RSS

Archivi tag: cervello

Per guarire bisogna cambiare punto di vista riguardo a se stessi.

c1cc21ac5b2242769fb270d598861109

 

Dietro ogni malattia c’è il divieto di fare qualcosa che desideriamo oppure l’ordine di fare qualcosa che non desideriamo.

Ogni cura esige la disobbedienza a questo divieto o a quest’ordine

E per disobbedire è necessario abbandonare la paura infantile di non essere amati; vale a dire di 

 

essere abbandonati.

 

Questa paura provoca una mancanza di coscienza: non ci si rende conto di quello che si è davvero, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che noi siamo.

Se si persiste in questa attitudine, si trasforma la propria bellezza interiore in malattia.

La salute si trova solo nell’autentico,

non c’è bellezza senza autenticità,

ma per arrivare a quello che siamo davvero 

dobbiamo eliminare quello che non siamo. 

Essere quello che si è: questa è la felicità più grande.

Insieme ai propri ordini o divieti, i genitori imprimono delle parole nella memoria dei loro 

figli che più tardi agiscono come predizioni; il cervello ha la tendenza a realizzarle.

Per esempio:

“Se ti accarezzi il sesso, quando sarai grande diventerai una prostituta”,

“Se non fai lo stesso lavoro di 

tuo padre e di tuo nonno morirai di fame”,

“Se non sei obbediente, quando sarai grande ti 

metteranno in prigione”… 

 

Queste predizioni, arrivando all’età adulta, si convertono in una minaccia angosciante.

Il miglior modo di liberarsene è quello di realizzarle in forma metaforica: 

invece di ridurre la minaccia, bisogna abbandonarsi ad essa.

La famiglia, in complicità con la società e la cultura, ci crea innumerevoli abitudini:

 

mangiamo un certo tipo di cibi,

abbiamo un numero limitato di precetti,

idee,

sentimenti,

gesti ed azioni.

Ci circondano le stesse cose. 

 

Per guarire bisogna cambiare punto di vista riguardo a se stessi. 

 

L’Io che patisce la malattia è più piccolo d’età rispetto a noi: è una costruzione mentale preda del passato. 

Quando ci liberiamo dal circolo vizioso delle nostre abitudini, scopriamo una personalità più autentica e, per ciò stesso, sana.

Quando emerge un impulso dall’inconscio,  possiamo liberarci di esso solo realizzandolo.

Per questo è necessario agire,

non di parlare soltanto. 

Alejandro J.

 
 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

               occhio

               

                   Freud espresse la necessità di approfondire la comprensione dei fenomeni dei sintomi oculari di tipo nevrotico, lamentandone la scarsa accessibilità per la professione psicanalitica.

I disturbi visivi impediscono una corretta visione del mondo esterno.

E gli occhi sono un organo bersaglio privilegiato sempre più frequentemente.

Talvolta non è sufficiente distogliere lo sguardo o voltare la testa.

Talvolta non si riesce a chiudere gli occhi e dimenticare:    i disturbi visivi, 

quindi tutti i vizi di refrazione come  :

miopie,

ipermetropie

e astigmatismi

o tutte le malattie oculari,

possono, in modo assai più efficace e spesso permanente, rimuovere ciò che ci disturba.

                    Il nostro inconscio è in grado di scotomizzare, annullare, indebolire o modificare la realtà che non vuole più sopportare e lo fa tramite l’azione biochimica o biomeccanica,

cioè i neuropeptidi o gli squilibri della motilità oculare, della convergenza e della accomodazione.

 

                Reich ha affermato  che i muscoli oculari sono influenzati dagli stati emotivi.

E oggi sappiamo quanto la rigidità e l’inflessibilità dei muscoli oculari favoriscono le alterazioni rifrattive.

 

Pensate,per  esempio, che  il blocco dei movimenti oculari

impedisce il collegamento neuronale.

Ovvero la soppressione visiva temporanea nelle fasi iniziali della vita può impedire per sempre un corretto sviluppo della capacità visiva.

La miopia può essere una espressione ideale per controllare meglio un ambiente in cui si vive sempre in uno stato di difesa,

l’ipermetropia una  corretta realizzazione della propria aggressività e del vuoto interiore

infine 

l’astigmatismo l’espressione per l’esigenza di dover vedere ogni cosa sempre da più lati contemporaneamente.

 

Gli occhi esplorano il mondo….. e  se,  il mondo ti sconvolge, gli occhi ne subiscono le conseguenze.

Uno studio olandese di prevalenza delle alterazioni oculari in più di 1500 persone affette da deficit mentale da medio a grave, ha messo in evidenza un tasso molto elevato di problemi visivi.

Più della metà presentava un problema rifrattivo, circa la metà uno strabismo e quasi un quinto di loro era affetto da cataratta.

Il processo della visione è un complesso meccanismo dove gli occhi captano ed elaborano, il sistema nervoso organizza e la psiche percepisce.

Noi vediamo col cervello, attraverso la funzione binoculare,

ma è la mente che ci rende consci del vedere.

Questa percezione è fondata sulla memoria e quindi impariamo a vedere tramite l’esperienza.

La visione, nel suo complesso, migliora con la conoscenza; 

noi non possiamo vedere, sotto un certo aspetto, ciò che non conosciamo ancora.

Il neonato sa usare il tatto e l’udito meglio dell’organo visivo, all’inizio,ma ben presto l’occhio diventa l’organo sensoriale dominante.

 

Il neonato

vede poco, ma questa sua capacità si affina col tempo.

Il marinaio

vede il cielo che prepara la tempesta meglio di un cittadino.

 

L’eschimese

vede e misura e definisce il colore bianco meglio di un non nativo e un medico specializzando esplora il fondo oculare di un paziente meno bene di un oftalmologo esperto;

 

quanto più impariamo a vedere, quanto meglio vediamo, poichè vedere è un’acquisizione sempre perfettibile nel tempo.

 

Come afferma Huxley, il vedere è

” un’arte”

Peraltro Skeffington dichiarò:

 

“Chi è instabile nel suo mondo visivo è insicuro nel suo ego”.

Resta da capire dove è la causa e dove l’effetto e, soprattutto, se esistono veramente causa ed effetto.

 

In realtà, probabilmente, i due processi

 

 quello visivo come quello psichico si auto-alimentano.

 

Già Leibniz diceva che innumerevoli osservazioni ci portano a concludere che generiamo in ogni momento un’infinità di percezioni non accompagnati da consapevolezza o riflessione cosciente.

Ci sono conoscenze inconsapevoli e conoscenze dell’inconscio:

tante decisioni che prendiamo convinti da quello che consideriamo il nostro libero arbitrio, in realtà, sono influenzate da immagini subliminali o parole
o atteggiamenti o messaggi inconsci che tempestano la nostra mente.

Bates afferma che anche le immagini captate e rifiutate, in qualche modo, impregnino la nostra memoria e che sia possibile con adeguati esercizi farle riaffiorare alla nostra coscienza.

 

Anche le emozioni negative influenzano la nostra visione…..

 

 Il pessimista

“vede tutto nero”

 

Il perfezionista diviene

“cieco per la rabbia”

 

Il pauroso ha

“la vista che balla”, ecc.

 

Non sono solo eufemismi:

collera, orgoglio, ambizione, invidia, isolamento,
minacce, ostacoli, impotenza, conflitti, influiscono sulla resa della nostra funzione visiva o preludono a vere malattie…….

malattie che si chiameranno calazi,  uveiti recidivanti, glaucomi,  retiniti…

 

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 30 marzo 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: