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…..La natura è una grande maestra…..

18 Lug

 

troy

 

 

 Ti scrivo anche – e pubblicamente per questo –

per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. Là morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana

– la ragione; il meglio del cuore –

la compassione.

Il tuo sfogo mi ha colpito, ferito ….

Pensare quel che pensi e scriverlo è un tuo diritto.

Il problema è però che, grazie alla tua notorietà, la tua brillante lezione di intolleranza arriva ora anche nelle scuole,

influenza tanti giovani e questo mi inquieta.

 L’orrore indicibile è appena cominciato, ma è ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento.

E un momento anche di enorme responsabilità perchè certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo

risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell’odio che dorme in ognuno di noi ed a provocare quella cecità delle passioni che rende pensabile ogni misfatto e permette, a noi come ai nostri nemici, il suicidarsi e l’uccidere.

E tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te o che ti sono antipatici, credi davvero di offrirci salvezza?

La salvezza non è nella tua rabbia accalorata, né nella calcolata campagna militare chiamata, tanto per rendercela più accettabile,

“Libertà duratura”.

O tu pensi davvero che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza?

Da che mondo è mondo non c’è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre.

Non lo sarà nemmeno questa.

 

Quel che ci sta succedendo è nuovo. Il mondo ci sta cambiando attorno.

Cambiamo allora il nostro modo di pensare,

il nostro modo di stare al mondo.

E una grande occasione.

Non perdiamola: rimettiamo in discussione tutto, immaginiamoci un futuro diverso da quello che ci illudevamo d’aver davanti prima dell’11 settembre e soprattutto non arrendiamoci alla inevitabilità di nulla,

tanto meno all’inevitabilità della guerra come strumento di giustizia o semplicemente di vendetta.

Le guerre sono tutte terribili.

Il moderno affinarsi delle tecniche di distruzione e di morte le rendono sempre più tali.

Pensiamoci bene:

se noi siamo disposti a combattere la guerra attuale con ogni arma a nostra disposizione, compresa quella atomica, come propone il Segretario alla Difesa americano,

allora

dobbiamo aspettarci che anche i nostri nemici, chiunque essi siano, saranno ancor più determinati di prima a fare lo stesso, ad agire senza regole, senza il rispetto di nessun principio.

Se alla violenza del loro attacco alle Torri Gemelle noi risponderemo con una ancor più terribile violenza

– ora in Afghanistan, poi in Iraq, poi chi sa dove -,

alla nostra ne seguirà necessariamente una loro ancora più orribile e poi un’altra nostra e così via.

Perché non fermarsi prima? 

Abbiamo perso la misura di chi siamo,

il senso di quanto fragile ed interconnesso sia il mondo in cui viviamo,

e ci illudiamo di poter usare una dose,

magari “intelligente”, di violenza per mettere fine alla terribile violenza altrui.

Cambiamo illusione e, tanto per cominciare,

chiediamo a chi fra di noi dispone di

armi nucleari,

armi chimiche e

armi batteriologiche – Stati Uniti in testa –

d’impegnarsi solennemente con tutta l’umanità a non usarle mai per primo, invece di ricordarcene minacciosamente la disponibilità.

Sarebbe un primo passo in una nuova direzione.

Non solo questo darebbe a chi lo fa un vantaggio morale – di per sé un’arma importante per il futuro -, ma

potrebbe anche disinnescare l’orrore indicibile ora attivato dalla reazione a catena della vendetta.

Purtroppo, oggi, sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore.

A te, Oriana, i kamikaze non interessano.

A me tanto invece.

Ho passato giorni in Sri Lanka con alcuni giovani delle “Tigri Tamil”, votati al suicidio.

Mi interessano i giovani palestinesi di “Hamas” che si fanno saltare in aria nelle pizzerie israeliane.

Un po’ di pietà sarebbe forse venuta anche a te se in Giappone, sull’isola di Kyushu, tu avessi visitato Chiran, il centro dove i primi kamikaze vennero addestrati e tu avessi letto le parole, a volte poetiche e tristissime, scritte segretamente prima di andare, riluttanti, a morire per la bandiera e per l’Imperatore.

I kamikaze mi interessano perchè vorrei capire che cosa li rende così disposti a quell’innaturale atto che è il suicidio e che cosa potrebbe fermarli.

Quelli di noi a cui i figli – fortunatamente – sono nati, si preoccupano oggi moltissimo di vederli bruciare nella fiammata di questo nuovo, dilagante tipo di violenza di cui l’ecatombe nelle Torri Gemelle potrebbe essere solo un episodio.

 Non si tratta di giustificare,

di condonare,

ma di capire. 

Capire, perchè io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali.

Niente nella storia umana è semplice da spiegare e fra un fatto ed un altro c’è raramente una correlazione diretta e precisa.

Ogni evento, anche della nostra vita, è il risultato di migliaia di cause che producono, assieme a quell’evento, altre migliaia di effetti, che a loro volta sono le cause di altre migliaia di effetti…..

…..La natura è una grande maestra,

Oriana, e bisogna ogni tanto tornarci a prendere lezione.

Tornaci anche tu. Chiusa nella scatola di un appartamento dentro la scatola di un grattacielo, con dinanzi altri grattacieli pieni di gente inscatolata, finirai per sentirti sola davvero;

sentirai la tua esistenza come un accidente e non come parte di un tutto molto, molto più grande di tutte le torri che hai davanti e di quelle che non ci sono più.

Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui.

Ti passerà anche la rabbia.

Ti saluto, Oriana e ti auguro di tutto cuore di trovare pace.

Perchè se quella non

è dentro di noi non sarà mai da nessuna parte.

a cura di Lf

Per il Testo integrale clicca qui sotto

 terzani

 

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