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…. da Cuore a Cuore …………….

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Fissa la tua attenzione  sul

Conoscere  Te stesso 

sii cosciente in ogni momento di quello che

pensi,

senti,

desideri e

fai.

 

Finisci sempre quello che hai cominciato.

Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile.

Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.

Sviluppa la tua generosità senza testimoni.

Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.

Riordina ciò che hai disordinato.

Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.

Smettila di autodefinirti.

 

Non mentire e non rubare…….,

se lo fai menti e rubi a te stesso.

 

Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te.

Non desiderare di essere imitato.

Stila dei progetti di lavoro e realizzali.

Non occupare troppo spazio.

Non fare rumore né gesti che non siano necessari.

Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.

Non lasciarti impressionare dalle personalità forti.

Non impadronirti di niente e di nessuno.

Distribuisci in modo equanime.

Non sedurre.

Mangia e dormi il minimo indispensabile.

Non parlare dei tuoi problemi personali.

Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti.

Non stringere amicizie inutili.

 Non seguire le mode.

 Non venderti.

Rispetta i contratti che hai sottoscritto.

Sii puntuale.

Non invidiare i beni o i successi del prossimo.

Parla il minimo indispensabile.

Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera.

Non minacciare mai.

Mantieni le promesse.

 

In una discussione, mettiti nei panni dell’altro.

Accetta di venire superato da qualcuno.

Non eliminare, trasforma.

Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio.

Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo.

Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare.

Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male.

 

Trasforma il tuo orgoglio in dignità.

Trasforma la tua collera in creatività.

Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.

Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro.

Trasforma il tuo odio in carità.

 

Non ti lodare e non ti insultare.

Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse.

Non ti lamentare.

Sviluppa la tua fantasia.

Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito.

Paga per i servizi che ti vengono dati.

 

Non fare propaganda delle tue opere o idee.

 

Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità.

Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore.

Non contraddire mai, taci.

Non contrarre debiti, compra e paga subito.

Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.

Se hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.

 

    Se ti accorgi di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi.

    Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle.

Non conservare oggetti inutili.

Non farti bello delle idee altrui.

Non farti fotografare vicino a personaggi famosi.

Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso.

 

Non definirti in base a quello che possiedi.

Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.

Accetta l’idea che nulla è tuo.

  

  Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità.

  

  Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro.

Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi.

 

 Non dimenticare i tuoi morti, ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita.

Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro.

Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi.

Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere.

Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio e fa’.

   

Non cercare di essere tutto per il tuo partner; accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli.

 

    Quando qualcuno ha il suo pubblico, non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti.

Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato.

Non ti vantare delle tue avventure amorose.

Non ti pavoneggiare delle tue debolezze.

Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo.

Ottieni per ridistribuire.

 

Se stai meditando e arriva un diavolo,

fallo meditare con te.

Gurdjieff

 

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Pubblicato da su 19 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…… Una cosa molto semplice un tuo sorriso !!!!

piz

 

 

                       C’era una volta una pizzeria piccola piccola, in una viuzza stretta stretta.

 

La pizzeria aveva una porticina a vetri e un campanellino, che tintinnava appena.

In quella bottega si conoscevano tutti i segreti della vera pizza e facevano la pizza più buona del mondo!

                Mattia un giorno passò davanti alla vetrina della pizzeria.

Non aveva voglia di rientrare a casa……. erano due sere che a cena, in famiglia, il clima era teso e pesante

il suo papà masticava voracemente,

la sua mamma aveva gli occhi rossi e non parlava;

la sorellina Alice, di cinque anni, guardava l’uno e l’altra, con i suoi verdi occhioni da uccellino spaurito.

 

                Mattia parlava, parlava di tutto, ma nessuno lo ascoltava.

Così, trovandosi davanti all’insegna della pizzeria, Mattia si fermò a leggere  la prima pizza in elenco si chiamava Armonia.

Entrò, e il vecchietto che stava al banco, lo salutò con un sonoro

“Buongiorno!”.

