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Primavera …. tempo di Ri-nascita da premio Nobel

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“ La cellula è immortale

E’ semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada.

Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente  “

 Alexis Carrell

Immagina cosa succede a casa tua dopo un tre mesi che

non lavi le tende ……

non aspiri la polvere dai tappeti …..

non lavi i pavimenti ……

anzi nascondi i rifiuti sotto i mobili , la casa diverrebbe un luogo invivibile …..

Una domanda nasce spontanea  :

perché costringi le tue cellule a vivere in un ambiente Malsano ?

Scherzi a parte, così come è fondamentale pulire la casa in cui viviamo lo è altrettanto ed ancor di più per le nostre cellule.

Il premio Nobel  Alexis Carrell  fu insignito del  Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1912, per i lavori

sulla coltivazione a lunga scadenza di tessuti in vitro 

nonché sulle suture vascolari, sul trapianto degli organi ed in particolare per aver inventato un nuovo metodo di sutura delle ferite profonde e per aver evitato le emorragie postoperatorie (a quel tempo frequentissime), trombosi e altre complicanze

infatti dimostrò realmente in laboratorio che

la chiave  per mantenere in perfetta salute una cellula è quella di liberarla dai residui dentro e intorno ad essa

 

Sai di quante cellule è composto il nostro corpo ?

3.72 × 1013,

ovvero: 37.200.000.000.000

ovvero 37.200 miliardi.

 questo il numero di cellule che compone grossomodo il corpo umano, secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Annals of Human Biology.

Con questa breve premessa, a tratti ironici, ho voluto riportarti le ragioni scientifiche di quanto sia importanti depurarsi ad ogni cambio di stagione e non solo.

Volevo sottolineare, solo un ultima cosa … che  si tratta di una ricerca scientifica fatta in laboratorio ….  da premio Nobel …. datata nel lontano 1912 …..   un secolo fà

 

Quindi va da se che al nostro corpo succede la stessa cosa di quando non facciamo le adeguate pulizie in casa, un corpo sporco si manifestano  con  

ritenzione idrica,

gonfiori intestinali,

tossiemia ematica,

infezioni e infiammazioni dei tessuti.

Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita, consiste nell’accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi.

Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine.

Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli e nessuno ce lo dice.

La saggezza arriva prima … tutte le medicine tradizionali hanno dato sempre un enorme importanza a questa pratica, aiutando in special modo gli emuntori,

eccoti  3  semplici consigli

del tutto naturali per Ri-nascere non solo nel corpo ma anche nella parte più sottile e spirituale… 

Primo Passo

Iniziamo da un importante tisana :

45 gr  Malva foglie

30 gr  di Mirtillo foglie

30 gr semi di Lino

Come si prepara :

per una tazza da 250 ml

un cucchiaio del mix di erbe versare sopra acqua bollente lasciare in infusione 10 minuti e filtrare, aggiungere 30 gocce di macerato glicerico di ficus carica. Berla senza è più efficace nel caso addolcire con miele, ma, bio.

Per ottenere buoni risultati, assumere il rimedi per almeno 15 giorni nella misura di 2 tazze al giorno lontano dai pasti.  

Durante questo periodo bere al mattino un centrifugato :

400 ml di succo di carote  

Secondo Passo

 Altra tisana fondamentale alla depurazione  

25 gr Cardo Mariano semi  

25 gr carciofo foglie

25 gr Tarassaco radice

25 gr Rosmarino foglie

Come si prepara :

per una tazza da 250 ml

un cucchiaio del mix di erbe versare sopra acqua bollente lasciare in infusione 10 minuti e filtrare.

Berla senza è più efficace nel caso addolcire con miele, ma, bio.

Per ottenere buoni risultati, assumere anche questo rimedio per almeno 15 giorni nella misura di 2 tazze al giorno lontano dai pasti.

