nicotinico,

ipoglicemizzante,

antireumatico,

riduttore dei trigliceridi,

toglie stanchezza,

utile nelle arteriosclerosi,

normalizza il battito cardiaco ed accresce l’ampiezza del battito stesso.

L’utilizzo dell’aglio per disinfiammare l’organismo e’ ben noto da millenni;

Louis Pasteur il primo a dimostrare l’enorme potenziale dell’aglio su due tipi di batteri in particolare:

le salmonelle (all’origine del tifo e delle infezioni alimentari)

e l’Escherichia coli (causa di gastroenteriti, meningiti, infezioni urinarie e setticemia).

Durante la seconda guerra mondiale, le affermazioni di Pasteur sono state tristemente confermate dai russi che, rimasti senza antibiotici per i loro soldati, utilizzarono l’aglio per curare le ferite e le infezioni respiratorie.

Questo piccolo piccolo GRANDE ortaggio è forse il più studiato dalla comunità scientifica internazionale.

Ad oggi sono state fatte ben 5000, ricerche con esito positivo.

 

 

Ps

Le notizie riportate sono da considerarsi solo ad uso informativo non sostituiscono ne annullano atto medico. 

 
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Pubblicato da su 4 dicembre 2015 in Blog

 

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Come Mangi ?

390_cornucopia

 

Vi è ormai un ampio accordo nel mondo scientifico:

che le malattie più frequenti, abbiano una correlazione con il tipo di alimentazione diffusa.

Negli ultimi anni la nostra alimentazione è cambiata in senso qualitativo e quantitativo così velocemente, che molti non hanno avuto il tempo di realizzare quanto fossero ingannevoli certe mode.

Mangiamo troppo perché mangiamo in fretta, e in secondo luogo mangiamo troppo, perché ci alimentiamo di cibo povero a livello qualitativo. Intendo povero di quei fattori vitali costituiti da vitamine, minerali, biostimoline, aminoacidi, e acidi grassi essenziali.  

Invece, se ci si  alimenta in modo più naturale, e cioè consumando più frutta,  verdura cruda, carne da animali allevati allo stato brado, pesce, frutta secca quali: mandorle, noci, nocciole, semi  e cereali in chicco,  la quantità necessaria per raggiungere la sazietà si riduce spontaneamente, a beneficio della linea e della salute in generale

Rosaria Fontanella  

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