“Vorrei prenotare una pizza Armonia, formato famiglia…

Per questa sera “

disse.

“Gli ingredienti base, li mettiamo noi”

 rispose l’anziano pizzaiolo, che poi aggiunse:

 “Tu devi portarmi da casa alcuni altri elementi indispensabili!”

 “Che cosa?”

 “Procurati un secchio, riempilo di tutte le cose belle che trovi, poi portalo qui. Vedrai…”

Mattia corse a casa.

La mamma lo vide entrare in cucina come un tornado e ritornare, poco dopo, con un grosso secchio di plastica blu.

Mattia le mise il secchio sotto il naso.

 “Mamma, per piacere, metti un bacio nel secchio!”

Sbalordita e sorpresa, la mamma di Mattia mandò un bacio nel secchio.

Mattia sparì di corsa.

Cominciò a raccogliere tutte le cose belle che trovava

una bella foglia verde,

gli spruzzi della fontana,

un po’ di tramonto,

due nuvole color arancio,

una preghiera della nonna,

una carezza del nonno,

il riflesso smeraldo degli occhioni verdi di Alice,

il ricordo di un bel voto preso a scuola,

l’abbaiare di un cane,

un “Bravo!” ricevuto dal papà…

Alla fine, trafelato, il ragazzo tornò nella pizzeria portando con sé il secchio, che pesava!

“Hai fatto proprio un buon lavoro!”

 disse il pizzaiolo

 “Ma, manca una cosa!”

 “Che cosa?”

chiese Mattia.

 “Una cosa molto semplice

un tuo sorriso!”

Mattia si chinò sull’orlo del secchio e si rispecchiò nell’acqua che aveva raccolto.

Felice, fece il più smagliante sorriso di cui fosse capace.

L’anziano prese il secchio e lo inclinò versando tutto nell’impasto della pizza che aveva preparato.

Allargò,

appiattì,

guarnì

e infine

infornò la pizza.

La piccola pizzeria si riempì subito di un profumo delizioso.

Mattia corse a casa tenendo nelle braccia l’enorme confezione di pizza.

Appena varcato l’uscio gridò

 “Mamma, non preparare niente per cena!

Ho portato la pizza!”

La mamma fece per protestare, ma il profumo della pizza e l’entusiasmo di Mattia la riempirono di tenerezza.

” La pizza !    Che bello ! ”

 disse Alice, contenta, battendo le mani.

Il papà arrivò a tavola un po’ imbronciato, ma il profumo della pizza gli fece mutare l’espressione, e in volto gli si allargò un sorriso.

Il profumo era buonissimo, ma il gusto della pizza era ancora migliore.

Tutti mangiarono, ridendo e scherzando. Alla fine il papà appoggiò una mano sul braccio della mamma, e disse:

 

 “Avete mai visto una mamma così bella e radiosa?”

 

Mattia non si era mai sentito così felice!

Un consiglio?

Prendiamo un secchio di plastica blu… 

cura di LF
 
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Pubblicato da su 18 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…… puoi trarne addirittura vantaggio

 

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C’era una volta una volpe che se ne andava tranquilla per i prati.

Era una mattina e i prati erano rifioriti dopo la brutta stagione invernale.

              I profumi della natura solleticavano le sue nari accarezzandole la fantasia, permettendole di sognare paesi lontani, belli e sconosciuti.

All’improvviso l’attenzione della volpe venne richiamata da un violento ruggito.

Era un verso che non aveva mai sentito e, terrorizzata, fuggì a nascondersi dietro ad un cespuglio.

Da li, riparata tra le foglie, la volpe poté vedere il terribile animale che aveva emesso quel suono:

si trattava di un leone, una bestia a lei sconosciuta.

Spaventata, la povera volpe, scappò via il più velocemente possibile.

Dopo quel brutto incontro passarono due giorni tranquilli …. tutto sembrava quasi essere stato dimenticato, quando, d’un tratto, la piccola volpe si imbatté ancora nel leone.

