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…….. il più Prodigioso Farmaco Naturale

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                 Le prime testimonianze dell’utilizzo da parte dell’uomo sono databili a circa 10 mila anni fa.

Si tratta di quel che è da sempre chiamato

 ” Nettare degli Dei “

Il Miele

 

               Al miele è stato da sempre attribuito un valore sacro e un’origine divina, come ne  testimoniano i miti, per citarne qualcuno il mito 

 – di Dioniso allevato dal miele da una ninfa e di Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, che insegnò agli uomini l’arte dell’apicoltura.

– di Zeus nutrito dal latte della capra Amaltea e di miele dalle figlie di Melisseo, 

Il miele era anche simbolo di rigenerazione dopo la morte, ed era usato nei culti funerari ad  Atene fin dal  V secolo avanti Cristo.

 

 Aristotele…. Varrone….. Plinio…. tutti hanno decantato le virtù del miele

Gli usi del miele nell’ antichità  era  diversi, tant è che  veniva utilizzato

 come dolcificante, ed,  era presente sia sulle tavole dei poveri che dei ricchi,

come condimento, 

nel confezionamento di piatti di pesce e di legumi, di confetture di frutta e sciroppi, di focacce

anche  come conservante era utilizzato con frutti come mele, cotogne, e pere.

Dalla sua fermentazione veniva prodotto l’ idromele , molto popolare nel Medioevo.

 

Il Miele insieme al latte, costituiva un alimento dato ai bambini delle fasce sociali più alte, spesso anche per calmare i pianti; 

oggi, dall’Università Neozalendese di Waikato, arriva la conferma anche scientifica che il

 

Il Miele è un ottimo ansiolitico 

  

 grazie alle sue eccezionali proprietà antiossidanti, è in grado di tenere l’ansia sotto controllo e anche di rallentare il processo di invecchiamento.
La  scoperta arriva dopo dodici mesi di osservazione di tre gruppi di topolini, ognuno dei quali portato a seguire una dieta diversa, rispettivamente a base di miele, saccarosio e niente zucchero del tutto.
Gli studiosi hanno registrato il comportamento assunto dai diversi gruppi di roditori all’interno di un piccolo labirinto.

Lo studio ha così evidenziato che i topolini nutriti a miele trascorrevano nelle parti più esposte del labirinto quasi il doppio del tempo rispetto agli altri, manifestando un basso livello ansiogeno.

Non solo;

questi topi infatti si sono dimostrati in grado di ispezionare nuove zone dell’ambiente, mostrando di essere perfettamente in grado di ritornare sulle proprie tracce, grazie a un più sviluppato senso dell’orientamento.

Da qui hanno preso dunque spunto gli approfondimenti sulle virtù placa-ansia del miele, portando a risultati di tutto interesse.

Nicola Starkey, sostiene che

 

  “le diete arricchite di miele possono essere benefiche nel ridurre l’ansia e nel migliorare le capacità mnemoniche, a rischio durante l’invecchiamento”.

 

dalla medicina popolare,  eccovi la  ” cura del miele ” che può essere fatta da tutti ed in special modo dalle persone adulte, che soffrono di disturbi nervosi di origine varia.

La medicina popolare ne garantisce i  risultati, specie se viene ripetuta, ( con un intervallo di due o tre settimane, tra un ciclo e l’altro) rispettando le norme dietetiche.

In  realtà è una terapia disintossicante a carattere generale, ciclica, della durata di 10 settimane.

Durante la cura non si deve

ne  fumare,

né bere bevande alcoliche, birra, coca cola, soda, bibite gassate, vino nuovo,

Mangiare poca carne (carne di maiale, niente, né grassi di maiale),

abbondante verdura fresca,

niente aceto,

né sottaceti;  

utilizzare  sale marino.

” Cura del Miele “

comprate

 50 gr. di camomilla fiori,

 50 gr. di achillea;

miscelate assieme le due erbe medicinali, conservandole in un vasetto di vetro, chiuso;

 fate bollire un quarto e mezzo d’acqua, spegnete, aggiungete un cucchiaino abbondante, più un cucchiaino rasato, della miscela di erbe;

filtrate dopo 5 minuti; tenerla in un termos

alla tisana di un quarto e mezzo, così preparata, dovete aggiungere,ogni giorno,una piccola quantità di miele, che varia ogni settimana, secondo lo schema seguente:

1^ settimana: mezzo cucchiaino di miele, vale a dire un cucchiaino rasato;

2^ settimana: un cucchiaino abbondante di miele;

3^ settimana: un cucchiaino abbondante di miele, più uno rasato;

4^ 5^ 6^ 7^ settimana: due cucchiaini di miele;

8^ settimana: un cucchiaino abbondante, ed uno rasato;

9^ settimana: un cucchiaino di miele;

10^ settimana: un cucchiaino rasato.

