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in ognuno di noi c’è ….. un bambino dotato, traboccante di dote …..

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Tutti,

ma proprio tutti, 

abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada….

Era la mano del Destino !

La nostra vita non è tanto determinata dalla influenze subite

ma

quanto dal modo in cui abbiamo imparato ad immaginarla.

                                                                            Credere nella nostra natura

                     vuol dire restituirci la percezione del nostro destino,

recuperare il senso della nostra vocazione,

rivolgersi alla sensazione che esiste un motivo per cui

                                                                        la mia persona,

che è unica e irripetibile,

                                                                              è al mondo,

e che

esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano.

Se, invece, accetto l’idea di essere effetto di un impercettibile palleggio tra forze ereditarie e forze sociali,

io mi riduco a mero risultato e tanto più la mia biografia sarà

                                                               la storia di una vittima.

La vocazione,

il destino,

il carattere,

l’immagine innata,

l’idea che ciascuna persona

sia portatrice di un’unicità che richiede di essere vissuta

e che è già presente prima di poter essere vissuta, riceve conferma cercando di leggere ciascuna vita a ritroso.

Riconoscere la vocazione come un dato fondamentale dell’esistenza umana;

allineare la nostra vita su di essa;

trovare il buon senso di capire che gli accidenti della vita,

compresi il mal di cuore e i contraccolpi naturali che la carne porta con sé, fanno parte del disegno dell’immagine, sono necessari a esso e contribuiscono a realizzarlo.

Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista.

Oppure può possederci totalmente.

Non importa:

                                                                                  alla fine verrà fuori.

Questa immagine non va confusa con la voce della coscienza.

Molti termini designano la nostra anima:

immagine,

carattere,

fato,

genio,

vocazione,

destino.

L’idea che la nostra anima abbia a cuore il nostro interesse

è l’aspetto più difficile da accettare.

Perché si interessa a quello che faccio, magari mi protegga o addirittura mi mantenga in vita, indipendentemente, in una certa misura, dalla mia volontà e dalle mie azioni ?

             

 Le urgenze del destino sono spesso frenate da percezioni distorte e

da un ambiente poco ricettivo,

sicché la vocazione si manifesta nella miriade di sintomi

del bambino difficile,

del bambino autodistruttivo,

del bambino portato agli incidenti

tutte espressioni inventate dagli adulti in difesa della propria incapacità a comprendere.

La vocazione si esprime

nei capricci e nelle ostinazioni,

nelle timidezze e nelle ritrosie che

sembrano volgere il bambino contro il mondo,

mentre servono forse a proteggere il mondo che egli porta con sé

e dal quale proviene.

Ogni bambino

è un bambino dotato,

traboccante di doti …..

doti che sono tipiche sue e che si manifestano in modi tipici,

spesso a causa di disadattamento e sofferenza.

 J. Hilmann

rilettura di lf
 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2017 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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La Salute un’arte antica ! ecco il perché del ” Conosci te stesso e crea il tuo Futuro “

talento, antica moneta.

talento, antica moneta

a mio padre devo la vita ……. al  mio maestro una Vita che vale la pena di essere Vissuta….

ecco cosa scriveva fra il  330 e il 340 a.c. Alessandro il Magnifico, allievo di Aristotele

 La  Salute la costruisci incessantemente tutti i giorni attraverso la conoscenza e la consapevolezza del tuo modo di pensare, delle tue azioni e delle tue emozioni, questa, è la più antica delle arti.

Questi tre aspetti sono uni e trino, unici e contemporanei, la  in-consapevolezza e la poca conoscenza di te stesso ti porta al  Malessere Esistenziale.

Il Mal d’Essere può manifestarsi

  •  attraverso uno stato emotivo come ansia, attacchi di panico, depressione che non necessariamente hanno un entità patologica ma, quasi sempre, fisiologica;

  •  con disturbi fisici funzionali come ad esempio gastrite, tachicardia, colon irritabile, colite, tiroidite, otite, acne, rosacea e tante tante  altre;

  • con una scarsa stima di Sè, che porta dall’inazione al senso d’inadeguatezza con conseguenze deficitarie in diversi ambiti della propria esistenza, che può variare dalle relazioni sociali a quelle di coppia. La disistima personale molto spesso non ti permette di valutare il tuo talento e le tue qualità,  così non ti permette di avere la vita lavorativa e finanziaria, che vuoi, e, che meriti. 