Questa volta il leone le apparve proprio davanti agli occhi, a pochi passi, ostacolandole il cammino.

La volpe, impaurita, iniziò a tremare come una foglia senza la forza di reagire e fuggire  la volpe rimase ferma fino a quando il leone, a un certo punto, si allontanò.

Il giorno seguente la volpe si imbatté per la terza volta nel leone scoprì che il proprio timore nei confronti di quel grosso e possente animale dal risonante ruggito, andava pian piano assopendosi.

Così, durante il successivo incontro, la volpe si dimostrò molto più calma e riuscì persino a guardarlo negli occhi, salutandolo con cordialità.

Quando ebbe ancora modo di vederlo, la volpe provò a rivolgergli la parola, riuscì finalmente a scoprire in lui doti come

il coraggio e l’intelligenza.

Da quel giorno la volpe non si stancò mai di ascoltare il leone, sicura che dall’esperienza di un animale così astuto e bravo cacciatore, avrebbe tratto solo vantaggi.

 di Esopo

Questa storia vuole lasciare un messaggio fondamentale per la nostra Vita

 

 ” Imparare a conoscere ciò che ci spaventa è il modo di superare le nostre paure e trarne addirittura vantaggio. “

 

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…..un cuore pieno di bontà, di sogni e di ideali..

girasole

 

                                                                     

                                                     

                                                C’era una volta un giardino ricco

di fiori di ogni specie,

in cui cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome.

La pianta era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi che non emanavano alcun profumo particolare.

Le altre piante nobili del giardino la consideravano come un’erbaccia, e non le rivolgevano la parola.

La pianta senza nome però aveva

un cuore pieno di bontà ….di sogni …..e

ideali.

                          Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra, e a giocherellare con le gocce di rugiada per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre.

La pianta senza nome, invece, non si perdeva un solo raggio di sole.

Se li beveva tutti, uno dopo l’altro, godendoseli appieno.

                       

            La pianta senza nome trasformava tutta la luce del sole

in forza vitale,

in zuccheri,

in linfa.

Tanto che con il passare del tempo il suo fusto, che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto più di due metri.

                   

                     Le piante del giardino cominciarono a darle attenzione e a nutrire anche un po’ d’invidia per il suo bell’aspetto.

 ” Quello spilungone, è un po’ matto ! “

bisbigliavano dalie e margherite.

La pianta senza nome, non ci badava.

Aveva un progetto.

Se il sole si muoveva nei cielo,

lei l’avrebbe seguito, per non abbandonarlo un istante.

Non poteva certo sradicarsi dalla terra

ma

poteva costringere il suo fusto a girare all’unisono con il sole.

Così, non si sarebbero lasciati mai.

Le prime ad accorgersi di questa iniziativa della pianta senza nome furono le ortensie che, come tutti sanno, sono pettegole e comari!

“Si è innamorato del sole ! “

cominciarono a propagare ai quattro venti.

 

 “Lo spilungone, è innamorato del sole!”,

dicevano, ridacchiando, i tulipani.

 “Oh, com’è romantico!”,

sussurravano, pudicamente, le viole mammole.

La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome, sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole!

Era grande,

tondo,

con una raggiera di petali gialli,

di un bel giallo dorato,

caldo.

E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole giorno dopo giorno nella sua camminata attraverso il cielo.

Fu così che i garofani gli diedero un nome di

Girasole.

Glielo misero per prenderlo in giro, ma nel giro di poco tutti lo accolsero come un nome bello.

Piacque a tutti, compreso il diretto interessato.

Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva, orgoglioso:

 ” Mi chiamo Girasole!”

Rose, ortensie e dalie non cessavano, però, di bisbigliare su quella che, secondo loro, era una stranezza che nascondeva troppo orgoglio o peggio qualche sentimento molto disordinato.

Furono le bocche di leone, i fiori più coraggiosi del giardino, a rivolgere direttamente la parola al Girasole.