Il miele va aggiunto a tisana tiepida, bisogna berla in questo modo :

mezzo quarto :

mezz’ora prima di colazione

mezz’ora prima di pranzo

mezz’ora prima di cena

 

 

Altri sudi confermano che il miele 

è un ottimo cardiotonico, infatti  è molto utile al cuore in quanto lo tiene

in buona forma,

lo aiuta a superare stati di malattia.

Una nota molto importante,  che il miele deve essere assunto sempre e soltanto sciolto in acqua bollita, e fatta raffreddare affinché non perda le sue proprietà farmacologiche, in questo modo può essere assunto anche da chi ha valori di glicemia fino a 200, anzi con il tempo produrrà effetti benefici, in quanto stimola l’attività insulinica delle isole pancreatiche del Langerhans, ( per i diabetici non più di due cucchiaini al giorno)

ed ancora è utile nelle :

Nevrosi cardiache,

cardiopalmo di natura psicosomatica,

palpitazioni ansiogene.

Nb :

presenti suggerimenti non sostituisco ne annullano atto medico

 

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…. da Cuore a Cuore …………….

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Fissa la tua attenzione  sul

Conoscere  Te stesso 

sii cosciente in ogni momento di quello che

pensi,

senti,

desideri e

fai.

 

Finisci sempre quello che hai cominciato.

Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile.

Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.

Sviluppa la tua generosità senza testimoni.

Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.

Riordina ciò che hai disordinato.

Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.

Smettila di autodefinirti.

 

Non mentire e non rubare…….,

se lo fai menti e rubi a te stesso.

 

Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te.

Non desiderare di essere imitato.

Stila dei progetti di lavoro e realizzali.

Non occupare troppo spazio.

Non fare rumore né gesti che non siano necessari.

Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.

Non lasciarti impressionare dalle personalità forti.

Non impadronirti di niente e di nessuno.

Distribuisci in modo equanime.

Non sedurre.

Mangia e dormi il minimo indispensabile.

Non parlare dei tuoi problemi personali.

Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti.

Non stringere amicizie inutili.

 Non seguire le mode.

 Non venderti.

Rispetta i contratti che hai sottoscritto.

Sii puntuale.

Non invidiare i beni o i successi del prossimo.

Parla il minimo indispensabile.

Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera.

Non minacciare mai.

Mantieni le promesse.

 

In una discussione, mettiti nei panni dell’altro.

Accetta di venire superato da qualcuno.

Non eliminare, trasforma.

Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio.

Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo.

Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare.

Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male.

 

Trasforma il tuo orgoglio in dignità.

Trasforma la tua collera in creatività.

Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.

Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro.

Trasforma il tuo odio in carità.

 

Non ti lodare e non ti insultare.

Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse.

Non ti lamentare.

Sviluppa la tua fantasia.

Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito.

Paga per i servizi che ti vengono dati.

 

Non fare propaganda delle tue opere o idee.

 

Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità.

Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore.

Non contraddire mai, taci.

Non contrarre debiti, compra e paga subito.

Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.

Se hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.

 

    Se ti accorgi di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi.

    Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle.

Non conservare oggetti inutili.

Non farti bello delle idee altrui.

Non farti fotografare vicino a personaggi famosi.

Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso.

 

Non definirti in base a quello che possiedi.

Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.

Accetta l’idea che nulla è tuo.

  

  Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità.

  

  Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro.

Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi.

 

 Non dimenticare i tuoi morti, ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita.

Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro.

Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi.

Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere.

Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio e fa’.

   

Non cercare di essere tutto per il tuo partner; accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli.

 

    Quando qualcuno ha il suo pubblico, non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti.

Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato.

Non ti vantare delle tue avventure amorose.

Non ti pavoneggiare delle tue debolezze.

Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo.

Ottieni per ridistribuire.

 

Se stai meditando e arriva un diavolo,

fallo meditare con te.

