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Archivi tag: storia di vita

…… puoi trarne addirittura vantaggio

 

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C’era una volta una volpe che se ne andava tranquilla per i prati.

Era una mattina e i prati erano rifioriti dopo la brutta stagione invernale.

              I profumi della natura solleticavano le sue nari accarezzandole la fantasia, permettendole di sognare paesi lontani, belli e sconosciuti.

All’improvviso l’attenzione della volpe venne richiamata da un violento ruggito.

Era un verso che non aveva mai sentito e, terrorizzata, fuggì a nascondersi dietro ad un cespuglio.

Da li, riparata tra le foglie, la volpe poté vedere il terribile animale che aveva emesso quel suono:

si trattava di un leone, una bestia a lei sconosciuta.

Spaventata, la povera volpe, scappò via il più velocemente possibile.

Dopo quel brutto incontro passarono due giorni tranquilli …. tutto sembrava quasi essere stato dimenticato, quando, d’un tratto, la piccola volpe si imbatté ancora nel leone.

Questa volta il leone le apparve proprio davanti agli occhi, a pochi passi, ostacolandole il cammino.

La volpe, impaurita, iniziò a tremare come una foglia senza la forza di reagire e fuggire  la volpe rimase ferma fino a quando il leone, a un certo punto, si allontanò.

Il giorno seguente la volpe si imbatté per la terza volta nel leone scoprì che il proprio timore nei confronti di quel grosso e possente animale dal risonante ruggito, andava pian piano assopendosi.

Così, durante il successivo incontro, la volpe si dimostrò molto più calma e riuscì persino a guardarlo negli occhi, salutandolo con cordialità.

Quando ebbe ancora modo di vederlo, la volpe provò a rivolgergli la parola, riuscì finalmente a scoprire in lui doti come

il coraggio e l’intelligenza.

Da quel giorno la volpe non si stancò mai di ascoltare il leone, sicura che dall’esperienza di un animale così astuto e bravo cacciatore, avrebbe tratto solo vantaggi.

 di Esopo

Questa storia vuole lasciare un messaggio fondamentale per la nostra Vita

 

 ” Imparare a conoscere ciò che ci spaventa è il modo di superare le nostre paure e trarne addirittura vantaggio. “

 

 
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Pubblicato da su 10 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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Come avete potuto sopportare tante indegnità?

C’era una volta un Saggio Samurai che si dedicava a insegnare il buddismo zen a giovani allievi.

Malgrado la sua età, correva la leggenda che fosse ancora capace di sconfiggere qualunque avversario.

Un pomeriggio si presentò un giovane guerriero conosciuto per la sua totale mancanza di scrupoli.

 

Egli era famoso per l’uso della tecnica della provocazione: aspettava che l’avversario facesse la prima mossa e, dotato di una eccezionale intelligenza che gli permetteva di prevedere gli errori che avrebbe commesso l’avversario, contrattaccava con velocità fulminante.

Questo giovane e impaziente guerriero non aveva mai perduto uno scontro.

Conoscendo la reputazione del samurai, aveva deciso di sfidarlo, sconfiggerlo e accrescere così la propria fama.

Tutti gli allievi del vecchio samurai si dichiararono contrari all’idea, ma il maestro decise ugualmente di accettare la sfida lanciata dal giovane guerriero.

Si recarono tutti nella piazza della città:

il giovane cominciò a insultare l’anziano maestro.

Lanciò prima alcuni sassi nella sua direzione, gli sputò poi in faccia.

Gli urlò tutti gli insulti che conosceva, offendendo addirittura i suoi antenati.

Per lunghe ore fece di tutto per provocarlo, tuttavia il vecchio si mantenne impassibile.

Sul finire del pomeriggio, quando ormai si sentiva esausto e umiliato, l’impetuoso guerriero si ritirò.

Delusi dal fatto che il maestro avesse accettato tanti insulti e tante provocazioni senza reagire, gli allievi gli domandarono:

 “Come avete potuto sopportare tante indegnità?

Perché non avete usato la vostra spada?

Anche sapendo che avreste potuto perdere la lotta, avreste mostrato il vostro coraggio!

La gente pensserà che siete un codardo ! 

L’anziano maestro samurai, allora domandò loro:

 “Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono ?

 “Appartiene a chi ha tentato di regalarlo

 rispose uno dei ragazzi.

Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti

 disse il maestro

 Quando invidia, rabbia e insulti non vengono accettati, continuano ad appartenere a chi li porta con sé“.

 

 

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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