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Non era l’anima ciò che si era visto…….

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 Se hai in Te un

essere psichico 

l’Anima

 

sufficientemente risvegliata  per prendersi cura di Te,

per prepararTi il cammino, essa può attirare verso  di  Te

le cose che Ti aiutino,

 

persone, libri, circostanze, ogni genere di piccole coincidenze che

Ti giungono come portate da una qualche

 

benevolente volontà

e che Ti danno un’indicazione, un aiuto, un supporto per prendere le decisioni e volgerTi nella giusta direzione.

 

Ma una volta che hai preso questa decisione, non appena hai deciso di trovare la verità del Tuo essere, non appena partite sinceramente sul cammino,

allora ogni avvenimento sembra cospirare ad aiutarTi ad avanzare.[…]

 

Al fine di fortificare il contatto e aiutare, se possibile, lo sviluppo della personalità psichica cosciente, si dovrebbe, mentre ci si concentra, volgersi ad essa,

aspirare a conoscerla e sentirla,

aprirsi a ricevere la sua influenza, e

averene  in grande cura ….

ogni volta che si riceve una sua indicazione,

di seguirla molto scrupolosamente e sinceramente.

Vivere in una grande aspirazione,

prendersi cura di

divenire interiormente calmi

 

e di rimanere sempre così il più a lungo possibile, di coltivare una perfetta sincerità in tutte le attività del proprio essere;

 

queste sono le condizioni essenziali per

la crescita dell’essere psichico.

 

[…]  Ho già ripetuto molte volte che

quando si entra coscientemente in contatto con la propria anima

e l’unione è stabilita, è finita,

non può più essere disfatta, è qualcosa di

permanente,

di costante,

che resiste ad ogni cosa,

e che,

in qualsiasi momento se richiamata può essere trovata.

Mentre per le altre esperienze, si può averne di molto belle, e poi l’essere si vela di nuovo, e ci si chiede:

“Come è accaduto?

Ho visto la mia anima e ora non la trovo più !

 

 

Non era l’anima ciò che si era visto.

 

 

 

Sri Aurobindo  tratto da

” l’avventura della coscienza “

rivisto LF

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Pubblicato da su 21 giugno 2017 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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……….Dare e Ricevere …. Piacere è un Bisogno e un’Estasi……

 

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e un oratore disse……..

 

 Maestro……….

 

parlaci del Piacere

 

 

Ed egli rispose, dicendo:

 

Il piacere è un canto di libertà,
Ma non è la libertà.

 

È la fioritura dei vostri desideri,
Ma non è il loro frutto.

 

È un richiamo profondo verso una vetta,
Ma non è il fondo né il culmine.

 

E l’ingabbiato che prende il volo

Ma non è spazio racchiuso.

 

 

Oh sì …..il piacere è

realmente un canto di libertà.

 

 

E io vorrei che lo cantaste a cuore aperto;

ma non vorrei vedervi perdere il cuore nel cantarlo.

 

Alcuni giovani tra voi cercano il piacere come se fosse tutto,

e sono giudicati e biasimati.

 

Non li giudicherei e biasimerei.

 

Io vorrei che cercassero.

Perché troveranno il piacere, ma non questo soltanto.

Il piacere ha sette fratelli, e, il minore di essi è più bello che il piacere.

 

Avete udito dell’uomo che, scavando la terra in cerca di radici, trovò un tesoro?

 

E alcuni anziani ricordano i piaceri con rimorso, come errori commessi in stato di ubriachezza.

 

Ma il rimorso offusca la mente, non la purga.

 

Dovrebbero invece ricordarli con gratitudine, come il raccolto di un’estate.

 

Ma se il rimorso li conforta, lasciate che si confortino.

 

E poi ci sono coloro che non sono né giovani per cercare né vecchi per rammentare;

 

E temendo di cercare e rammentare,

fuggono tutti i piaceri per non trascurare o offendere lo spirito.

 

Ma anche nella rinuncia trovano il loro piacere.
E così anch’essi trovano un tesoro, benché cercassero radici con mani tremanti.

 

Ma ditemi,

chi può offendere lo spirito?

 

Può l’usignolo offendere il silenzio della notte, o la lucciola le stelle?

E può la vostra fiamma o il vostro fumo opprimere il vento?
Credete che lo spirito sia un immobile stagno che potete turbare con un bastone?

 

Spesso, negandovi al piacere, non fate che ammucchiare il desiderio nel fondo buio del vostro essere.
Chissà che non vi attenda domani, quello che oggi appare omesso?

 

Anche il corpo conosce il suo retaggio e i suoi giusti bisogni e volontà non devono essere ingannati.

 

Il corpo è l’arpa dell’anima,

 E dipende da voi trarne musica dolce oppure suoni confusi.

 

 

E ora chiedete a voi stessi:

 

“Come distinguerò ciò che è buono nel piacere, da ciò che non è buono?”.

 

Andate per i campi e nei giardini, e imparerete che il piacere dell’ape è nel raccogliere il miele dal fiore,

Ma che anche il piacere del fiore è nel concedere all’ape il proprio miele.

Perché un fiore per l’ape è una fonte di vita,
E l’ape per il fiore un messaggero d’amore,

E a tutti e due,

ape e fiore,

dare e ricevere piacere è

un bisogno e un’estasi.

 

Uomini siate nei vostri piaceri

come i fiori e le api.

Gibran

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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