Gurdjieff

 

 
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Pubblicato da su 19 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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…… Una cosa molto semplice un tuo sorriso !!!!

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                       C’era una volta una pizzeria piccola piccola, in una viuzza stretta stretta.

 

La pizzeria aveva una porticina a vetri e un campanellino, che tintinnava appena.

In quella bottega si conoscevano tutti i segreti della vera pizza e facevano la pizza più buona del mondo!

                Mattia un giorno passò davanti alla vetrina della pizzeria.

Non aveva voglia di rientrare a casa……. erano due sere che a cena, in famiglia, il clima era teso e pesante

il suo papà masticava voracemente,

la sua mamma aveva gli occhi rossi e non parlava;

la sorellina Alice, di cinque anni, guardava l’uno e l’altra, con i suoi verdi occhioni da uccellino spaurito.

 

                Mattia parlava, parlava di tutto, ma nessuno lo ascoltava.

Così, trovandosi davanti all’insegna della pizzeria, Mattia si fermò a leggere  la prima pizza in elenco si chiamava Armonia.

Entrò, e il vecchietto che stava al banco, lo salutò con un sonoro

“Buongiorno!”.

“Vorrei prenotare una pizza Armonia, formato famiglia…

Per questa sera “

disse.

“Gli ingredienti base, li mettiamo noi”

 rispose l’anziano pizzaiolo, che poi aggiunse:

 “Tu devi portarmi da casa alcuni altri elementi indispensabili!”

 “Che cosa?”

 “Procurati un secchio, riempilo di tutte le cose belle che trovi, poi portalo qui. Vedrai…”

Mattia corse a casa.

La mamma lo vide entrare in cucina come un tornado e ritornare, poco dopo, con un grosso secchio di plastica blu.

Mattia le mise il secchio sotto il naso.

 “Mamma, per piacere, metti un bacio nel secchio!”

Sbalordita e sorpresa, la mamma di Mattia mandò un bacio nel secchio.

Mattia sparì di corsa.

Cominciò a raccogliere tutte le cose belle che trovava

una bella foglia verde,

gli spruzzi della fontana,

un po’ di tramonto,

due nuvole color arancio,

una preghiera della nonna,

una carezza del nonno,

il riflesso smeraldo degli occhioni verdi di Alice,

il ricordo di un bel voto preso a scuola,

l’abbaiare di un cane,

un “Bravo!” ricevuto dal papà…

Alla fine, trafelato, il ragazzo tornò nella pizzeria portando con sé il secchio, che pesava!

“Hai fatto proprio un buon lavoro!”

 disse il pizzaiolo

 “Ma, manca una cosa!”

 “Che cosa?”

chiese Mattia.

 “Una cosa molto semplice

un tuo sorriso!”

Mattia si chinò sull’orlo del secchio e si rispecchiò nell’acqua che aveva raccolto.

Felice, fece il più smagliante sorriso di cui fosse capace.

L’anziano prese il secchio e lo inclinò versando tutto nell’impasto della pizza che aveva preparato.

Allargò,

appiattì,

guarnì

e infine

infornò la pizza.

La piccola pizzeria si riempì subito di un profumo delizioso.

Mattia corse a casa tenendo nelle braccia l’enorme confezione di pizza.

Appena varcato l’uscio gridò

 “Mamma, non preparare niente per cena!

Ho portato la pizza!”

La mamma fece per protestare, ma il profumo della pizza e l’entusiasmo di Mattia la riempirono di tenerezza.

” La pizza !    Che bello ! ”

 disse Alice, contenta, battendo le mani.

Il papà arrivò a tavola un po’ imbronciato, ma il profumo della pizza gli fece mutare l’espressione, e in volto gli si allargò un sorriso.

Il profumo era buonissimo, ma il gusto della pizza era ancora migliore.

Tutti mangiarono, ridendo e scherzando. Alla fine il papà appoggiò una mano sul braccio della mamma, e disse:

 

 “Avete mai visto una mamma così bella e radiosa?”

 

Mattia non si era mai sentito così felice!

Un consiglio?

Prendiamo un secchio di plastica blu… 

cura di LF
 
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Pubblicato da su 18 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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……….Dare e Ricevere …. Piacere è un Bisogno e un’Estasi……

 

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e un oratore disse……..

 

 Maestro……….

 

parlaci del Piacere

 

 

Ed egli rispose, dicendo:

 

Il piacere è un canto di libertà,
Ma non è la libertà.

