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il mio Essere Counselor

 

                       Sono un Counselor psico-educativo, e,  svolgo l’attività di Libero Professionista, secondo la legge 14 Gennaio 2013, n. 4

                     Mi sono formata presso la prima scuola di Counseling nata in Italia, Aspic  – Associazione  per lo Sviluppo Psicologico dell’individuo e della Comunità – con orientamento scientifico culturale, umanistico-esistenziale.

Fin da subito,  mi colpirono gli studi fatti da Carl Ramson Rogers, che,  hanno profondamente influenzato la mia persona e inevitabilmente la  professione di Counselor,  trovavo straordinarie le sue intuizioni, le quali, mi spinsero ad  approfondire  sempre più  il suo pensiero fino a scoprire che avevamo un comune denominatore,  lo stesso è valso per  Carl Gustav Jung, che ho conosciuto, ancor meglio, durante gli anni  della scuola di Naturopatia Psicosomatica.

 Dunque C. R. Rogers e C. G. Jung  sono  miei ” Maestri ” hanno risposte alla mie domande  sulla realizzazione della vera

  Essenza dell’ Essere Umano.

Cosa intendo dire con :  ” Essenza dell Essere Umano ?

 «ciò per cui una certa cosa è quello che è, e non un’altra cosa»  

 Aristotale

L’essenza per Aristotele  è la possibilità che noi  tutti  abbiamo di  tradurre la nostra

Vita Potenziale in Vita Reale.

 Essenza come Potenziamento del nostro Essere, tanto più realizzeremo  la nostra Vera Natura …..  quanto più tradurremo, in esistenza le nostre  potenzialità originali.

Jung scrive nella sua autobiografia  – Ricordi,Sogni,Riflessioni –

                                                  «La mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio» 

Rogers ben chiarisce, l’ Essenza della Natura Umana, attraverso il concetto di ” Tendenza Attualizzante

                        “  Negli esseri umani c’è una tendenza naturale verso uno sviluppo più complesso e completo.

Sia che lo stimolo provenga dall’interno o dall’esterno, sia che l’ambiente sia favorevole o sia sfavorevole, i comportamenti di un organismo possono essere compresi in termini del mantenimento dell’arricchimento e della riproduzione di se stesso.

E’ questa la natura stessa del processo che definiamo vita. Una tendenza del genere è all’opera in ogni momento. E di fatto, solo la presenza o l’assenza di questo processo totalmente direzionato ci consente di dire se un organismo è vivo o morto. 

 In definitiva cosa mi accomuna  a Rogers e Jung ?

La costante volontà nel realizzare il mio autentico intimo, e,  la consapevolezza, che,  per star bene …… è fondamentale  Realizzare la nostra Vera  Essenza, la nostra Unicità come Esseri,

nessu’ altro ha la nostra stessa impronta digitale, quale buon motivo dovrebbe spingerci a mostrarci diversi da ciò che siamo ?

            Quale buon motivo dovrebbe spingerci a  tenere un comportamento di facciata, tenere comportamenti superficiali , quando  ad un livello più profondo si prova qualcosa di diverso ?

Cosa ci spinge a dire  Si quando in realtà vogliamo dire di No ?

Cosa ci spinge a intrattenere relazioni nelle quali non stiamo bene ?

 ” Non c’è dovere che sottovalutiamo tanto quanto il dovere di essere felici “

questo scriveva, Robert Louis Stevenson, scrittore e poeta,  conoscitore del animo umano,  fu  considerato uno dei maggiori  esponenti del  naturalismo letterario, il quale,  si propone di scrivere la realtà psicologica e sociale con gli stessi metodi usati nelle  scienza naturali.

Tra le sue maggiori opere : dottor Jekyll e del signor Hyde.

Questo romanzo tra le tante cose, racconta la storia del dualismo dell’animo umano che l’autore vive nel suo tempo, l’epoca Vittoriana, dove era d’obbligo dare un irreprensibile immagine di sè, vera solo in parte,   alla quale tutti cercavano di abituarsi ma in realtà nessuno riusciva a reprimere l’altra parte, la faccia oscura dell’animo umano.

C’erano ineccepibili padri di famiglia che di notte frequentavano i bordelli, commercianti ben amati ma al contempo  contrabbandieri, preti corrotti …, uno status quo in contrasto con molti  autori del periodo e dello stesso Stevenson che tentava di denunciare attraverso storie.

 Il romanzo sottolinea come la parte più oscura dell’animo umano, venga fuori tanto più viene repressa

per mantenere una facciata impeccabile, nessun  uomo  è assolutamente buono,  ne esiste un uomo  assolutamente cattivo.

L’essere umano è diviso perché spesso soffocato dall ’ambiente nel quale vive,  e poi basta poco, un  evento insolito che permette a  quella parte repressa e latente di avere il sopravvento.

Da qui la nostra responsabilità all’ autorealizzazione del nostro inconscio senza dirci niente e senza giudizio, siamo i migliori spettatori di noi stessi, osserviamoci e basta.

In ultima analisi, il  non realizzare la nostra vera essenza porta conseguenze anche sul piano fisico, Acne, Acufene,  Afasia, Aids, Alopecia Areata, Balbuzie, Callosità, Agorafobia….. fino alla depressione e non ultimo alle malattie terminali. 

A tal proposito voglio riportare la storia di un infermiera  australiana, Bronnie Ware

«La vita è una scelta. Scegli la felicità»

 Bronnie  un’infermiera che ha il  compito di assistere le persone nelle loro ultime settimane di vita, malati terminali ,   somministra farmaci che servono solo ad alleviare il dolore e passa le giornate a parlare con i suoi assistiti, uomini e donne.  

Lei si è sempre chiesta, ma cosa rimpiangono?  e inizia a rivolgere loro  una domanda  :  

c’è qualcosa che rimpiangi ? 

e tutti rispondono «sì, più di una».

 Tutte le risposte sono raccolte in un libro dal titolo

«I cinque rimpianti più grandi di chi sta per morire». 

 

 Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita fedele ai miei principi e non quella che gli altri si aspettavano da me

 Vorrei non aver lavorato così tanto

Vorrei avere avuto il coraggio di esprimere i miei sentimeni

Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici

 Vorrei aver permesso a me stessa di essere più felici

 

all’incirca 2 secoli or sono Stevenson già scriveva

” Non c’è dovere che sottovalutiamo tanto quanto il dovere di essere felici “

 Sono un Counselor non Direttivo, perché credo fortemente che l’altro cresca nell’indipendenza per trasmutare poi, quest’ultima nella pienezza della vita che si manifesta nell’  Inter-dipendenza, nelle relazioni interpersonali.

 

 

 

 

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