Durante questo periodo bere al mattino un centrifugato :

composto da : 300 ml succo di  carote  –   90 ml succo di barbabietola –  90 succo  ml  di cetriolo

Terzo Passo

150 gocce di macerato glicerico di Linfa di Betulla in un litro di acqua naturale da bere durante la giornata 

Durante questo periodo bere al mattino un centrifugato :

composto da : 300 ml succo di  carote  –   180 ml succo di spinaci 

Ricorda un ultima cosa, e, non ultima per importanza corpo ed anima sono l’espressione diverse di uno stesso stato quindi un corpo intossicato crea malessere psichico ed emotivo

 Ps

forse non è un caso che molti psichiatri di vecchia generazione in caso di depressione prescrivano  glutatione.

 

ma…..  già Ippocrate con la sua teoria umorale parla di  bile sia gialla ( rabbia/collera ) che nera ( maliconia), 

a cura di  LF

nb

il presente articolo non annulla o sostituisce atto medico

 

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….. vista ed emozioni, uno studio antico di oltre 2000 anni …

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Per  una Vita sana

è fondamentale avere  una Visione sana della vita

ed è oltremodo necessario  liberarsi di tutte le emozioni negative ……  come   ?

 

proprio come si fa  con i vestiti tarlati

Esiste una tecnica  molto antica, alcuni la fanno risalire a 5000 anni fa,  altri a 2000  anni fa, altri ancora a circa 1000 anni fa.

Fu il movimento che ha avuto, sempre,  una particolare attenzione allo studio dell’animo umano,  che ne ha lasciato le prime tracce, sto parlando  dell’enneagramma, attraverso, la quale tecnica, si scopre come  particolari passioni o vizi sono alla base di cattive risposte somatiche fino alla realizzazione della malattia.

Vediamo come questi insegnamenti millenari ci spiegano la relazione tra animo è corpo/materia, attraverso un linguaggio simbolico, la parola simbolo deriva dal greco   sun + ballein  significa

” unire,  tenere insieme ”

 Secondo Jung non esiste solo un inconscio personale, individuale, ma anche un inconscio collettivo, sottostante al primo, nel quale compaiono immagini primordiali, gli archetipi comuni a tutti l’umanità.

Ecco che il simbolo quindi a livello inconscio è qualcosa che permette a due elementi di ritrovarsi, di stare insieme,  di   ” coesistere “.

La scrittura primordiale, espressione ” materiale ” del linguaggio parlato, era fatta proprio di simboli.

Il linguaggio quindi porta in sé fin dai primordi le valenze simboliche più profonde.

 

 

L’ira trattenuta, può sviluppare, in soggetti giovani e improvvisamente, la corioretinopatia centrale, ben documentabile con mezzi diagnostici quali l’OCT o la fluorangiografia, e cioè un edema maculare acuto che può ridurre la visione a 1/10 o poco più.

 

I fattori psichici modellano un organo e la sua funzione e una certa malattia esprime lo stato mentale del soggetto malato.

 

La visione non è un sistema rigido, naturalmente, ma risponde a un processo dinamico che mette in relazione l’individuo, dotato di un certo patrimonio genetico e costituzionale,

con l’ambiente in cui vive ,

con le necessità che deve superare

e con il suo atteggiamento conscio e inconscio.

Come sempre il linguaggio simbologico e i miti costituiscono un terreno fecondo di informazioni utili a seguire la nostra ricerca verso le motivazioni individuali che rendono necessaria la malattia oculare.

Tra gli eschimesi

“colui che ha occhi”

è lo sciamano:

frequentemente gli sciamani siberiani indossano caschi corone con frange che coprono gli occhi perché gli sciamani devono usare solo lo sguardo interiore.

 Nella mitologia egizia, si racconta che il dio Horus fece a pezzi il malvagio dio Seth per vendicare il padre Osiride, ma perse un occhio.

L’occhio strappato di Horus era la Luna, cioè il sinistro, e fu trovato in una rete da pesca:

 

la retina ha un aspetto di rete e “pesca” immagini.

 

L’occhio di Horus è famoso nella iconologia egizia e costituiva per il popolo minuto, nelle epoche più tarde, un talismano di indiscusso potere apotropaico.

Bisogna perdere un occhio, cioè se stessi, e, nel caso di Horus, la propria parte sinistra, cioè femminile, passiva, emozionale, ricettiva, che si abbandona, perderla alla vita materiale per integrarla in una visione superiore e
ritrovare la parte autentica di sé.