 

È la fioritura dei vostri desideri,
Ma non è il loro frutto.

 

È un richiamo profondo verso una vetta,
Ma non è il fondo né il culmine.

 

E l’ingabbiato che prende il volo

Ma non è spazio racchiuso.

 

 

Oh sì …..il piacere è

realmente un canto di libertà.

 

 

E io vorrei che lo cantaste a cuore aperto;

ma non vorrei vedervi perdere il cuore nel cantarlo.

 

Alcuni giovani tra voi cercano il piacere come se fosse tutto,

e sono giudicati e biasimati.

 

Non li giudicherei e biasimerei.

 

Io vorrei che cercassero.

Perché troveranno il piacere, ma non questo soltanto.

Il piacere ha sette fratelli, e, il minore di essi è più bello che il piacere.

 

Avete udito dell’uomo che, scavando la terra in cerca di radici, trovò un tesoro?

 

E alcuni anziani ricordano i piaceri con rimorso, come errori commessi in stato di ubriachezza.

 

Ma il rimorso offusca la mente, non la purga.

 

Dovrebbero invece ricordarli con gratitudine, come il raccolto di un’estate.

 

Ma se il rimorso li conforta, lasciate che si confortino.

 

E poi ci sono coloro che non sono né giovani per cercare né vecchi per rammentare;

 

E temendo di cercare e rammentare,

fuggono tutti i piaceri per non trascurare o offendere lo spirito.

 

Ma anche nella rinuncia trovano il loro piacere.
E così anch’essi trovano un tesoro, benché cercassero radici con mani tremanti.

 

Ma ditemi,

chi può offendere lo spirito?

 

Può l’usignolo offendere il silenzio della notte, o la lucciola le stelle?

E può la vostra fiamma o il vostro fumo opprimere il vento?
Credete che lo spirito sia un immobile stagno che potete turbare con un bastone?

 

Spesso, negandovi al piacere, non fate che ammucchiare il desiderio nel fondo buio del vostro essere.
Chissà che non vi attenda domani, quello che oggi appare omesso?

 

Anche il corpo conosce il suo retaggio e i suoi giusti bisogni e volontà non devono essere ingannati.

 

Il corpo è l’arpa dell’anima,

 E dipende da voi trarne musica dolce oppure suoni confusi.

 

 

E ora chiedete a voi stessi:

 

“Come distinguerò ciò che è buono nel piacere, da ciò che non è buono?”.

 

Andate per i campi e nei giardini, e imparerete che il piacere dell’ape è nel raccogliere il miele dal fiore,

Ma che anche il piacere del fiore è nel concedere all’ape il proprio miele.

Perché un fiore per l’ape è una fonte di vita,
E l’ape per il fiore un messaggero d’amore,

E a tutti e due,

ape e fiore,

dare e ricevere piacere è

un bisogno e un’estasi.

 

Uomini siate nei vostri piaceri

come i fiori e le api.

Gibran

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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….. Conviene essere onesti prima di tutto per se stessi e con se stessi…..

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L’onestà è un

Bene Unico

i più sono beni, falsi o ingannevoli.

Se ti convincerai di questo 

amerai appassionatamente la virtù,

amarla soltanto …. sarebbe troppo poco,

tutto ciò che essa toccherà sarà per te

ricchezza e felicità

comunque la pensino gli altri.

Sia chiaro che niente è buono se non è Onesto e che tutti i guai a ragione saranno chiamati beni, se baciati dalla virtù.

Gli

Uomini Onesti

sanno che le ricchezze si trovano in un luogo diverso da quello in cui vengono ammucchiate

sanno che si deve riempire

l’Anima 

non il forziere.

Se potessimo vedere l’anima di un uomo onesto e virtuoso

che bella figura

che splendore di magnificenza

e Serenità vedremmo.

Da una parte risplendono

la giustizia e la fermezza

dall’altra

la temperanza e la prudenza.

E oltre a queste

la pazienza

la generosità

l’affabilità

e bene raro in un uomo

l’Umanità.

Questo è quanto scriveva Seneca ne “ Lettere morali a Lucilio “ tra il 62 e 65 d.c.  

passano gli anni, i secoli, i millenni  …… e per l’essere umano pare  vi sia un parziale progresso e una parziale evoluzione,

cosa accade ?

cosa impedisce la totale evoluzione ?

negli anni in cui è vissuto Seneca le condizioni e la qualità di vita sono notevolmente al di sotto di quelle attuali.