    Altrettanti  effetti negativi si manifestano, anche,  quando si ha una sovrastima di Sè, chi si sovrastima  risulta poco empatico, estremamente critico, ostile ed aggressivo, queste ed altre caratteristiche li espongono a molti rischi sociali, personali e di Salute. Nel primo caso si è a rischio depressione, nel secondo si rischino tutte la patologie legato allo Stress.    

Passano i secoli, eppure  l’essere umano continua ad amarS i poco, e, a cercare all’esterno da Sè colpe e colpevoli.

Se  Vuoi restare in Salute, avere una vita Felice ed appagante è necessario che impari a Conoscere te stesso …. 

Ecco cosa affermavano, già nel medioevo Ippocrate, Socrate ,Galeno ……

Ippocrate, il padre della medicina, affermava, nel IV secolo a.C., che tutte le funzioni organiche sono influenzate dalle passioni.

«Una buona disposizione spirituale garantisce la bontà della prognosi»,

 nel trattato su le Epidemie affermava che

«se l’anima si ammala essa consuma il corpo».

Secondo Ippocrate, le emozioni possono alterare gli equilibri fisiologici del corpo ed indurre patologie, in quanto «gli organi ubbidiscono ai sentimenti»

per Socrate,  il bene per l’uomo è ciò che fa sì, che, egli diventi quello che la sua natura più profonda esige.

Se io rifletto, potrò giungere a scoprirlo, per cui è proprio il sapere, la conoscenza, che permette all’uomo di conoscere se stesso e quindi di conoscere qual è il modo più adatto per vivere felice.

La vera felicità, alla quale si riferisce Socrate è quella duratura !

 ” Ti avverto, chiunque tu sia.

Oh tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,

se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi

non potrai trovarlo nemmeno fuori.

Se ignori le meraviglie della tua casa,

come pretendi di trovare altre meraviglie?

In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.

Oh ! Uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei “

 (Oracolo di Delfi)

Galeno , nel secondo secolo dopo Cristo, aveva notato la correlazione tra malattia e profilo emotivo, rilevando una maggiore incidenza di tumori in donne affette da melanconia rispetto a quelle «sanguigne». Ciò lo portava a postulare una dottrina della specificità, secondo la quale specifici tipi di personalità sono correlati a specifiche predisposizioni a certe malattie. 

Riflessioni :

 Galeno affermava,  già nel Medioevo, che c’era una relazione stretta tra Melanconia e tumori !

In tempi recenti  è stato scritto un libro

Vorrei averlo fatto “I 5 rimpianti delle persone sul letto di morte” di Bronnie Ware, una signora che voleva condividere con il mondo ciò che ha imparato sulla vita, lavorando per molti anni come infermiera nel settore delle cure palliative, cioè le cure che si occupano in maniera attiva e totale dei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici e la cui diretta conseguenza è la morte. Questa signora ha assistito moltissime persone negli ultimi 3 mesi delle loro vite e ha potuto imparare moltissimo da loro.

Chiedendo loro cosa rimpiangessero di più o cosa avrebbero fatto diversamente, Bronnie ha notato che ci sono 5 rimpianti che la maggior parte delle persone condividevano maggiormente, ma, ce ne è uno comune, proprio,  a tutti :

Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita fedele ai miei principi e non quella che gli altri si aspettavano da me 

Molti non si rendono conto, finché non è tardi, che la Salute  è una scelta. Sono rimasti bloccati nelle loro abitudini e nella routine. Il cosiddetto ‘comfort’ di familiarità si è espanso anche alle loro emozioni, perfino ad un livello fisico.

La paura del cambiamento li fa fingere con gli  altri e mentire a se stessi, convincendosi di essere contenti, quando nel profondo,  non desideravano che ridere a crepapelle e un po’ di infantilità nella loro vita. “

Conoscersi e AmarSi, per restare in Salute,  forse è un ideale molto alto, che,   è accessibile soltanto a pochi ?

Tu Cosa ne Pensi ?

 
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Pubblicato da su 4 dicembre 2014 in Blog

 

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