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….. l’oro che ha fatto innamorare il mondo antico e quello moderno

22 Dic

Dipinto acrilico ‘Crocus sulla Chochołowska’

l’oro che ha fatto innamorare il mondo antico e quello moderno

       il suo nome scientifico è Crocus sativus, il suo fiore  è un perigonio formato da 6 petali di colore violetto intenso ………  è lo Zafferano dalle innumerevoli proprietà Farmacologiche

nel  Medio-Oriente tracce di zafferano sono state trovate nei graffiti preistorici,

risalenti a 50.000 anni fa

raffiguranti animali in alcune caverne dell’Iraq

I sumeri non coltivavano lo zafferano, ma facevano la raccolta spontanea di specie selvatiche, veniva utilizzato soprattutto per scopi curativi e per pozioni magiche.

                         Si narra che lo zafferano è nato dall’amore tra un giovane bellissimo di nome Krocos e una ninfa di nome Smilace.

Purtroppo la ninfa era la favorita del Dio Ermes che per invidia trasformò il giovane Crocus in un bulbo, dal bellissimo fiore.

Al di là della leggenda, in realtà lo zafferano è conosciuto da millenni;

se ne parla nei papiri egiziani del II secolo a.C.,

nel Cantico dei Cantici nella Bibbia,

nell’Iliade …….

non finise qui 

dotato di proprietà medicinali ……..

lo citano nelle loro opere Virgilio …..  Plinio e Ovidio.

Isocrate, famoso maestro di retorica greco, si faceva profumare i guanciali con lo zafferano prima di andare a dormire, e le donne troiane lo usavano per profumare i pavimenti dei loro templi.

usato per tingere le bende delle mummie egiziane, per colorare le vesti, per preparare
unguenti e profumi da Indiani, Arabi, Egiziani, Greci e Romani, considerato come afrodisiaco dai persiani e nella mitologia greca, 

nel medioevo era visto come un simbolo di ricchezza e 500 grammi  valevano quanto un cavallo. Questa spezia è preziosissima ed è tra le più costosa al mondo, per un
chilogrammo di zafferano occorrono oltre 150.000 fiori, all’incirca oltre due mesi di lavoro

Un altro dono di madre Natura un altro

“elisir di lunga vita”

contrasta l’ invecchiamento,

stimolare il metabolismo,

favorire le funzioni digestive,

riduce la pressione sanguigna

abbassa  colesterolo e trigliceridi che vengono assorbiti con l’ alimentazione.

 

             La moderna medicina riconosce allo zafferano proprietà di stimolante del sistema nervoso e per uso esterno lo zafferano entra nella composizione di preparati a base di miele, da usare per le gengive irritate e dolenti in generale e durante la fase di dentizione per i piccoli.

si racconta che nel  1500, un pittore  fiammingo Mastro Valerio da Profondovalle  lo utilizzò per decorare le vetrate del Duomo di Milano.

Martino de Rossi, celebre cuoco della famiglia Sforza, lo utilizzato in almeno  70 ricette.

Lo zafferano antiossidante per antonomasia, grazie ai suoi contenuti di carotenoidi :

 8000000 ogni ug/100g

altri alimenti

fagiolini 350
carota 8115
pomodoro 640
peperone rosso 3840
piselli 300
spinaci 3535
zucchine 955

Eccovi una tisana allo zafferano ideale per la sera in quanto concilia il sonno  ed ha un effetto anti-stress. 

Versare in una tazza dell’acqua bollente, aggiungete un pizzico di stimmi di zafferano, lasciate in infusione per cinque minuti.

Magari da degustare con questi simpatici dolcetti di origine svedese allo zefferano , ‘ Lussekatter “

Tempo: 2 ore

50 pezzi

Ingredienti:

  • 50g  di lievito per paste dolci

  • 200 gr burro (non salato)

  • 5 dl (o 500 gr) di latte (se volete un impasto più morbido potete fare 50% di acqua e 50 % di latte – io ho fatto 20% di acqua)

  • 1 uovo per spennellare la superficie

  • 1 – 2 gr di zafferano (secondo me meglio abbondare)

  • 170 gr  di zucchero (potete anche aumentare leggermente la quantità)

  • ca 1000 gr di farina

  • ca 1.0 dl uva passa per gli occhietti dei “gattini”

Preparazione:

  1. Sbriciolate il lievito in un contenitore per impasti

  2. Sciogliete il burro in una pentola. Unite il latte, mescolate e scaldate fino a 37 °C  (ossia infilandoci un dito deve essere della stessa temperatura – attenzione che non sia troppo caldo)

  3. Versate una parte del liquido sopra al  lievito e mescolate fino a che non è totalmente sciolto.

  4. Aggiungere il restante liquido, lo zafferano e lo zucchero. Aggiungete lentamente la farina (usate un setaccio per evitare grumi) fino a che l’impasto non è più appiccicoso e si stacca dai bordi del contenitore. Deve restare comunque morbido.

  5. Fate lievitare per circa 2 ore (o anche più). All’inizio non succederà niente poi si gonfierà un poco. Non aspettatevi comunque che aumenti tantissimo di volume.

    Mettete l’impasto su di un piano (il vantaggio di questo impasto è che non è appiccicoso, quindi non dovete infarinare il piano). Lavoratelo un poco per amalgamarlo bene.

  6. Prendete un pezzo di pasta e fate 5  palline di circa 4/5 cm di diametro. Quando avete fatto la quinta pallina riprendete la prima e allungatela un poco, poi passate alla seconda e poi alla terza e via di seguito. Procedete per gradi perché in questo modo tra una lavorazione e l’altra l’impasto ha modo di riposare per qualche secondo ed otterrete un risultato più liscio. Alla fine dovrete fare delle stringhe di circa 20 cm di lunghezza e 0,5 cm. Metto una foto per chiarire il procedimento.

  7. Formate i lussekatter (per la forma lasciatevi ispirare della foto).

  8. Mettete lussekatterna su di una teglia con carta forno e mettete gli “occhi” ai gattini spingendo con decisione a fondo l’uvetta. Lasciate lievitare ancora per circa 10 minuti sotto una pezza umida.

  9. Spennellate la parte superiore con un uovo ben sbattuto.

  10. Infornate in posizione centrale del forno ventilato a 200 °C per circa 8/10 minuti. Controllate comunque la cottura mano a mano che cuoce

  11. Lasciate raffreddare sotto una pezza. Conservate in sacchetto di plastica o congelate. Se li congelate metteteli in freezer non  appena si sono raffreddati (non aspettate). Quando li scalderete saranno come appena sfornati!

LF

 

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