Quali erano le aspettative di vita in quegli anni ?

Pare fossero di 27 anni, mai superare i 45 anni !

C’è da chiedersi come mai Seneca morì a 69 ?

tra l’altro suicida e non di morte naturale.

La fisica quantistica spiega che

i nostri pensieri,

stati d’animo,

emozioni sono in grado di modificare il DNA.

Seneca ne “l’arte di vivere “ ben spiega come essere felici e vivere bene e per questo in Salute.

Seneca sottolinea

 l’onesta come virtù,

l’onestà come fonte di gioia

l’onestà come fonte di ben essere

Attenti Bene !

L’onestà, infatti, riguarda prima di tutto il rapporto con se stessi.

Conviene essere onesti prima di tutto per se stessi e con se stessi.

              L’onestà con Se Stessi sembra quasi scontata, invece non lo è affatto !

per essere onesto con Se Stessi  ci vuole molto coraggio,

è una grande prova ! 

Pensa a quanto è può essere difficile, per alcune persone se non a volte impossibile,

 

riconoscere di avere sbagliato,

oppure riconoscere di avere un problema !

 

Eppure essere Onesti con Se Stessi è fondamentale per poter

 

Crescere ed Evolvere

 

Così Realizzi ciò che sei, ciò che Vuoi …… i tuoi sogni !

Essere Onesti con Se Stessi può significare dover  soffrire molto……. talvolta riconoscere di aver tenuto un comportamento sbagliato o di aver  un problema ci fa sprofondare in crisi ed è proprio questo che ci  fa soffrire e ci fa paura, ma, la crisi è necessaria in quanto porta con se un

notevole vantaggio  

ci spinge ad evolvere …..

dalla riflessione di una mente geniale

” Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

È nella crisi che sorge

l’inventiva,

le scoperte e

le grandi strategie.

Chi supera la crisi,

supera se stesso,

senza essere superato.

Chi attribuisce alla crisi

fallimenti e difficoltà,

violenta il suo stesso talento e

dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.

L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita.

Senza crisi non ci sono sfide,

senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c’è merito.

È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi, tutti i venti sono lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla;

tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla “

quanta saggezza e quanto  realismo nelle parale del genio ….

A. Einstein

quindi va da se che

 “Essere onesti con se stessi “

significa

Autoaffermarsi,

Evolvere e

StimarSi,

non ultimo vuol dire

 ” AmarSi “

 

avere 

Dignità

di cui l’Onestà ne è l’espressione.

a cura di LF 
 
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Pubblicato da su 30 ottobre 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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Cosa scegli di essere ….. quando …..

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Una giovane andò dalla madre per lamentarsi

della sua vita e di come le fosse difficile.

Si sentiva sfiduciata, quando risolveva un problema se ne presentava subito un altro ed era stanca di lottare,

tanto che credeva di darsi per vinta.

La madre la portò in cucina,

prese tre pentolini, li riempì d’acqua e li pose sul fuoco.

Quando l’acqua incominciò a bollire in uno mise delle carote, nell’altro delle uova e nell’ultimo dei chicchi di caffè.

Lasciò bollire l’acqua senza dire una parola, mentre la figlia osservava con impazienza, domandandosi cosa la madre stesse facendo.

Dopo venti minuti la madre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le mise su un piatto.
Tirò fuori le uova e le mise in una scodella.
Prese un colino, filtrò il caffè e lo mise in una tazza.
Guardando la figlia le disse:

“ Cara figlia mia, carote, uova o caffè: cosa scegli ? ”

La figlia stupita non rispose e la madre la fece avvicinare.

Le chiese di toccare le carote, che la ragazza trovò cedevoli, la invitò a rompere un uovo, ormai diventato sodo e le fece annusare e assaporare la tazza di caffè fumante, dall’aroma ricco e profumato.

Finalmente la figlia le domandò:

“ Cosa significa tutto questo, madre ? ”

La madre le spiegò che tutte le cose avevano affrontato la stessa avversità,

“l’acqua bollente”,

ma avevano reagito in maniera differente.

La carota, forte e superba, aveva lottato contro l’acqua, ma era diventata debole e molle.