I disturbi  oculari hanno a che fare, quindi, con una visione “altra”, diversa  da quella che la nostra esperienza ci impone e che noi censuriamo dentro di noi.

Quando restiamo legati agli schemi abituali del nostro vedere, il nostro inconscio ci suggerisce che esiste altro da indagare.

 

I disturbi della vista, quindi, sotto questo aspetto, hanno a che fare con la nostalgia di una visione che le abitudini gli schemi mentali ci fanno dimenticare.

 

Ma esistono molte altre simbologie che toccano l’occhio, l’unico organo che deriva contemporaneamente da tutte e tre i foglietti embrionali.

Prendiamo ad esempio un altro aspetto simbolico, quella della relazione fra occhio, bile e fegato,  legata alla storia di Tobia nella Bibbia approvata dai cristiani.

 

Tale vicenda che racconta la guarigione di Tobia ottenuta con la bile del pesce si pensa che risalga al tempo di Assarhaddon re di Assiria (681-669 AC).

Fin dai tempi antichi la bile, detta anche fiele, si usò sempre contro le macchie corneali soprattutto se, secondo Oribasio, era di iena, di vipera o di aquila.

La bile proviene dal fegato, peraltro, e con il fegato, si facevano, come consigliava Ippocrate,

 

fumigazioni adatte alle malattie oculari.

 

Tobia, guidato dall’arcangelo Raffaele, in incognito, riesce finalmente a guarire gli occhi del padre Tobi con la bile e il fegato del grande pesce.

Nella storia di Tobia troviamo tutti gli ingredienti dell’opera in nero alchemica come il cane che precede sempre Tobia, la notte, la purificazione dei piedi, ecc.

Alla fine, mentre Tobia si lava i piedi, vicino a un fiume, un enorme pesce balza dall’acqua per divorargli un piede.

Nonostante la paura, su consiglio di Raffaele, Tobia estrae il pesce e lo sviscera, conservando,però, il cuore, il fegato e la bile.

E con la bile, infine, dopo il matrimonio con Sara, cioè la parte femminile di sé, la propria Eva, finalmente uomo integrato e integrale, Tobia potrà tornare e guarire gli occhi del padre, spalmandogli sopra la bile del
grande pesce.

Pesce che è evidente parallelo della balena di Giona, che ancora simbolizza il nostro inconscio.

Un piccolo particolare di questa storia ricca e complessa, pregna di elementi simbolici di ogni ordine e grado, è molto interessante.
Dopo che Tobia ha spalmato la bile, ci vuole circa mezz’ora prima che Tobia  guarisca e solo allora fuoriesce dall’occhio una pellicina biancastra simile all’uovo che, estratta da Tobia, immediatamente reintegra la vista di Tobi.

 

Cioè la vista vera può scaturire solo da un uovo, da una rinascita autentica, dalla conclusione di un ciclo.

 

La maggior parte delle malattie del fegato e della cistifellea sono legate al rifiuto

 

“di vederci chiaro”,

 

un rifiuto di discriminare il grano dal loglio,

il rifiuto di voler scavare dentro di sé verso i beni più profondi,

facendosi occupare da ostilità di scarso valore.

E ci vuole infatti coraggio (aver fegato!) per riuscire a rendere utile il nocivo, e saper utilizzare e trasformare il bene in male.

E infine l’occhio legato al mito dell’androgino o dell’incesto alchemico,

L’atto del guardare è attivo, predatorio, yang; l’atto del vedere è passivo, raccoglitore, yin.

Il cristallino giace dentro l’occhio come un feto dentro la madre.
L’occhio è come un uovo. Dove vive il maschile in connubio profondo col femminile.

 

Dove germina la vita.

 

Nell’antico Egitto si pensava che tutto l’Universo avesse avuto origine da un uovo.

È curioso come fin dall’antichità convivessero due spiegazioni sul meccanismo della visione.

 

Uno ordinava il vedere come un invio di raggi dal nostro occhio verso il mondo, come una cattura (pesca) di oggetti del visibile e l’altro, invece, come un recepire passivo di raggi che dall’esterno occupavano i nostri
sensi visivi.

E non necessariamente, dalle fonti antiche, i due processi erano in antitesi.

