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… attingendo alle forze più istintuali della nostra psiche, porta sicuramente a pagare dei prezzi… ma ….

 

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Si aggirano nei boschi delle vallate alpine,

 libere e leggere come gazzelle.

 Danzano e cantano tenendosi per mano,

 Compaiono e scompaiono nella vita dei valligiani,

come nuvole all’orizzonte, dopo aver trasmesso agli abitanti dei masi il loro antico sapere

nella cura della terra,

degli animali,

delle relazioni di amicizia e

 d’amore.

Sono le Salige, figure ricorrenti nelle saghe dell’arco alpino, che rappresentano le radici più profonde, corporee e istintuali, del femminile ….

l’archetipo di una natura libera e selvaggia,

 incontaminata dal

“disagio della civiltà”,

 una condizione originaria che sta scomparendo dentro e fuori di noi.

Con il rischio di atrofizzare

quelle energie primordiali

che mantengono in vita non solo il pianeta ma la nostra stessa psiche.

Amorevoli e donative,

pronte a soccorrere chiunque abbia bisogno di aiuto e

 a condividere liberamente ogni forma di amore,

scivolando con le loro lunghe chiome bionde nel letto di qualche valligiano,

preferibilmente

giovane,

 bello e

appassionato,

le donne selvatiche possono essere molto vendicative e crudeli

 quando le persone a cui si dedicano tradiscono

 il loro “segreto” svelandone il “nome”,

simbolo dell’essenza più misteriosa e

profonda della femminilità.

O, per dirla in termini junghiani,

“ dell’anima ”

 quella regione della psiche che racchiude gli aspetti femminili presenti sia nell’uomo sia nella donna.

I disagi contemporanei, afferma  Risè  psicanalista junghiano,  siano  in gran parte dovuta alla perdita di contatto con la natura primordiale dentro di noi:

i nuclei più profondi della nostra psiche legati a immagini arcaiche di cui l’inconscio collettivo ci parla attraverso il miti e le saghe”

Pur mantenendo ciascuna la propria individualità, il loro “nome”, rappresentano un “Io collettivo”.

 Insieme, le Salige formano un gruppo che condivide e tramanda il

“sapere della selva”

 la semina,

la crescita,

la mietitura,

l’alternarsi delle stagioni sono la metafora dei

cicli della vita, della crescita interiore

che va salvaguardata dai condizionamenti di un mondo dominato dalla tecnologia e dall’apparenza”.

 In che cosa consiste

il “segreto” della femminilità, racchiuso nell’immagine della donna selvatica?

E perché è proibito svelarlo?

“Il segreto della donna selvatica è il nome,

 che in tutte le culture simbolizza l’essenza dell’individuo

il sé,

ossia il nucleo più profondo, indicibile della propria identità, che deve essere rispettato e protetto dalle intrusioni esterne.

La difesa di una zona segreta dentro di noi è indispensabile alla costruzione della personalità.

Rivelarlo, significa far morire qualcosa di vitale dentro di noi.

 Ed è per questo che nelle saghe alpine lo svelamento del nome coincide spesso con la morte della donna selvatica.

 Per Jung il segreto è lo scrigno in cui è racchiuso il proprio “mito personale”: qualcosa di prezioso che va difeso …..  non svelato ….è  necessario  liberare le energie bloccate nell’inconscio, che ritornano in circolo proprio quando si entra in contatto con il proprio nucleo segreto, il proprio “mito personale”, i cui aspetti femminili sono rappresentati dalla donna selvatica”.

Che cosa significa , nella vita psichica, l’apparizione e la scomparsa della

“donna selvatica “

Quando nella nostra vita interiore prende forma l’immagine delle forze primordiali della natura,

 è sempre un momento di grande svolta che riesce a smuovere potenzialità rimaste bloccate.

   Spesso si tratta di una figura dell’inconscio collettivo che appare nei sogni, come appunto la donna selvatica: una forza vitale che va al di là dell’Io, e favorisce non solo la realizzazione del Sé, ma può essere vissuta anche al servizio degli altri.

Se non si coglie questa occasione, non si accetta questo

“dono”

la donna selvatica che è in Noi si vendica, provocando morte e distruzione.

Che in termini analitici equivale alla regressione.

Se invece si attinge a questa energia interiore, si assiste a una forte accelerazione nel processo di crescita e di cambiamento della persona”.

“Seguire le indicazioni del proprio sé,

attingendo alle forze più istintuali della nostra psiche,

porta sicuramente a pagare dei prezzi.

 Ma

offre anche delle chance in più.

 Proprio perché il

“selvatico”,

porta in sé degli elementi di originalità,

 idee,

 forme di pensiero “divergente”

 e creativo,

di cui abbiamo bisogno ed  in ultima analisi  anche la società ne ha  bisogno”.

incontrando C. Risè

 

 

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Pubblicato da su 8 marzo 2017 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti…

 

La donna moderna è un garbuglio di attività ….  è spinta e costretta a essere tutto per tutti

La donna sana e simile ai lupi sani !

questo e quanto afferma la Pinkola Estés,  direttrice del C.G.Jung Center di Denver e studiosa ed appassionata  della biologia sulla fauna selvaggia, e in particolare sui lupi. Le ricerche sui lupi rimandano alla storia delle donne, poiché riguarda il loro vigore come i loro travagli faticosi.

Una donna per le donne !

Le donne e i lupi quando sono sani hanno in comune alcune caratteristiche psichiche :

sensibilità acuta

spirito giocoso

grande devozione

le donne ed i lupi sono affini per natura,

curiosi di sapere ….

possiedono grande forza e resistenza,

profondamente intuitive

 si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo

esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli

entrambe “ donne e lupi “ perseguitate e falsamente accusate, bersaglio di coloro che vorrebbero ripulire non soltanto i territori selvaggi ma anche i luoghi della psiche, soffocando l’istintuale al punto da non lasciarne traccia.