 ” Perché, guardi sempre in aria?

Perché, non ci degni di uno sguardo ?

Eppure, siamo piante, come te ! “,

gridarono le bocche di leone, per farsi sentire.

Amici !

 rispose il Girasole

 “Sono felice di vivere con voi,

ma io amo il sole.

Esso è la mia vita, e non posso staccare gli occhi da lui !

Lo seguo, nel suo cammino…

Lo amo tanto,

che sento già di assomigliargli un po!

Che ci volete fare?

Il sole è la mia vita.”

Come tutti i buoni il Girasole parlava forte e l’udirono tutti i fiori del giardino.

E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per l’innamorato del sole.

Il Girasole è considerato il simbolo di perseveranza.

che non è una virtù  cieca.

 

La perseveranza è l’atteggiamento di chi si propone un obiettivo ben chiaro, un ideale è ciò che rende l’impossibile Possibile

Poi, costi quello che costi, lavora per raggiungerlo.

Gli ideali trasformare positivamente le persone che li perseguono.

a cura di LF

 

 

 
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Pubblicato da su 5 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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….. Conviene essere onesti prima di tutto per se stessi e con se stessi…..

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L’onestà è un

Bene Unico

i più sono beni, falsi o ingannevoli.

Se ti convincerai di questo 

amerai appassionatamente la virtù,

amarla soltanto …. sarebbe troppo poco,

tutto ciò che essa toccherà sarà per te

ricchezza e felicità

comunque la pensino gli altri.

Sia chiaro che niente è buono se non è Onesto e che tutti i guai a ragione saranno chiamati beni, se baciati dalla virtù.

Gli

Uomini Onesti

sanno che le ricchezze si trovano in un luogo diverso da quello in cui vengono ammucchiate

sanno che si deve riempire

l’Anima 

non il forziere.

Se potessimo vedere l’anima di un uomo onesto e virtuoso

che bella figura

che splendore di magnificenza

e Serenità vedremmo.

Da una parte risplendono

la giustizia e la fermezza

dall’altra

la temperanza e la prudenza.

E oltre a queste

la pazienza

la generosità

l’affabilità

e bene raro in un uomo

l’Umanità.

Questo è quanto scriveva Seneca ne “ Lettere morali a Lucilio “ tra il 62 e 65 d.c.  

passano gli anni, i secoli, i millenni  …… e per l’essere umano pare  vi sia un parziale progresso e una parziale evoluzione,

cosa accade ?

cosa impedisce la totale evoluzione ?

negli anni in cui è vissuto Seneca le condizioni e la qualità di vita sono notevolmente al di sotto di quelle attuali.

Quali erano le aspettative di vita in quegli anni ?

Pare fossero di 27 anni, mai superare i 45 anni !

C’è da chiedersi come mai Seneca morì a 69 ?

tra l’altro suicida e non di morte naturale.

La fisica quantistica spiega che

i nostri pensieri,

stati d’animo,

emozioni sono in grado di modificare il DNA.

Seneca ne “l’arte di vivere “ ben spiega come essere felici e vivere bene e per questo in Salute.

Seneca sottolinea

 l’onesta come virtù,

l’onestà come fonte di gioia

l’onestà come fonte di ben essere

Attenti Bene !

L’onestà, infatti, riguarda prima di tutto il rapporto con se stessi.

Conviene essere onesti prima di tutto per se stessi e con se stessi.

              L’onestà con Se Stessi sembra quasi scontata, invece non lo è affatto !

per essere onesto con Se Stessi  ci vuole molto coraggio,

è una grande prova ! 

Pensa a quanto è può essere difficile, per alcune persone se non a volte impossibile,

 

riconoscere di avere sbagliato,

oppure riconoscere di avere un problema !

 

Eppure essere Onesti con Se Stessi è fondamentale per poter

 

Crescere ed Evolvere

 

Così Realizzi ciò che sei, ciò che Vuoi …… i tuoi sogni !