L’uovo, così fragile nel suo guscio sottile che proteggeva l’interno liquido e nutriente, si era indurito.

I chicchi del caffè,

invece,

avevano fatto il miracolo:

dopo essere stati nell’acqua, bollendo, l’avevano trasformata.

 “Cosa scegli di essere, figlia mia ?

Quando l’avversità suona alla tua porta, come rispondi?

Sei come la carota che sembra forte, ma quando il dolore ti tocca diventi debole e priva di forza ?

Sei come un uovo che nella sua fragilità nasconde un cuore tenero e un carattere buono, ma che le prove della vita induriscono ?

Il guscio sembra sempre lo stesso, ma l’interno è amareggiato e inaridito.

Oppure sei come un chicco di caffè,

che cambia l’elemento che gli causa dolore e nel punto di ebollizione raggiunge

il suo migliore aroma e sapore?

Come un chicco di caffè, proprio quando le cose ti vanno male puoi reagire in maniera positiva e diffondere con il tuo atteggiamento

“il profumo del caffè”

intorno a te.

Le persone più serene e felici non sono quelle a cui tutto va bene,

ma quelle che

sanno prendersi il meglio della vita,

 

nonostante tutto.

Figlia mia, possa tu avere

abbastanza gioia da renderti dolce,

abbastanza prove da renderti forte e

abbastanza speranza da renderti felice.

……. quando ti senti male e le difficoltà della vita ti sembrano enormi, fa si che  l’acqua bollente si trasformerà in un caffè fragrante e profumato.

 

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bimbo

 

 

Siamo convinti che la nostra vita

sarà migliore quando …..

saremo sposati,

avremo un bambino,

e poi un altro.

Poi ancora ci sentiamo frustrati

perché ……

i nostri figli non sono abbastanza grandi e

saremo più contenti quando lo diventeranno.

In seguito siamo esasperati

perché

dobbiamo occuparci di adolescenti.

Siamo convinti che saremo felici

quando avranno superato

questa fase della loro vita.

Ci diciamo che staremo meglio

quando il nostro partner avrà

risolto i suoi problemi,

avremo un’automobile migliore,

potremo fare una bella vacanza,

quando andremo in pensione.

La verità è,

non c’è momento migliore per

essere felici di quello che

stiamo vivendo.

 

Se non ora, quando?

 

La tua vita sarà sempre piena di sfide.

E’ meglio accettarlo e decidere di essere

comunque felice.

 

 

” Per molto tempo ho avuto

l’impressione che la vita stesse

per iniziare  

la vita vera.

Ma c’era sempre qualche ostacolo

sulla via, qualcosa che

prima bisognava risolvere,

qualche affare in sospeso

che richiedeva ancora del tempo,

o un debito da estinguere.

In seguito la vita sarebbe iniziata.

Alla fine mi sono reso conto che

questi ostacoli erano la mia vita”.

Alfred Souza  

Questo modo di percepire le cose

mi ha aiutato a capire che

non esiste una via che

porti alla felicità.

La felicità è la via.

Quindi

prendi a cuore ogni momento

che vivi e valorizzalo di più

perché lo hai condiviso con

qualcuno speciale,

abbastanza speciale da

trascorrere del tempo assieme…

e ricorda che

 

il tempo non aspetta nessuno !!!

 

Quindi smetti di…

aspettare di finire la scuola,

di tornare a scuola,

di perdere 5 Kg,

di prendere 5 Kg,

di avere dei figli,

di vedere i tuoi figli andar via di casa,

di cominciare a lavorare,

di andare in pensione,

di sposarti,

di divorziare,

che arrivi il venerdì sera,

la domenica mattina,

di avere un’automobile

o una casa nuova,

di finire di pagare l’automobile o

la casa,

che giunga la primavera,

l’estate,

l’autunno,

l’inverno,

di essere benestante,

di arrivare al primo o

al quindici del mese,

di godere del successo della tua canzone,

di bere,

di riprenderti da una sbornia,

di morire,

di nascere nuovamente…

per decidere che

non c’è tempo migliore

che

adesso per essere felice.

                 La felicità è un viaggio,

non una meta.

 

“Lavora come se non avessi bisogno di denaro,

ama come se non fossi stato mai ferito,

e balla come se nessuno ti stesse guardando”.

 
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Pubblicato da su 16 agosto 2016 in Blog, GUIDA TE STESSO

 

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