Dunque la donna Sana come il lupo, robusta e piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale errante ….. eppure la sua saper azione dalla natura selvaggia fa si che la personalità della donna diventi povera, sottile, pallida, spettrale …

Come influisce la Donna selvaggia sulle donne ?

Con lei come alleata guida, modello, maestra, noi vediamo non con due occhi ma con gli occhi dell’intuito, che è occhiuto

Quando la donna fa valere l’intuito è come una notte stellata

<< fissa il mondo con migliaia di occhi>> !

La natura Selvaggia porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per

<<Essere e Sapere >>

Porta il medicamento per tutto

Porta storie e sogni e parole e canzoni e simboli …..

è al contempo : veicolo e destinazione

riunirsi alla propria natura selvaggia, istintuale non significa disfarsi, cambiare tutto, comportarsi da pazzi e senza controllo, neanche perdere la propria  socializzazione e la propria umanità

significa “ l’esatto contrario ! “

la Natura Selvaggia possiede una ricca integrità,

riunirsi a lei significa stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo indipendentemente dai suoi doni  e dai suoi limiti, parlare ed agire per proprio conto, in prima persona, essere consapevoli, vigili, rifarsi ai poteri femminili innati dell’intuito e della percezione, riprendere i propri cicli, scoprire a cosa si appartiene, levarsi con dignità, conservare tutta la consapevolezza possibile !

La Donna Selvaggia in quanto archetipo, e tutto quanto sta dietro di lei, è a patrona di tutti i pittori, gli scrittori, gli scultori, i ballerini, i pensatori, di coloro che compongono preghiere, che trovano, perché tutti loro sono impegnati nell’opera di invenzione, ed è questa la principale occupazione della

Natura Istintuale

e……. come in tutte le arti sta nelle viscere e non nella testa !

può inseguire e correre, convocare e respingere,

può sentire, mimetizzare, e amare profondamente

è intuitiva, tipica e normativa

è ….. assolutamente Fondamentale per la salute mentale e dell’anima delle donne

dunque cosa comprende la  Donna Selvaggia ?

dal punto di vista della psicologia archetipa, così come per le antiche tradizioni, è l’anima femminile…..  è la fonte del femminino

è tutto quanto è istinto, è un insieme di mondi visibili e nascosti, è la base ….    ognuno riceve da lei una cellula spendente che contiene tutti gli istinti e le conoscenze necessarie alla vita

<<  è la forza Vita/Morte/Vita, è incubatrice. È intuito, veggenza, colei che sa ascoltare, è il cuore. Incita gli esseri umani a restare multilingue, spediti nei linguaggi dei sogni, della passione della poesia.

Sussurra nei sogni notturni, si lascia dietro, sul terreno dell’anima di una donna, un cappello ruvido e impronte fangose, che ricolmano del desiderio di trovarla,

di liberarla

di Amarla !

<< lei è idee, sentimenti, impulsi e memoria. La si è perduuta e pressocchè dimenticata per tantissimo tempo. È la fonte, la luce, la notte, l’oscurità e l’alba. A lei appartengono gli uccelli che ci rivelano i segreti. È la voce che dice :

Da questa parte …. Di qua

È colei

che tuona contro l’ingiustizia,

che gira come una grande ruota,

è la fattrice dei cicli,

che lasciamo a casa affinchè la custodisca,

da cui andiamo a casa

è la radice fangosa di tutte le donne

è quello che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite

…….. >>

Grazie Clarissa  !

Ritrova la tua Donna Selvaggia

imparando ad ascoltare i consigli, le lodi positive perché nutrono l’anima creativa 

sviluppando l’abilità di mettersi continuamente in gioco, di non arrendersi mai davanti ad ogni tipo di ostacolo, di non pensare che esiste solo una scelta, solo una risposta, solo una strada. La vita offre una miriade di possibilità e di scenari sempre nuovi.

Bisogna agire, dire, fare, essere.

 Essere selvagge:

per creare, per ritrovare se stesse bisogna essere libere di provare, di sbagliare, di commettere azioni apparentemente lontane dalla logica comune. Ogni forma di creatività è arte e spesso viene tacciata come qualcosa di folle, semplicemente perché rivoluzionaria, lontana da standard comuni, distante dal conosciuto e dal prevedibile.

 non permettere alla paura di paralizzare il blocco creativo, per la paura del fallimento. Il fallimento più grande non è agire e sbagliare, ma rimanere fermi, immobili. Solo il movimento permette di esplorare il mondo, fuori e dentro di noi.

ritagliare un tempo per se stesse; un fine settimana, un giorno, un pomeriggio o anche dieci minuti al giorno. Imporre a se stesse e agli altri l’idea che quel tempo è solo vostro e non è condivisibile.

 Ricordarsi che non esistono solo gli altri,

“ci siamo anche noi e basta”.

Se non nutriamo noi stesse finiremo per aver

“fame di tutto”.

 Dopo aver donato a se stesse uno spazio di creatività bisogna proteggerlo, investendolo dell’importanza che merita.

Una volta ottenuto uno spazio per sé e aver liberato la creatività insita in ognuno di noi, bisogna impegnarsi a migliorarne la qualità.

Per accettare se stesse, per reagire, per donarsi tempo, per far riemergere la vita creativa bisogna nutrire ogni nostra azione e per fare ciò servono:

“tempo, dedizione, passione e sovranità”.

a cura di LF

 

 
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Pubblicato da su 8 marzo 2016 in Blog

 

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