Essere Onesti con Se Stessi può significare dover  soffrire molto……. talvolta riconoscere di aver tenuto un comportamento sbagliato o di aver  un problema ci fa sprofondare in crisi ed è proprio questo che ci  fa soffrire e ci fa paura, ma, la crisi è necessaria in quanto porta con se un

notevole vantaggio  

ci spinge ad evolvere …..

dalla riflessione di una mente geniale

” Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

È nella crisi che sorge

l’inventiva,

le scoperte e

le grandi strategie.

Chi supera la crisi,

supera se stesso,

senza essere superato.

Chi attribuisce alla crisi

fallimenti e difficoltà,

violenta il suo stesso talento e

dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.

L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita.

Senza crisi non ci sono sfide,

senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c’è merito.

È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi, tutti i venti sono lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla;

tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla “

quanta saggezza e quanto  realismo nelle parale del genio ….

A. Einstein

quindi va da se che

 “Essere onesti con se stessi “

significa

Autoaffermarsi,

Evolvere e

StimarSi,

non ultimo vuol dire

 ” AmarSi “

 

avere 

Dignità

di cui l’Onestà ne è l’espressione.

a cura di LF 
 
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Pubblicato da su 30 ottobre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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” …… grazie …………. grazie di tutto “

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Ho compiuto dodici anni l’altro ieri !

Non so se hai notato, ma sto scrivendo questa Lettera.

A volte, è difficile, per me, scrivere, sai.

È quella cosa che chiamano

 ” disgrafia “.

Ho anche un disturbo chiamato

“deficit di attenzione”,

spesso accompagnato da problemi di apprendimento.

Il mio quoziente di intelligenza è veramente alto,

ma, se guardi la mia grafia, potresti pensare che sono stupido.

Non sono mai riuscito, a tenere in modo giusto la matita.

Non sono mai riuscito, a colorare dentro le linee.

Ogni volta che ci provo, la mia mano me lo impedisce, e le lettere vengono… sbrodolate, il colore oltrepassa le linee, e mi finisce su tutte le mani.

Quando a scuola dobbiamo darci il voto a vicenda, nessuno vuole scambiare i compiti con me, perché nessuno capisce la mia scrittura.

Elena ci riusciva, ma si è trasferita.
Il mio cervello non percepisce, quello che fa la mia mano.

Posso sentire la matita, ma il messaggio non passa nel modo giusto.

Devo stringere forte la matita, così il mio cervello capisce che ce l’ho in mano.

È molto più facile per me spiegare le cose a voce che scrivere.

Sono molto bravo a dettare, ma gli insegnanti non me lo lasciano fare sempre.

Se mi si chiede di scrivere un tema, sul mio viaggio a Firenze e a Roma, per me, è un vero castigo.

Ma se parlo, so raccontare a tutti la gioia che ho provato, nel vedere la Galleria degli Uffizi, il David o il sentimento di vero patriottismo, che mi ha attraversato, quando ho visitato il Monumento al Milite Ignoto.

Se dovessi avere un voto in educazione artistica, ne prenderei sicuramente uno molto brutto.

Ci sono molte cose che riesco a rappresentare nella mia mente, ma le mie mani non le disegnano, così come le vedo.

È tutto ok.

Non mi sto lamentando.

Io me la cavo davvero bene!

Vedi,

mi hai dato una mente meravigliosa,

e

un grande senso dell’umorismo.

Sono molto bravo a immaginare le cose, e adoro partecipare alle discussioni.

Voglio diventare un avvocato, da grande: un avvocato, che va ai processi. So, che sarei bravo, in questo.

Sarei responsabile di indagare sul crimine, di esaminare le prove, e presentare il caso, con verità.

Dici che sono speciale, perché hai detto che sono opera stupenda, e grandiosa.

Mi hai assicurato che leggi dentro di me, come attraverso un vetro, e che hai progetti per me, per darmi un futuro, e speranza.