L’occhio è un padre cacciatore ma altresì una madre che, generosamente, accoglie.

 

È quindi, un organo bisessuato, maschile e femminile contemporaneamente.

 

In greco antico il termine “ophthalmos”, scomposto, prevede un significato che, quindi, non ci può più sembrare singolare:

intima camera nuziale.

 

Dove il maschile e il femminile si conoscono e generano.
Generano il senso che, in assoluto, utilizziamo di più nella nostra vita:

il vedere, la vista.

 

Lo stesso paradigma viene ripetuto nel termine:

 

“talami ottici”

 

riferendosi alle strutture cerebrali superiori che radunano le informazioni raccolte dai nervi ottici.

 

Nel Vangelo gnostico di Filippo si afferma che il letto nuziale non è per gli schiavi e le donne impure, ma per gli uomini liberi e le donne vergini.

 

Perché solo i maschi e le femmine che sanno possono raggiungere la vera camera nuziale.

 

Maschi e femmine che sono come fratello e sorella perché generati dalla stessa razza e appartenenti alla stessa famiglia spirituale.

 

Nell’antico testo egizio:

“Il mito della vacca celeste”, il dio Ra,

padre dell’umanità, espressamente afferma che gli uomini sono nati dal suo occhio.

 

E la malattia oculare, infatti, trae concordanze con la capacità o meno di generare all’interno dell’occhio quelle immagini, figlie e figli del mondo che invaderanno la nostra mente.

 

Infine, quando siamo innamorati le pupille si dilatano e vedremo negli occhi dell’amante e amato noi stessi rovesciati al contrario.

 

 

 

le informazioni sono tratte da appunti  personali ed atti del congresso SIMP
( Società Italiana Medicina Psicosomattica)
 
 

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Aprile ! il mese della Ri-nascita ….. Ri-generazione …… Rin-giovanimento

noci-antiossidanti

Aprile dolce Dormire

L’adagio si riferisce al fatto che, in questo mese primaverile, si comincia ad assaporare un tepore così piacevole che induce maggiormente al relax e al sonno.

Lo stesso termine “Aprile” viene da “aperit”, che in latino significa

“aprire, far sbocciare”.

Gli ultimi studi in materia, hanno evidenziato che in questo periodo,  il nostro cervello effettua una sorta di cambio di stagione ovvero attiva un programma De-tossinante 

In questo modo le energie si rinnovano ed è proprio questo a provocare una sonnolenza che a sera, si trasforma in un piacevole sonno.

Il cervello facendo il suo lavoro ci lascia in pace, rinviando ad altri momenti dell’anno ansie e paure……

…. solo se ci opponiamo alla Ri-nascita, all’unisono con la natura, all’infuori di noi, si presentono le ansie da cambio di stagione.

Come fare ?

Cosa Mangiare ?

Sempre dalla Natura arriva un aiuto Straordinario !

 

La vitamina B7 detta anche Inositolo, presente in 

  1. cereali integrali

  2. agrumi

  3. torlo d’uovo

  4. noci

detta vitamina favorisce il  ” respiro cellulare ” , il beneficio che traiamo da questa processo è :

  1.  aumenta il livello energetico  

  2. previene nervosismi e depressioni primaverili

  3. migliora il metabolismo del colesterolo, poichè stimola la produzione di lecitina nell’organismo, l’azione di quest’ultima è risaputa che ripulisce l’arterie dai depositi di grasso veicolandoli al fegato per poi essere eliminati attraverso la bile

  4. promuove la crescita dei capelli 

  5. utile in caso di infiammazione della pelle

 

   La chicca Alimentare ……. ars culinaria 

Non  solo Sano ….. anche Buono ! 

Pasta integrale di Farro con pesto di asparagi e crumble di noci 

 

 

classico mono piatto che associato ad un antipasto di cruditè, completa il pranzo

pesto

Ingredienti  per 1 Porzione

60 gr. di pasta

20 punte di asparagi 

4 noci

1 cucchiao di parmigiano

Buon appetito !

edito da  Lidia e Rosaria Fontanella

clicca qui

Rosaria Fontanella – Alimentazione Salutogenica

 
 

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