I miei genitori volevano aiutarmi, così mi hanno comprato un computer portatile, da portare a scuola.

La mia insegnante di quest’anno è la migliore!

 Mi concede di fare gran parte del mio lavoro al computer.

Abbiamo una lezione di disegno, ogni Venerdì, e… indovina! Mi lascia usare la stampante per fare i disegni.
Per la prima volta potrò mostrare a tutti alcune delle cose che ho in mente.

Signore,

questa è una

Lettera di ringraziamento,

solo per farti sapere che sto bene.

A volte,

la Vita e Dura  

ma, sai una cosa?

Accetto la sfida!

Ho fiducia nel fatto i poter superare qualsiasi cosa.

Grazie, per avermi fatto così !

Grazie di tutto.

 a cura di LF
 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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Cosa scegli di essere ….. quando …..

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Una giovane andò dalla madre per lamentarsi

della sua vita e di come le fosse difficile.

Si sentiva sfiduciata, quando risolveva un problema se ne presentava subito un altro ed era stanca di lottare,

tanto che credeva di darsi per vinta.

La madre la portò in cucina,

prese tre pentolini, li riempì d’acqua e li pose sul fuoco.

Quando l’acqua incominciò a bollire in uno mise delle carote, nell’altro delle uova e nell’ultimo dei chicchi di caffè.

Lasciò bollire l’acqua senza dire una parola, mentre la figlia osservava con impazienza, domandandosi cosa la madre stesse facendo.

Dopo venti minuti la madre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le mise su un piatto.
Tirò fuori le uova e le mise in una scodella.
Prese un colino, filtrò il caffè e lo mise in una tazza.
Guardando la figlia le disse:

“ Cara figlia mia, carote, uova o caffè: cosa scegli ? ”

La figlia stupita non rispose e la madre la fece avvicinare.

Le chiese di toccare le carote, che la ragazza trovò cedevoli, la invitò a rompere un uovo, ormai diventato sodo e le fece annusare e assaporare la tazza di caffè fumante, dall’aroma ricco e profumato.

Finalmente la figlia le domandò:

“ Cosa significa tutto questo, madre ? ”

La madre le spiegò che tutte le cose avevano affrontato la stessa avversità,

“l’acqua bollente”,

ma avevano reagito in maniera differente.

La carota, forte e superba, aveva lottato contro l’acqua, ma era diventata debole e molle.

L’uovo, così fragile nel suo guscio sottile che proteggeva l’interno liquido e nutriente, si era indurito.

I chicchi del caffè,

invece,

avevano fatto il miracolo:

dopo essere stati nell’acqua, bollendo, l’avevano trasformata.

 “Cosa scegli di essere, figlia mia ?

Quando l’avversità suona alla tua porta, come rispondi?

Sei come la carota che sembra forte, ma quando il dolore ti tocca diventi debole e priva di forza ?

Sei come un uovo che nella sua fragilità nasconde un cuore tenero e un carattere buono, ma che le prove della vita induriscono ?

Il guscio sembra sempre lo stesso, ma l’interno è amareggiato e inaridito.

Oppure sei come un chicco di caffè,

che cambia l’elemento che gli causa dolore e nel punto di ebollizione raggiunge

il suo migliore aroma e sapore?

Come un chicco di caffè, proprio quando le cose ti vanno male puoi reagire in maniera positiva e diffondere con il tuo atteggiamento

“il profumo del caffè”

intorno a te.

Le persone più serene e felici non sono quelle a cui tutto va bene,

ma quelle che

sanno prendersi il meglio della vita,

 

nonostante tutto.

Figlia mia, possa tu avere

abbastanza gioia da renderti dolce,

abbastanza prove da renderti forte e

abbastanza speranza da renderti felice.

……. quando ti senti male e le difficoltà della vita ti sembrano enormi, fa si che  l’acqua bollente si trasformerà in un caffè fragrante e profumato.

 

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